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    Virus misterioso in Cina: quali sono i rischi per l’Italia

    Il 2019-nCoV, questo il nome scientifico, potrebbe arrivare presto nel nostro Paese? Al momento si tratta di un'ipotesi remota, ma l'allerta, specialmente negli aeroporti, è alta

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 21 Gen. 2020 alle 08:39 Aggiornato il 21 Gen. 2020 alle 11:14

    Virus Cina: quali sono i rischi di contagio per l’Italia

    Il virus che si è sviluppato in Cina e che ha già provocato 6 morti potrebbe arrivare presto in Italia? E quali sono i rischi di un possibile contagio?

    Sono alcune delle domande che le persone comuni si stanno facendo da quando il team di esperti della National Health Commission ha ufficializzato il fatto che il misterioso virus cinese si trasmette da uomo a uomo.

    Il virus, il cui focolaio è stato individuato nella città di Wuhan, ha già contagiato oltre 1500 persone e provocato già 6 morti. La patologia, simile a una polmonite, ha inoltre già varcato i confini: alcuni casi, infatti, si sono registrati in Australia, Corea del Sud, Giappone e Thailandia.

    Conosciuto con il nome scientifico di 2019-nCoV, il virus non era mai stato registrato prima d’ora negli esseri umani.

    L’agente patogeno è simile alla Sars, il virus, nato dagli animali e diffusosi sempre in Cina, che nel 2013 portò alla morte di oltre 800 persone in tutto il mondo, seppur la maggior parte in Asia.

    I rischi di una possibile pandemia in Europa e, quindi, anche in Italia sono ancora piuttosto bassi. Secondo la Commissione sanitaria nazionale cinese, infatti, il contagio è controllabile e prevedibile, anche se la fonte iniziale del virus non è stata ancora scoperta.

    Nella giornata di mercoledì 22 gennaio, l’Organizzazione mondiale della sanità ha convocato un comitato d’urgenza per verificare i rischi del virus che si è diffuso in Cina. I rischi maggiori, al momento, sono rappresentati dagli spostamenti, soprattutto in aereo, da parte di persone che potrebbero essere infette senza saperlo.

    Il virus, infatti, ha inizio come un semplice raffreddore, che successivamente può portare febbre alta, difficoltà respiratorie e spossatezza.

    Il prossimo 25 gennaio, infatti, si festeggia il capodanno cinese e i cinesi sono soliti partire per 10 giorni di festeggiamenti.

    L’allerta, dunque, è alta negli aeroporti, anche quelli italiani, anche se, come già detto, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie considera bassa la probabilità di arrivo del virus dalla Cina all’Europa.

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