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    Attacco alla flotta russa in Crimea, Mosca accusa: “Coinvolta Londra, anche nel sabotaggio di Nord Stream”. Accordo sul grano sospeso a tempo indeterminato, Onu: “In contatto con le autorità russe. Non fermare l’export di grano”

    La fregata russa "Ammiraglio Makarov" a Sebastopoli, Crimea. Credit: Ulf Mauder/dpa
    Di Marco Nepi
    Pubblicato il 29 Ott. 2022 alle 15:04 Aggiornato il 29 Ott. 2022 alle 18:38

    Ucraina: “Colpite 4 navi da guerra russe in Crimea”. Mosca: “Attacco terroristico preparato con il Regno Unito”

    Le forze ucraine hanno colpito diverse navi russe nella baia di Sebastopoli, in Crimea, nel “più massiccio” attacco contro la flotta russa in Crimea dall’inizio della guerra. Secondo il consigliere presidenziale ucraino Anton Gerashchenko, sono state quattro le navi russe colpite nell’attacco di stamattina, tra cui una nave d’assalto anfibia e la fregata “Ammiraglio Makarov”.

    Il ministero della Difesa russo ha parlato di un “attacco terroristico” alla flotta del Mar Nero, colpita con droni anche subacquei, accusando il Regno Unito di aver contribuito a preparare l’azione. Secondo il ministero, i droni usati nell’attacco sono stati nove in tutto, di cui sette quelli sottomarini. “Il nemico ha cercato di colpire le infrastrutture militari della flotta del Mar Nero. Tutti i veicoli aerei senza pilota sono stati individuati e distrutti in anticipo”, il commento del governatore filorusso Mikhail Razvozhaev, che ha definito l’attacco di stamattina il “più massiccio” dall’inizio del conflitto.

    In risposta all’attacco, Mosca ha annunciato la sospensione a “tempo indeterminato” dalla sua partecipazione all’accordo sul grano, spiegando che la flotta colpita garantiva i corridoi sicuri per le esportazioni. Secondo la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, il governo russo intende sollevare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite la questione degli “attacchi terroristici commessi nel Mar Nero e nel Mar Baltico con il coinvolgimento di Londra” ai danni di infrastrutture russe.

    Dopo l’annuncio, le Nazioni Unite hanno chiesto di non mettere a repentaglio l’accordo “che sta chiaramente avendo un impatto positivo sull’accesso al cibo per milioni di persone in tutto il mondo”. “È fondamentale che tutte le parti si astengano da qualsiasi azione che possa mettere in pericolo l’iniziativa sul grano, che è uno sforzo umanitario fondamentale”, ha detto il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric, aggiungendo che l’Onu è in contatto con le autorità russe.

    Il passo indietro di Mosca è stato condannato da Kiev, che ha parlato di “falso pretesto” per “bloccare il corridoio del grano che garantisce la sicurezza alimentare a milioni di persone”. “Avevamo avvertito dei piani della Russia per rovinare l’iniziativa sui cereali del Mar Nero”, ha detto su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmitro Kuleba, che ha invitato la comunità internazionale a invitare la Russia a “smettere di fare i suoi giochi con la fame e di riprendere a rispettare i suoi obblighi”.

    Poco dopo l’attacco a Sebastopoli, il ministero della Difesa russo aveva anche accusato il Regno Unito di aver  contribuito direttamente alla sua preparazione, sostenendo che Londra sarebbe stata coinvolta anche negli attentati contro i gasdotti Nord Stream. “I rappresentanti di un’unità della Marina britannica sono stati coinvolti nella pianificazione, fornitura ed esecuzione dell’atto terroristico nel Mar Baltico il 26 settembre per indebolire i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2”, ha detto il ministero.

    Pronta la risposta del governo britannico: “per sminuire la loro disastrosa gestione dell’invasione illegale dell’Ucraina, il ministero della Difesa russo sta ricorrendo a false affermazioni di portata epica”, ha dichiarato il ministero della Difesa sul proprio profilo Twitter, dopo che Mosca ha puntato il dito contro il presunto coinvolgimento di “specialisti britannici”, situati nella città ucraina di Ochakov, nella regione meridionale di Nikolaev. “Questa storia inventata dice di più sulle frizioni all’interno del governo russo piuttosto che sull’Occidente”.

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