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    Che cos’è il theremin, lo strumento che potete suonare col doodle di oggi

    La storia dello strumento elettronico degli anni Venti che trovò in Clara Rockmore la sua più grande interprete, passando anche per i Led Zeppelin e i Beach Boys

    Di Guglielmo Latini
    Pubblicato il 9 Mar. 2016 alle 13:22 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:11

    Molti di quelli che oggi, 9 marzo 2016, hanno aperto Google,
    avranno notato la presenza di un doodle
    interattivo, attraverso il quale l’utente ha la possibilità di ascoltare e
    perfino di suonare uno strumento misterioso: il theremin.

    Il doodle, ovvero la saltuaria modifica della pagina del
    motore di ricerca attraverso un’immagine, un video o un gioco interattivo, è infatti
    dedicato al 105esimo anniversario della nascita della musicista lituana Clara
    Rockmore, probabilmente la più nota suonatrice di questo strumento, nata nel
    1911 e morta nel 1998.

    La storia del theremin nasce poco dopo questa musicista,
    ovvero nel 1919, quando il fisico e astronomo russo Leon Sergeevič Termen (il
    cui cognome francesizzato ha dato il nome allo strumento) sfrutta le sue
    conoscenze in campo elettronico per un’applicazione inedita della scienza in
    campo musicale.

    L’oggetto da lui inventato si compone infatti di due antenne
    di metallo che si estendono in maniera perpendicolare da un corpo centrale, e
    che non producono alcun suono nel caso non avvengano movimenti nelle immediate
    vicinanze.

    Nel momento in cui però un oggetto si immette nel campo delle onde
    create dalle antenne, queste producono suoni elettronici variabili a seconda
    della posizione e della velocità con cui l’oggetto si muove. Se l’oggetto sono
    le mani di un musicista, sarà necessario muoverle nello spazio vuoto tra le
    antenne per controllare il tono e il volume del suono.

    Ecco lo stesso Theremin alle prese con la sua invenzione:

    L’inventore emigrò negli Stati Uniti nel 1927, e dopo aver
    brevettato il suo strumento, produsse nella sua vita circa cinquecento
    theremin, organizzando concerti di musica elettronica e prestando la sua
    invenzione a diverse colonne sonore di film, soprattutto horror fantascientifici,
    che ben si adattavano alle atmosfere futuristiche e inquietanti suggerite da
    quei suoni mai sentiti prima.

    Qui, per esempio, la colonna sonora del film Ultimatum alla Terra di Robert Wise, del
    1951, incentrato su un’invasione aliena:

    Lo strumento fu anche adottato, in alcuni rari ma memorabili
    casi, dalla musica rock, come quando nel 1966 i Beach Boys utilizzarono un
    suono molto simile nell’arrangiamento di uno dei loro brani più celebri, Good Vibrations.

    Si trattava, a voler essere precisi, di un electrotheremin,
    inventato nel 1950 dal trombonista statunitense Paul Tanner e dall’inventore Bob
    Whitsell, che semplificava l’uso dello strumento, come si può vedere in questo
    video:

    Anche Jimmy Page, leggendario chitarrista dei Led Zeppelin,
    ha usato spesso lo strumento durante i concerti della sua band per trarne suoni
    sperimentali e sicuramente più cacofonici, come è possibile vedere in questa
    scena tagliata del documentario
    It Might
    Get Loud
    , del 2009:

    Fu dopo l’arrivo in America che Theremin ebbe modo di conoscere
    un’altra emigrata russa, Clara Rockmore (nata Clara Reisenberg e poi sposata a un avvocato statunitense), che dopo aver
    studiato violino presso il Conservatorio di San Pietroburgo, si era dedicata
    allo strumento elettronico di recente invenzione.

    Rockmore divenne ben presto
    la più dotata e conosciuta suonatrice di theremin, e a lei è infatti dedicato
    il doodle di oggi 9 marzo 2016.

    Nel gioco interattivo creato dall’azienda di Mountain View,
    l’utente è invitato a ripetere i suoni appena ascoltati passando il mouse sul
    disegno di un theremin, e dopo alcune “prove” si ha la possibilità di accedere
    a un video animato di una giovane musicista, Clara Rockmore ovviamente, che
    esegue Il cigno, un brano tratto dall’opera
    Il carnevale degli animali (1922) del
    compositore francese Camille Saint-Saëns.

    Per una versione dal vivo dello stesso brano, eseguito dalla
    musicista insieme a sua sorella al piano, è disponibile in rete un raro video,
    che naturalmente da oggi avrà aumentato a dismisura le visualizzazioni:

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