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    Putin pensa già al dopo Assad

    Si apre forse una strada verso un accordo di pace, ma il comunicato ufficiale del G8 non fa riferimento alla rimozione di Assad

    Di Michele Teodori
    Pubblicato il 20 Giu. 2013 alle 10:09 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 18:47

    Il presidente russo Putin sarebbe disposto ad accettare la resa del leader siriano Bashar al-Assad, ma solo per dar vita a un governo solido ed equilibrato evitando il pericoloso vuoto di potere seguito alla rimozione di Saddam Hussein in Iraq.

    Secondo il Guardian,dopo due giorni di intensi colloqui al vertice del G8, i funzionari britannici credono si sia aperta la strada verso un accordo di pace in Siria, benchè il comunicato ufficiale non faccia alcun riferimento alla rimozione di Assad.

    Putin avrebbe riferito in privato che la sua priorità non è salvare Assad ma evitare un Paese in preda al caos e senza governo vicino ai confini della Russia. I colloqui sono durati fino alle 3 di notte e la Russia ha accettato la necessità di ispettori ONU in Siria per verificare se Assad abbia usato armi chimiche.

    Ma al di là di una promessa di maggiori finanziamenti per alleviare le sofferenze dei civili siriani coinvolti nella guerra, il vertice del G8 ha prodotto molto poco. A causa dell’ “ufficiale” veto russo su Assad gli otto grandi sono stati costretti a rilasciare un comunicato blando che chiede l’istituzione di “un organismo di transizione per un governo con pieni poteri esecutivi, formato di comune accordo.”

    Non è chiaro se il nuovo organismo includa anche Assad. Il tavolo dei negoziati potrebbe concludere un conflitto in cui sono state uccise almeno 93.000 persone.

    Cameron, che ha presieduto il vertice, ha detto che non c’è posto per Assad in Siria. “Il presidente Assad ha le mani sporche di sangue.

    Non si può immaginare che continui a governare dopo aver fatto cose terribili al suo popolo.” Il premier britannico ha per questo fatto ripetuti appelli per tranquillizzare gli alleati di Assad : un forte esercito e uno stato di sicurezza porterebbero a una transizione priva di shock e comunque migliore della situazione bellica attuale.

    Ma questo sarà possibile solo se le forze di opposizione siriane si organizzeranno meglio politicamente e militarmente. I funzionari britannici hanno ammesso che l’opposizione siriana è ancora priva di un’organizzazione.

    Nel documento finale, i leader del G8 hanno anche chiesto alle autorità siriane e all’opposizione di impegnarsi a distruggere tutte le organizzazioni affiliati ad al-Qaeda, un riflesso della crescente preoccupazione in Occidente che i militanti islamici stiano prendendo il sopravvento nelle file dei ribelli.

    Il comunicato del G8 non ha fatto riferimento ad Assad, limitandosi a un appello perché i colloqui di pace riprendano al più presto possibile. “Sosteniamo con forza la decisione di tenere al più presto la conferenza di Ginevra sulla Siria” che si terrà “il più presto possibile”, senza però che sia stata indicata una data.

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