“Lo scorso 6 settembre un magazzino di aiuti umanitari gestito per conto dell’UNICEF a Dnipro, in Ucraina, è stato colpito e gravemente danneggiato da un bombardamento, con la perdita di forniture vitali destinate a bambini e famiglie colpite dal conflitto. È il terzo magazzino umanitario dell’UNICEF distrutto dalle bombe in meno di due mesi. Gli attacchi alle infrastrutture civili devono fermarsi immediatamente”. Lo dichiara Andrea Iacomini, Portavoce dell’UNICEF Italia.
“I dati sull’impatto di questo conflitto sui più piccoli restano drammatici”, prosegue Iacomini. “Negli ultimi sette giorni si contano almeno 18 bambini feriti e un bambino ucciso dai bombardamenti in Ucraina. Sono aggressioni del tutto inaccettabili: i bambini dovrebbero avere il diritto di studiare, imparare e costruire il proprio futuro, non essere condannati a vivere sotto il terrore delle bombe”.
“I civili, e i più piccoli in particolare, continuano a pagare il prezzo più alto di questa guerra”, conclude il Portavoce. “È urgente fermare ogni attacco contro i bambini e contro i magazzini di aiuti indispensabili alla loro sopravvivenza. Non si possono distruggere i beni di prima necessità destinati a chi ha già perso tutto. Dal 2022, oltre 3.900 bambini sono stati uccisi o feriti in Ucraina. L’uccisione e la mutilazione insensata dei bambini deve finire”.