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    Il fenomeno delle persone che fanno sesso con oggetti assurdi

    Gli oggettosessuali sono individui innamorati di cose inanimate come monumenti, ponti, muri e braccioli di sedie. Ecco perché provano questa strana attrazione

    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 9 Giu. 2017 alle 14:32 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:16

    L’oggettofilia è l’attrazione sentimentale e sessuale per uno specifico oggetto inanimato. Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali la inserisce tra le parafilie minori o preferenziali, non perché clinicamente meno gravi, ma perché meno diffuse.

    Non si tratta solo di attrazione verso qualcosa che appassiona ma, piuttosto, di un legame ossessivo che si instaura tra una persona e un determinato bene.

    Il fenomeno dell’oggettofilia si manifesta con comportamenti di tipo morboso ed è considerato da alcuni psichiatri come un effetto secondario della “sindrome di Asperger”, una forma di autismo.

    Tale considerazione deriva dal fatto che le persone affette da questa sindrome hanno un certo disagio nel gestire l’empatia e le relazioni sociali, mostrando comportamenti di tipo stereotipato e ripetitivo, anche nei confronti degli oggetti.

    Esistono diversi casi di persone, sopratutto donne, che si affezionano a un oggetto materiale, arrivando persino a provare forti sentimenti per esso. Anche se è molto difficile ottenere dei dati certi sul fenomeno, l’interesse degli esperti è attivo già da diversi anni.

    La sessuologa Amy Masch, ad esempio, nel 2010 forniva la sua definizione dell’oggettosessualità non come una patologia ma come “un vero e proprio orientamento sessuale”.

    In questa definizione rientra il caso di Erika Eifffel, operatrice di una gru ed ex tiratrice con l’arco professionista che ha deciso di unirsi in matrimonio con l’oggetto della sua vita: la torre Eiffel.

    A Erika e ad altre tre donne è stato dedicato un documentario di Agnieszka Piotrowska dal titolo “Married to the Eiffel Tower” nel quale vengono raccontati i particolari amori che uniscono ponti, muri e monumenti a persone in carne e ossa.

    (È possibile vedere il documentario in versione integrale a questo link, di seguito una breve anticipazione)

    Erika, come riporta il Telegraph, il 4 giugno del 2008 ha promesso di amare, onorare e rispettare la Torre Eiffel e per farlo ha scelto una cerimonia intima con alcuni amici. Con questo atto ha anche cambiato legalmente il suo cognome. Il suo primo amore è stato il muro di Berlino, con il quale, afferma, ha rapporti sessuali.

    Non potendo praticare atti sessuali direttamente con il suo “amante materiale”, ha fatto costruire delle piccole miniature dei tratti di muro più caratteristici e la notte li porta con lei nel letto, ma preferisce non dichiarare come si svolgono i “loro momenti intimi”.

    Erika non parla di sé come di una persona malata, piuttosto afferma di provare dei veri sentimenti – e conseguenti stati di dolore emotivo – per alcuni oggetti, come avviene quando deve distaccarsene. Gestisce inoltre il sito Objectùm Sexuality Internationale che fornisce supporto alle persone con il suo stesso orientamento sessuale.

    Un altro caso è quello di Nathaniel, un ventisettenne morbosamente innamorato della sua Chevrolet Monte Carlo rossa.

    Nathaniel si prende cura della sua Chase, lavandola, lucidandola, facendole dei regali e piccoli gesti e festeggiando con lei eventi speciali e ricorrenze, così come avviene in un tipico rapporto di coppia. Lo stesso ragazzo ha dichiarato di essere attratto dalla sua automobile sia sessualmente che emozionalmente e di stare male ogni volta che, per qualche motivo, non può vederla.

    Chloe Mashiter, una sceneggiatrice teatrale britannica, ha intervistato otto persone oggettosessuali per scrivere il suo spettacolo Object Love, andato in scena al Vault Festival nel 2014. Mashiter ha contattato persone innamorate di auto, ponti e perfino dei braccioli delle loro sedie. Come la donna inglese che ha una relazione con la Statua della Libertà.

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