La Russia si sta preparando a nuovi attacchi con droni in Europa e questa volta prenderà di mira i Paesi del Mediterraneo: Italia, Francia o Spagna. Lo scrive il quotidiano spagnolo El Mundo, secondo cui la Cia ha raccolto informazioni sui piani di escalation del Cremlino e le ha condivise con diversi governi europei, tra cui quelli di Roma, Parigi e Madrid.
“Useranno droni lanciati dal mare, nascosti in un container. Non è affatto difficile”, avrebbe detto al giornale una fonte anonima vicina al Ministero della Difesa della Lituania.
In particolare, le autorità lituane avrebbero riferito che i russi potrebbero utilizzare contro Spagna, Francia o Italia i droni modello “Gerbera”: si tratta di mezzi lunghi circa due metri, con un’apertura alare di 2,5 metri, un peso fino a 18 kg, in grado di raggiungere velocità intorno ai 160 km/h e con un’autonomia dichiarata di 600 km, a seconda del carico esplosivo e di altre variabili come il vento.
Lanciare i droni Gerbera è più semplice rispetto a modelli come i Shahed o i Geran, che hanno dimensioni assai maggiori. Una nave mercantile può trasportarne diversi. Da una distanza di 200 o 300 km dalla costa, il volo durerebbe da un’ora e 15 minuti a due ore, a seconda della velocità effettiva.
Il piccolo carico esplosivo di questi velivoli non è sufficiente a distruggere una grande struttura, ma può provocare un incendio, danneggiare attrezzature esposte o chiudere temporaneamente un porto o un aeroporto. L’effetto desiderato dal Cremlino, scrive El Mundo, “potrebbe essere politico ed economico, oltre che materiale”.
Il giornale spagnolo spiega che la Lituania, come altri Paesi, avrebbe lavorato su queste informazioni poco dopo il misterioso viaggio a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, avvenuto il 25 agosto scorso. Ratcliffe è arrivato nella capitale russa a bordo di un aereo militare statunitense che aveva fatto scalo a Riga, capitale della Lettonia, sul lato baltico della Nato.
Non ci sono prove pubbliche che durante la sosta in Lettonia il capo dei Servizi segreti americani abbia tenuto incontri, ma fonti diplomatiche in un Paese baltico confermano di essere state informate del viaggio in anticipo e di averne poi ricevuto un briefing sul contenuto. Il Wall Street Journal e Politico hanno riportato che Ratcliffe si era fermato in Lettonia per mettere in guardia la Russia da qualsiasi attacco o provocazione contro la Nato.
El Mundo aggiunge che diversi analisti della difesa consultati hanno confermato di essere a conoscenza di un rapporto della Cia, circolato tra i ministeri degli Esteri europei, molto preciso nella descrizione dell’attacco che la Russia starebbe preparando contro i Paesi europei del Mediterraneo: specialmente i francesi avrebbero dato grande credito alle informazioni.
La notizia pubblicate dal giornale spagnolo vanno nella direzione opposta rispetto a quanto dichiarato pubblicamente solo sei giorni fa dal presidente russo Vladimir Putin. “La Russia non ha intenzioni aggressive nei confronti dell’Europa o dei Paesi europei”, ha affermato il leader del Cremlino lo scorso 18 settembre durante una riunione della Commissione militare-industriale. “Siamo pronti a cooperare e a ristabilire le relazioni con i nostri vicini europei”.
“Tuttavia – ha aggiunto Putin – abbiamo anche preso atto delle recenti esercitazioni militari che si sono appena svolte nel Mar Baltico. Uno dei loro obiettivi era quello di esercitarsi nel sequestro di navi civili. È normale? Parlano continuamente di difendere il diritto internazionale e di far rispettare le sue norme, eppure si preparano a sequestrare navi civili. Viene da dire loro: viviamo insieme pacificamente, altrimenti anche noi dovremo reagire. Questo dovrebbe essere ovvio e comprensibile a tutti”.
Nei giorni seguenti anche il portavoce del presidente, Dmitry Peskov, ha ribadito, rivolgendosi in particolare a Parigi, che “la Russia non sta minacciando la Francia o qualsiasi altro Paese europeo”. “Non abbiamo controversie con alcuno Stato europeo che possano dare origine a seri disaccordi”, ha sottolineato Peskov.
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