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    Trump: “Russia e Ucraina d’accordo per una tregua sui siti energetici”. Ma Kiev e Mosca non confermano

    Foto AGF

    Zelensky: "Aspettiamo i dettagli dalla parte americana. Nuove elezioni in Ucraina? Solo se Putin accetta un cessate il fuoco di 60 giorni". Intanto il Cremlino annuncia un possibile nuovo viaggio di Witkoff e Kushner a Mosca

    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 12 Ott. 2026 alle 10:16 Aggiornato il 12 Ott. 2026 alle 10:26

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato a sorpresa che Russia e Ucraina hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco sulle infrastrutture energetiche. Tuttavia, per il momento, Mosca e Kiev non hanno confermato l’intesa. Il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto sapere che sostiene l’iniziativa ma ha aggiunto che è ancora in attesa di conoscerne i dettagli. Dal Cremlino, invece, ancora nessun commento in merito, ma trapela la notizia che negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner torneranno a Mosca “dopo aver compreso appieno la posizione di Kiev”.

    Peraltro, secondo il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, la Russia ha già violato il cessate il fuoco energetico sferrando un attacco diretto contro la centrale elettrica Chp-5 a Kharkiv.

    L’annuncio di Trump arriva a pochi giorni dalla sospensione delle sanzioni americane sulle importazioni di diesel dalla Russia, stop volto a raffreddare i prezzi dei carburanti in vista delle elezioni di mid-term del prossimo 3 novembre.

    “Con effetto immediato, è in vigore un cessate il fuoco energetico nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno concordato. Non infrangetelo!”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti sul suo social Truth nella serata di domenica 11 ottobre.

    Da giorni il tycoon faceva pressione sull’Ucraina affinché interrompesse gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe. Trump attribuisce a quegli attacchi l’aumento dei prezzi del diesel che sta facendo calare i consensi degli elettori americani verso il Partito Repubblicano. Secondo il Financial Times e l’agenzia Reuters, l’Amministrazione Usa ha minacciato di interrompere la condivisione di informazioni di intelligence con Kiev e l’approvvigionamento di armi nell’ambito del sistema Purl (Prioritized Ukraine Requirements List).

    Venerdì si sono svolti a Miami colloqui tra Stati Uniti, Ucraina, i Paesi E3 (Regno Unito, Francia e Germania), la Commissione europea e la Nato, ma le interlocuzioni si sono interrotte prima del previsto. Sabato Trump ha pubblicamente accusato il presidente ucraino Zelensky di non fare abbastanza per porre fine alla guerra e ha auspicato che venga sostituito: “Suggerisco di trovare un nuovo leader che possa raggiungere un accordo”, ha detto.

    Nelle scorse ore Zelensky ha risposto che è pronto a indire le elezioni, a condizione però che Putin accetti un cessate il fuoco di 60 giorni per consentire le operazioni di voto. “Per favore, dite a Putin: concedeteci due mesi, 60 giorni di cessate il fuoco totale, 60 giorni, e organizzeremo le elezioni”, ha detto il presidente ucraino, aggiungendo che i rincari dei prezzi dei carburanti non sono riconducibili agli attacchi di Kiev contro le infrastruttura energetiche russe, bensì alla guerra in Medio Oriente (scatenata dagli Stati Uniti e da Israele).

    Quanto al cessate il fuoco energetico annunciato da Trump, Zelensky su X ha fatto sapere di averne parlato con Mark Carney, Alex Stubb e Mark Rutte (rispettivamente leader di Canada, Finlandia e Nato). “L’Ucraina sostiene il cessate il fuoco, ed è importante che anche in Russia lo sostenga”, ha scritto: “Aspettiamo i dettagli dalla parte americana. Da parte nostra, ucraina, c’è sempre pieno sostegno alle misure di de-escalation, alla protezione della vita e alle decisioni necessarie per porre fine alla guerra e garantire una pace duratura”.

    Mosca, da parte sua, caldeggia la sostituzione di Zelensky: “Trump – ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov – ha detto di credere che sia giunto il momento di un nuovo presidente. Perché? Perché il presidente ucraino deve prendere decisioni molto importanti e molto difficili per fermare questa guerra. O Zelensky si assume questa responsabilità e dimostra la volontà politica, oppure no”.

    Intanto, l’agenzia di stampa statale russa Tassa scrive che Witkoff e Kushner non hanno abbandonato i piani di recarsi a Mosca, ma lo faranno solo dopo aver compreso appieno la posizione di Kiev. “L’intenzione c’è ancora, ma ci sono difficoltà a comprendere la posizione di Kiev. Arriveranno, ma solo dopo che la situazione sarà chiarita”, ha affermato la fonte. Alla domanda se la visita potesse ancora avere luogo entro le prossime due settimane, la fonte ha risposto: “Tutte le opzioni sono sul tavolo”.

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