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    Il viaggio di Papa Francesco in Congo: “L’Africa non è una miniera da sfruttare e saccheggiare”

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 1 Feb. 2023 alle 09:32 Aggiornato il 1 Feb. 2023 alle 15:18

    Papa Francesco in Congo: “L’Africa non è una miniera da sfruttare”

    “L’Africa non è una miniera da sfruttare o un suolo da saccheggiare”: lo ha dichiarato Papa Francesco al suo arrivo nella Repubblica Democratica del Congo.

    Il Pontefice è atterrato nel primo pomeriggio di martedì 31 gennaio all’aeroporto di Kinshasa, la Capitale del Congo dove Bergoglio starà fino al 3 febbraio per poi fare tappa in Sud Sudan.

    Prima di partire, il Santo Padre ha dichiarato di voler portare in Africa “un messaggio di pace e di riconciliazione” sottolineando di essere “mosso dal vivo desiderio di incontrare i fratelli nella fede e gli abitanti di quelle nazioni”.

    “Giù le mani dalla Repubblica Democratica del Congo, giù le mani dall’Africa! Basta soffocare l’Africa: non è una miniera da sfruttare o un suolo da saccheggiare” ha dichiarato Papa Francesco alle autorità locali.

    Il Pontefice ha quindi denunciato lo “sfruttamento” che colpisce il continente attraverso un “colonialismo economico” che miete vittime anche tra i bambini, i quali “muoiono sottoposti a lavori schiavizzanti nelle miniere” con un “genocidio dimenticato”.

    “Questo Paese, ampiamente depredato, non riesce a beneficiare a sufficienza delle sue immense risorse: si è giunti al paradosso che i frutti della sua terra lo rendono ‘straniero’ ai suoi abitanti” ha aggiunto Bergoglio.

    “Il veleno dell’avidità ha reso i suoi diamanti insanguinati. È un dramma davanti al quale il mondo economicamente più progredito chiude spesso gli occhi, le orecchie e la bocca” è il monito di Papa Francesco.

    Prima di arrivare in Congo, il Pontefice ha anche affrontato il tema dei migranti. Mentre il suo aereo sorvolava il deserto del Sahara, infatti, Bergoglio ha pregato “per tutte le persone che cercando un po’ di benessere un po’ di libertà lo hanno attraversato e non ce l’hanno fatta”.

    “Tanti arrivano al Mediterraneo e dopo aver attraversato il deserto, sono presi nei lager, e soffrono lì” ha aggiunto Papa Francesco con un chiaro riferimento alla Libia.

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