Oltre ai due decreti legge approvati per far fronte all’emergenza abitativa, il governo spagnolo ha varato nuove misure per aiutare famiglie e imprese contro il caro-energia provocato dalla crisi in Medio Oriente. Considerando i tre pacchetti di aiuti approvati dall’inizio dell’emergenza, l’esecutivo guidato da Pedro Sánchez ha messo in campo oltre 12 miliardi di euro. L’inflazione spagnola, infatti, è salita a settembre al 4,9%, secondo la stima preliminare dell’INE, e circa due punti percentuali sono riconducibili all’energia, secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Economia Carlos Cuerpo. Ecco quali sono le principali misure adottate dal governo spagnolo.
Attraverso un taglio alle tasse sui carburanti, benzina e diesel a ottobre costeranno 20 centesimi in meno al litro. Lo sconto si ridurrà progressivamente fino a dicembre, ma tornerà immediatamente in vigore se i prezzi saliranno oltre il 15%. Vengono confermati, inoltre, gli aiuti a camionisti, agricoltori e pescatori. L’intervento del governo spagnolo mette anche un freno alle bollette del gas. A ottobre, infatti, sarebbero dovute aumentare di circa il 50% per milioni di spagnoli. Grazie alle misure adottate dall’esecutivo, l’aumento sarà limitato a circa il 15%. Sotto controllo anche il prezzo delle bombole di gas, che in alcune realtà vengono ancora utilizzate per cucinare e riscaldarsi.
Il governo Sánchez ha inoltre esteso fino al 31 dicembre il blocco dei licenziamenti: le aziende che ricevono aiuti pubblici nell’ambito della crisi in Medio Oriente non potranno licenziare dipendenti per motivi riconducibili al caro-energia. Le imprese dovranno inoltre adottare un piano per favorire gli spostamenti dei dipendenti verso il luogo di lavoro attraverso mezzi di trasporto meno inquinanti. “Saremo il Paese con il più grande scudo sociale ed economico di tutta l’Unione europea. Le misure resteranno in vigore per tutto il tempo necessario e, se le circostanze lo richiederanno, le amplieremo” aveva dichiarato Sánchez presentando il piano lo scorso marzo. Sei mesi dopo, il governo spagnolo vara il terzo pacchetto di interventi, portando a oltre 12 miliardi di euro lo sforzo complessivo messo in campo.