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    Rallenta l’offensiva dei ribelli su Aleppo ovest in Siria

    Le forze governative stanno opponendo resistenza e le Nazioni Unite temono che entrambe le parti stiano commettendo crimini di guerra contro i civili

    Di TPI
    Pubblicato il 1 Nov. 2016 alle 14:20 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:59

    Prosegue lo scontro tra le forze governative del presidente Bashar al-Assad e le milizie dei ribelli per il controllo della città di Aleppo, nel nord della Siria.

    Lo scorso venerdì 28 ottobre questi ultimi hanno lanciato un attacco contro la parte occidentale della città, controllata dal governo, ma secondo quanto riportato dall’Osservatorio siriano per i diritti umani – un ente di monitoraggio basato nel Regno Unito che si serve di numerose fonti sul campo – l’esercito siriano sta opponendo una strenua resistenza.

    Per questo motivo, dopo un avanzamento iniziale l’offensiva ha subito un rallentamento. “Dal momento in cui domenica 30 ottobre il regime ha preso l’iniziativa, gli scontri si sono fatti meno intensi”, ha detto il capo dell’Osservatorio Rami Abdel Rahman lunedì 31 ottobre. “L’unico obiettivo che è stato raggiunto è il controllo parziale su Dahiyet al-Assad”, un quartiere alla periferia occidentale di Aleppo.

    Lo stesso giorno l‘inviato delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan de Mistura, si è detto “atterrito e sconvolto” dagli attacchi indiscriminati condotti contro i civili ad Aleppo dopo l’inizio dell’offensiva dei ribelli. Durante il fine settimana, l’Onu ha documentato la morte di oltre 30 civili, tra cui 10 bambini, e la presenza di decine di feriti a causa degli attacchi aerei, dei colpi di mortaio e degli esplosivi improvvisati utilizzati ad Aleppo ovest.

    —LEGGI ANCHE: ALEPPO EST E ALEPPO OVEST: ECCO COME VIVE CHI HA DECISO DI RESTARE

    “Tutte le parti in lotta ad Aleppo stanno conducendo attacchi che hanno avuto come risultato un gran numero di vittime tra i civili e la creazione di un clima di terrore per coloro che continuano a vivere in città”, ha dichiarato martedì 1 novembre la portavoce dell’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani Ravina Shamdasani in un incontro a Ginevra.

    L’elevato numero di vittime tra i civili suggerisce infatti che i ribelli stiano ignorando il divieto fondamentale di attacchi indiscriminati e i principi di precauzione e proporzionalità, ha aggiunto Shamdasani, ma le Nazioni Unite non possiedono informazioni sufficientemente dettagliate per attribuire gli attacchi a gruppi specifici.

    Le forze governative e i loro alleati stanno anche continuando a bombardare la zona sotto il controllo dei ribelli ad Aleppo est, e le Nazioni Unite hanno documentato almeno 12 vittime civili, tra cui due bambini, nelle giornate di sabato 29 e domenica 30 ottobre. Secondo le stime dell’Onu tra i 250mila e i 275mila civili sono intrappolati e circa 8mila miliziani si sono rifugiati nella parte orientale della città.

    “Gli attacchi contro ospedali, scuole, mercati, acquedotti e panetterie sono ormai all’ordine del giorno e, se sarà dimostrato che sono intenzionali possono costituire crimini di guerra”, ha detto Shamdasani.

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