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    Le frasi più belle di Philip Roth

    Philip Roth

    TPI ha raccolto alcune tra le citazioni più belle dei numerosi libri redatti dallo scrittore americano, morto il 23 maggio 2018

    Di Futura D'Aprile
    Pubblicato il 23 Mag. 2018 alle 16:23 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 00:05

    È morto all’età di 85 anni lo scrittore Philip Roth, leggenda della letteratura statunitense.

    Il decesso è avvenuto nella notte tra martedì 22 e mercoledì 23 maggio 2018 in un ospedale di New York in seguito a una insufficienza cardiaca.

    Roth è stato uno degli autori più apprezzati della sua epoca, sebbene non gli sia mai stato riconosciuto il premio Nobel.

    Nel 1998 ha vinto il premio Pulitzer per “Pastorale Americana”.

    Qui abbiamo raccolto alcune delle frasi e dei passaggi più belli delle opere di Philip Roth:

    Da “Animale morente”

    “L’unica ossessione che vogliono tutti: l’«amore». Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l’amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due”.

    Da: “Pastorale americana”

    “Aveva imparato la lezione peggiore che la vita possa insegnare: che non c’è un senso. E quando capita una cosa simile, la felicità non è più spontanea. È artificiale e, anche allora, comprata al prezzo di un ostinato estraniamento da se stessi e dalla propria storia”.

    Da: “Inganno”

    “Io non vivevo con te solo durante quelle poche ore, avevo tutta una vita da vivere insieme a te quando scrivevo. Avevo questa vita immaginaria e la vivevo con te mentre tu non c’eri. Tutto questo era così intenso”.

    Da: “Ho sposato un comunista”

    “I soldi non sono una balla. I soldi sono il modo democratico di segnare punti. Fa’ soldi; poi se proprio non puoi farne a meno, predica pure la fratellanza umana”.

    Da: “Pastorale americana”

    “Cosa sei, tu? Lo sai? Tu sei quello che è sempre lí a cercare di minimizzare le cose. Sempre lí che si sforza di essere moderato. Mai dire la verità, se credi che possa ferire i sentimenti di qualcuno. Sempre pronto ai compromessi. Sempre pronto ad accontentare la gente. Sempre lí a cercare di trovare il lato migliore delle cose. Quello educato. Quello che sopporta pazientemente ogni cosa. Quello che ha una dignità da difendere. Il ragazzo che non viola mai le regole. Quello che la società ti ordina di fare, tu lo fai. Le norme della convivenza civile. Ci devi sputare in faccia alle norme della convivenza civile”.

    Da: “Everyman”

    “Mentire significa esercitare un meschino, spregevole controllo sull’altra persona. Significa permettere che l’altra persona agisca in base a informazioni incomplete. Lasciare, in altri termini, che si umili”.

    Da: “Il teatro di Sabbath”, Incipit

    “Giura che non scoperai più le altre o fra noi è finita.
    Questo l’ultimatum, il delirante, improbabile, assolutamente imprevedibile ultimatum che la signora cinquantaduenne impose tra le lacrime al suo amante sessantaquattrenne, il giorno in cui il loro legame, di stupefacente impudicizia e altrettanto stupefacente riservatezza, compiva tredici anni. E adesso che l’afflusso di ormoni andava esaurendosi, e la prostata ingrossava, e forse non gli restavano che pochi anni di potenza relativamente affidabile, e forse ancor meno anni di vita, adesso, quando si avvicinava la fine di ogni cosa, gli veniva imposto, per non perdere lei, di stravolgere se stesso”.

    Da: “Pastorale americana”

    “Rimane il fatto che, in ogni modo, capire la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati”.

    Da: “La macchia umana”
    “Devi fare solo questo, presentare una buona e coerente versione di te stesso, e nessuno verrà mai a farti domande”.

    Da: “Il complotto contro l’America”

    “Non potei fare altro che stare a guardare finché il pianto non l’ebbe svuotata, dopodiché tutta l’idea che avevo di lei subì un sorprendente cambiamento: mia madre era un essere umano come me. Rimasi colpito dalla rivelazione, ed ero troppo piccolo per comprendere che quello era il legame più forte di tutti”.

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
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