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    Papa Francesco a un gay vittima di abusi: “Dio ti ha fatto così e ti ama così”

    Credit: Massimo Valicchia/NurPhoto

    Juan Carlos Cruz, vittima di abusi da parte del prete pedofilo cileno Fernando Karadima, ha riportato le rivoluzionarie parole rivoltegli dal Pontefice durante un colloquio

    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 21 Mag. 2018 alle 10:50 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 18:57

    “Francesco mi ha detto: tu sei gay, non importa. Dio ti ha fatto così e ti ama così e non mi interessa”. 

    Sono le parole che Juan Carlos Cruz, vittima di abusi da parte del prete pedofilo cileno Fernando Karadima, ha riportato in seguito a un colloquio telefonico con Papa Francesco.

    Una frase che, se confermata, ribalta completamente il punto di vista cattolico sull’omosessualità.

    Juan Carlos Cruz ha rilasciato queste dichiarazioni al quotidiano spagnolo El Pais. Al momento non ci sono state né smentite, né precisazioni da parte del Vaticano.

    Si tratterebbe comunque di un’apertura senza precedenti. Anche perché sembra suggerire che l’orientamento sessuale on sia una scelta delle persone ma sia un dono e un disegno di Dio. E questo implica anche che Francesco non creda che le persone scelgano di essere gay o lesbiche, come invece sostengono gli ambienti più ortodossi della Chiesa.

    Anche Greg Burke, portavoce del Vaticano, non ha risposto, e non ha chiarito se le frasi riferite da Cruz riportassero fedelmente la sua conversazione con il Papa.

    Non è la prima volta che il pontefice esprime un atteggiamento di tolleranza nei confronti dell’omosessualità.

    A luglio del 2013, Papa Francesco, replicando alla domanda su una presunta lobby gay in Vaticano, aveva risposto con quell’ormai famoso “chi sono io per giudicare?”.

    Queste rivoluzionarie dichiarazioni vanno contro i tradizionali insegnamenti del cattolicesimo che ritiene il sesso gay – e tutto il sesso al di fuori del contesto matrimoniale – un peccato.

    Chi conosce bene il Papa, come il suo biografo, Austen Ivereigh, ha spesso ricordato come Francesco avrebbe espresso commenti simili a quelli riferiti da Cruz in altri colloqui privati.

    Molti esperti ritengono anche che il pensiero del Papa non rappresenti un reale cambio di rotta rispetto alla dottrina cattolica, perché la chiesa non si è mai pronunciata ufficialmente sull’origine della omosessualità.

    Di certo queste osservazioni arrivano in un momento particolare per il Vaticano. Il dibattito è apertissimo. E non solo. Il Papa ha scelto padre James Martin, un gesuita di New York, come consulente della segreteria vaticana per le comunicazioni.

    Padre James Martin ha recentemente scritto in un libro che “è dovere della chiesa far sentire i cattolici Lgbt benvenuti ed è necessario smettere di discriminare le persone sulla base della loro moralità sessuale”.

    Juan Carlos Cruz, insieme a James Hamilton e José Andrés Murillo, altre due vittime del prete pedofilo cileno Fernando Karadima, a inizio maggio ha trascorso una settimana a Casa Santa Marta con Papa Francesco.

    Il Pontefice li aveva invitati a Roma dopo l’esplosione del caso del vescovo Juan Barros, pupillo dello stesso Karadima.

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