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    Un gruppo fedele all’Isis ha attaccato l’esercito egiziano nel Sinai

    Un gruppo di 70 miliziani affiliato all'Isis ha lanciato una serie di attacchi contro le forze dell'esercito egiziano. Almeno 50 morti

    Di TPI
    Pubblicato il 1 Lug. 2015 alle 13:28 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:18

    Almeno cinquanta soldati dell’esercito egiziano sono stati uccisi in una serie di attacchi nel nord della penisola del Sinai, in Egitto.

    L’attacco, rivendicato da un gruppo affiliato alI’Isis, è stato compiuto da circa 70 combattenti contro cinque posti di blocco, nei pressi della città di Sheikh Zuweid. Il bilancio delle vittime non è ancora stato confermato.

    Gli scontri sono ancora in corso e secondo alcune testimonianze i miliziani avrebbero preso d’assedio la stazione di polizia di Sheikh Zuweid.

    Il brigadiere Mohammed Samir, un portavoce dell’esercito egiziano, ha riferito che 23 miliziani dell’Isis sono stati uccisi e tre camion contenenti alcune armi sono stati distrutti. 

    Alcune fonti locali hanno riferito Al Jazeera che Israele ha chiuso la frontiera con l’Egitto.

    Si tratta dell’attacco più violento che si sia verificato nella penisola del Sinai negli ultimi due anni.

    L’area era in stato d’allerta dall’ottobre del 2014, quando un attacco contro il posto di blocco a El-Arish aveva ucciso decine di soldati.

    Da quando l’ex presidente Mohammed Morsi è stato deposto due anni fa, almeno 600 persone delle forze di sicurezza egiziane sono state uccise da gruppi estremisti islamici attivi nel Sinai.

    L’area è la roccaforte del movimento islamista Provincia del Sinai, chiamato in precedenza Ansar Beit al-Maqdis (Compagni di Gerusalemme). Il nome fu cambiato nel novembre del 2014, quando il gruppo comunicò di essersi alleato con l’Isis.

    L’Egitto era in stato d’allerta dal 29 giugno, quando in un attacco verificatosi al Cairo due giorni fa è rimasto ucciso il procuratore generale egiziano Hisham Barakat, uno fra i magistrati che più hanno promosso la repressione del dissenso nel Paese.

    In un discorso al funerale di Barakat, il presidente egiziano Abdul Fattah al-Sisi ha promesso misure più dure contro gli aggressori e ha dichiarato di voler introdurre alcune riforme per applicare la pena di morte in tempi più brevi nei confronti delle persone condannate per attività terroristiche. 

    Qui sotto la mappa dell’area in cui si sono verificati gli attentati. Credit: Bbc

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