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    Un’app per sfuggire alla guerra

    Nasce l'Advance-warning app: un'applicazione per aiutare i cittadini libanesi a evitare spari e bombe in città

    Di Gualtiero Sanfilippo
    Pubblicato il 4 Set. 2013 alle 16:12 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 09:11

    Gli scontri siriani sono destinati a oltrepassare i confini della nazione, raggiungendo i territori limitrofi. Tra questi, anche il Libano.

    Tra i boati delle bombe, gli scontri a fuoco e le rappresaglie nelle strade, il Paese confinante con la Siria vive in una condizione davvero difficile.

    Così i libanesi hanno escogitato un nuovo modo di affrontare questa situazione: l’Advance-warning apps (l’App di preallarme).

    Una vera e propria applicazione per il cellulare che segnala all’utilizzatore tutti gli scontri e i pericoli in città. Dei puntini rossi su una mappa indicheranno autobombe, scontri a fuoco e attentati. Perfino un singolo sparo, distinguendolo da un semplice fuoco d’artificio.

    Quest’App consiglierà anche la strada più sicura e veloce per sfuggire al pericolo e in caso di rapimento o di qualsiasi altra violenza, lo smartphone si collegherà direttamente con l’esercito.

    «In altri luoghi del mondo, ci saremmo potuti preoccupare solo del traffico e di come evitarlo», ha detto al Financial Times Mohammad Taha, un imprenditore che sta lavorando a uno di questi prodotti, «ma in Libano molto altre cose possono accadere».

    La scelta di creare un’App è nata dall’aumento rilevante delle sparatorie, dei rapimenti e degli attentati con autobombe nel centro del paese.

    I libanesi sono spaventati e temono che la minaccia di un attacco americano si concretizzi, inasprendo ancora di più la questione siriana e riversandosi su tutti gli altri territori come Libano e Israele.

    La maggior parte dei cittadini ha già vissuto durante una guerra civile, durata per ben 15 anni, dal 1975 al 1990.

    «Abbiamo già fatto un sacco di pratica: e la guerra non è durata solo un paio di anni», ha detto un’insegnante d’arte, Houmana Bou Khaled.

    Lo scorso anno Taha aveva già lanciato “Ma2too3a”, un prodotto che prende informazioni in tempo reale dagli utenti su proteste, traffico, blocchi stradali e scontri in città, raggruppandole in un’unica app.

    L’applicazione ebbe successo e venne scaricata ben 80.000 volte.

    «L’uso dei nostri prodotti è direttamente dipendente dalla situazione politica», ha detto Taha

    E l ‘Advance-warning app non è sola sul mercato delle “app da guerra”.

    Firas Wazneh, un altro imprenditore, sta lavorando a “Way to safety”, un prodotto che risponderà all’esigenza specifica di evitare gli spari. L’idea è che i cittadini registrino lo sparo che sentono e lo segnalino a un’unica fonte, che attraverso un database di suoni riconoscerà l’arma di provenienza e il tipo di combattimento, localizzandolo.

    La scorsa settimana l’esercito ha dato parere positivo sulle iniziative e ha deciso di proporre la propria: “Laf Shield”, ovvero un canale di comunicazione diretta con i cittadini.

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