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    La storia della canzone Tanti auguri a te

    Nonostante l'abbiamo cantata tutti almeno una volta, in pochi conoscono davvero l'origine di Happy Birthday To You, la canzone più nota del Ventesimo secolo

    Di TPI
    Pubblicato il 20 Ott. 2016 alle 14:12 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:33

    Chiunque l’ha cantata almeno una volta nella vita, chiunque se
    l’è sentita dedicare, chiunque ne conosce le parole e altrettanto vale per la
    musica: “Tanti auguri a te”, il tradizionale brano delle feste di compleanno, sembra
    non avere segreti per nessuno, ma in realtà la sua storia è nota a pochissimi.

    L’American Society of Composers, Authors and Publishers
    (ASCAP) l’ha definita “di gran lunga la canzone più popolare del Ventesimo
    secolo”, cantata o suonata miliardi di volte da persone comuni
    così come da Igor Stravinsky o Marilyn Monroe, oltre a essere la prima canzone
    mai cantata nello spazio durante la missione Apollo 9.

    Viene da pensare che un brano del genere possa risalire alla notte dei tempi,
    ed è difficile immaginare un mondo in cui non venga cantato in occasione del compleanno di qualcuno, ma in realtà l’origine della melodia risale solo a poco più di un secolo fa.

    La sua storia inizia infatti nel 1889 negli Stati
    Uniti, quando un’insegnante del Kentucky, Patty Smith Hill, di 21 anni, e sua sorella maggiore Mildred Jane, di 30, unirono le forze per
    comporre una canzoncina per gli alunni della scuola materna dove insegnava Patty, nella città di Louisville.

    Il titolo originale della canzone non era associato ad alcun anniversario o
    compleanno, ma si presentava con un generico
    Good Morning to All, (Buongiorno
    a tutti), e con un non memorabile testo che recitava: “Buongiorno a voi/Buongiorno
    a voi/Buongiorno, bambini cari/Buongiorno a tutti”.

    (Le sorelle Hill in un disegno dell’epoca. L’articolo prosegue dopo l’immagine)


    Quattro anni più tardi, le sorelle Hill pubblicarono la canzone
    insieme ad altre da loro composte in un libro di spartiti intitolato Song Stories for the Kindergarten, e
    assegnarono i diritti d’autore al loro editore, la Clayton F. Summy Company, in
    cambio di una quota del ricavato delle vendite.

    A quel tempo il concetto di “festa di compleanno”
    era abbastanza nuovo: la tradizione di celebrare un anniversario con una torta aveva acquisito popolarità solo intorno agli anni Cinquanta dell’Ottocento, e l’usanza di riunirsi per festeggiare i compleanni dei bambini sarebbe arrivata ancora più tardi.

    Con il diffondersi di queste abitudini, però, si sentiva la necessità di una vera e propria canzone da poter associare ai festeggiamenti degli anni. Fu così che agli inizi del Novecento la melodia scritta dalle sorelle Hill cominciò a
    comparire in diversi canzonieri dedicati ai compleanni, con il testo e il titolo modificati in Happy Birthday (To You).

    All’epoca in territorio statunitense i diritti d’autore
    duravano 28 anni, con la possibilità di rinnovarli una volta scaduti per altri
    14. Durante il primo periodo in cui ne deteneva i diritti, la Clayton F. Summy non ebbe grandi ricavi dalla canzone, ma nel 1921, quando vennero rinnovati, il pezzo
    stava ormai prendendo piede come canzone ufficiale di ogni festa di compleanno,
    nonostante non fossero in molti a pagare la tassa necessaria per la riproduzione.

    Nel 1935 una terza sorella Hill, Jessica, depositò nuovamente la canzone presso la Clayton F. Summy, che, dopo una causa legale sulla spartizione dei ricavati, mantenne i
    diritti impegnandosi a versare un terzo del denaro alle
    sorelle Hill e ai loro discendenti (Mildred Jane era morta nel 1916 e Patty sarebbe
    deceduta nel 1946).

    La casa editrice rimase la proprietaria della canzone per
    molti decenni, fino al 20 ottobre 1988, quando la compagnia fu acquisita
    dalla Warner per 25 milioni di dollari. Soldi ben spesi, visto che la casa
    discografica chiede un compenso che varia tra i 1.500 e i 50mila dollari ogni
    volta che il pezzo appare in spot, programmi televisivi o film, ricavando così circa 2 milioni di dollari all’anno.

    (I ricavati della canzone in dollari nel corso degli anni. L’articolo prosegue dopo l’immagine)

    Un professore di legge della George Washington University, Robert Brauneis, si è impegnato negli ultimi anni in una crociata personale per fare presente che in realtà i
    diritti della canzone non sono stati rinnovati dal 1963, e che in ogni caso non
    ci sono basi legali per stabilire chi sia stato l’autore originario del testo.

    A dare manforte al professore è stata nel 2012 Jennifer
    Nelson, una documentarista intenta a realizzare un film sulle origini del
    brano, alla quale venne paradossalmente chiesto di pagare 1.500 dollari per l’utilizzo del
    pezzo nel suo documentario. La donna, sulla base della richiesta, intentò causa contro
    la Warner.

    L’ultimo atto di questo lungo percorso partito dal Kentucky nel 1889 si è svolto il 22 settembre 2015, quando una corte federale
    californiana ha dato ragione a Nelson, stabilendo che, essendo stata depositata
    nel 1935 la sola melodia e non il testo, i diritti della Warner sul brano sono
    nulli, e che quest’ultimo è di pubblico dominio, dunque non sottoposto ad alcuna
    tassa per la riproduzione.

    (Marilyn Monroe canta “Happy Birthday” in occasione del compleanno del presidente John F. Kennedy nel 1962)


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