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    Il superstite dell’11 Settembre che ha ritrovato per caso il suo salvatore dopo 15 anni

    Brian Birdwell fu vittima dell'attentato al Pentagono e per anni non ha saputo chi fosse l'uomo che lo aiutò in quei tragici momenti, almeno fino a pochi giorni fa

    Di TPI
    Pubblicato il 28 Lug. 2016 alle 17:19 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:48

    L’11 settembre 2001, il colonnello, attualmente in pensione, Rob Maness e il senatore del Texas Brian Birdwell si trovavano entrambi nella
    sede principale delle forze armate statunitensi: il Pentagono di Washington che, com’è noto, quel giorno fu vittima di un attacco nelle stesse ore in cui
    venivano colpite le Torri Gemelle.

    Mentre il volo di linea American Airlines 77 si schiantava
    contro il grande complesso di edifici, Brian Birdwell, che all’epoca non era
    ancora senatore e lavorava per l’esercito, si trovava proprio nell’ala della
    struttura più vicina all’impatto, e le fiamme che seguirono l’impatto gli
    provocarono terribili ustioni sul volto e sul corpo.

    Mentre era lì da solo e ormai rassegnato all’idea di morire,
    fu salvato da una squadra di soccorso che riuscì a portarlo fuori dall’edificio
    e a collegarlo a una flebo per tenerlo in vita. È a questo punto che entra in scena il
    colonnello Maness, impiegato nell’Air Force, che fu incaricato di tenere il
    catetere di Birdwell, che perdeva, cercando allo stesso tempo di tenere sveglio
    l’uomo vicino alla morte.

    Maness gli chiese quale fosse il suo nome di battesimo e poi
    lo invitò a pregare insieme a lui, promettendogli che sarebbe andato tutto bene,
    prima che il ferito fosse preso in consegna dall’ospedale più vicino, dove
    rimase 26 giorni in terapia intensiva, con il 60 per cento del corpo ustionato.

    Da allora, il soccorritore non venne mai a sapere se l’uomo
    che aveva aiutato fosse rimasto o meno in vita, ma in un’intervista racconta: “non ho
    mai dimenticato quell’uomo. Non ho mai saputo se fosse vissuto o meno, ma ho
    pregato per lui ogni giorno”.

    Negli anni seguenti, Birdwell si riprese dal terribile
    incidente e divenne senatore dello stato del Texas. Casualmente anche
    Maness entrò in politica, ed è al momento candidato per un seggio del senato in
    Louisiana.

    Il caso ha fatto sì però che entrambi fossero a Cleveland
    la settimana scorsa per la convention nazionale del Partito repubblicano,
    durante la quale Maness ha chiesto un incontro con Rick Perry, ex governatore
    del Texas.

    In occasione dell’incontro, Perry ha l’idea di
    presentargli un altro veterano delle forze armate diventato politico, anch’egli
    casualmente presente all’interno del Pentagono l’11 settembre.

    Dopo pochi minuti dalle presentazioni, seguito da un breve scambio
    di racconti delle esperienze vissute in quella tragica giornata, a entrambi è
    stato chiaro chi fosse l’altro, e a quel punto entrambi sono scoppiati in un pianto
    liberatorio e in un abbraccio fraterno.

    “Quando ho capito che stavo guardando la stessa persona,
    ho iniziato a piangere e gli ho detto che ero davvero grato del fatto che fosse
    ancora vivo”, ha riferito Maness alla rivista People. “Ci siamo abbracciati, ma nessuno dei due riusciva a
    credere che stessimo parlando di nuovo. Quali erano le probabilità che potessimo farlo? Era davvero messo
    male, non sembrava che potesse farcela. Mi è stato detto di stare lì e tenere
    il suo tubo perché perdeva. Aveva un dolore tremendo e stava per svenire, così ho
    continuato a parlargli cercando di confortarlo e tenerlo sveglio. Dopo averlo
    lasciato nelle mani dei medici dell’ospedale, non riuscivo a smettere di
    pensare a lui. È stato l’ultimo superstite che ho visto quel giorno”.

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