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    Nomine Ue: riunione straordinaria del Consiglio europeo per eleggere le più alte cariche istituzionali

    Frans Timmermans
    Di Veronica Di Benedetto Montaccini
    Pubblicato il 30 Giu. 2019 alle 17:19 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:43

    Nomine Ue | Consiglio Europeo | Bruxelles | Frans Timmermans

    Nomine Ue – Nella serata di domenica 30 giugno si tiene una nuova riunione del Consiglio Europeo, l’organo che riunisce i capi di stato e di governo di tutti i paesi dell’Ue, in cui si discuterà delle nomine delle più alte cariche istituzionali europee, che andranno rinnovate da qui all’autunno.

    La più importante e ambita fra quelle in ballo è la presidenza della Commissione Europea, cioè il governo dell’Ue, per la quale secondo i giornalisti che si occupano di Europa c’è un nuovo favorito: il vicepresidente uscente Frans Timmermans, candidato dal Partito Socialista europeo.

    > Chi è Frans Timmermans, il candidato del Partito Socialista Europeo per il dopo Juncker
    > Nomine Ue, il totonomi: chi sono i papabili ai vertici delle istituzioni dell’Unione europea

    Nomine Ue | Il toto nomi

    Chi prenderà il posto di Jean Claude Juncker? Si terrà conto del meccanismo degli spitzenkandidat secondo il quale il nuovo presidente della Commissione europea deve essere uno dei leader che i partiti europei hanno indicato nei mesi scorsi? O prevarrà la linea Macron, secondo cui devono avere voce in capitolo i leader dei 28?

    Al momento i nomi che circolano sono quello di Manfred Weber, il candidato di punta dei popolari e quello di Frans Timmermans, spitzenkandidat dei socialisti. Ma anche altri, come quello di Margrethe Vestager, l’attuale commissaria alla concorrenza, su cui adesso punta Macron.

    C’è chi è pronto a scommettere che invece sarà proprio Angela Merkel a sedere sulla poltrona più importante della Ue.

    Ad oggi, nonostante il meccanismo degli spitzenkandidat, sembra più praticabile l’ipotesi secondo cui il prossimo presidente dell’Europarlamento non sarà espressione del partito che ha il maggior numero di seggi (in questo caso il Ppe), quanto piuttosto una figura capace di tenere insieme le tre o quattro forze di maggioranza.

    Anche il francese Michel Barnier, che ha condotto i negoziati sulla Brexit, è in lizza. Barnier, del partito popolare, gode dell’appoggio di Macron.

    Altri nomi che circolano sono quelli dei premier belga e olandese, Charles Michel e Mark Rutte, entrambi liberali.

    Nomine Ue | Le cariche

    Le principali cariche che andranno rinnovate sono quattro, e verranno assegnate alla fine di un complesso gioco di incastri che le riguarda tutte. Da qui a novembre verranno rinnovati il presidente della Commissione (cioè il governo dell’UE), del Consiglio Europeo, da non confondersi col Consiglio dell’Unione Europea, del Parlamento e della Banca Centrale.

    Le nomine saranno decise dalla maggioranza che governerà i lavori della prossima legislatura, e che comprende Popolari, Socialisti, Liberali e Verdi.

    Alla difficoltà di mettere d’accordo i quattro gruppi politici diversi, si aggiunge il fatto che le nomine dovranno anche rispettare criteri geografici (bisogna cercare di non scontentare nessuno dei paesi più importanti, né i blocchi di paesi che si muovono in maniera coordinata) e anche di genere.

    Nomine Ue | Le riunioni precedenti | La discussione su Weber

    Le prime due riunioni del Consiglio per decidere le nomine non sono arrivate a nessun risultato concreto.

    In particolare, non sono stati trovati accordi su Manfred Weber, capogruppo del Partito Popolare europeo (di centrodestra) al Parlamento Europeo nonché candidato alla presidenza della Commissione Europea proposto dal partito alle ultime elezioni.

    Nessuno sembra credere in lui. I leader del Consiglio Ue lo ritengono inadatto perché non ha mai ricoperto un incarico di governo, né a livello nazionale né a livello europeo. Il Parlamento Europeo non appoggia le sue posizioni molto ambigue con la destra radicale tenute nel corso della sua carriera di capogruppo.

    Nomine Ue | Commissione Ue

    Il dibattito su Weber crea non pochi problemi.

    Un po’ a sorpresa, però, durante la riunione del G20 tenuta nei giorni scorsi a Osaka, in Giappone, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha accennato alla possibilità di non indicare Weber e spiegato che anche Timmermans rimane “in corsa”.

    Non è ancora chiaro perché Merkel abbia deciso di mollare Weber, ma va tenuto a mente che da settimane sta spingendo per nominare il capo della Banca Centrale tedesca alla Banca Centrale Europea (fra la generale ostilità degli altri paesi europei).

    Nomine Ue | Accordo con i Popolari

    Negli ultimi due giorni, diversi diplomatici e funzionari europei concordano sul fatto che oggi Timmermans sia il favorito per ottenere la presidenza della Commissione. Rimane il fatto che i Socialisti controllano sia meno seggi in Parlamento, sia meno posti nell’attuale Consiglio Europeo (7 contro gli 8 dei Popolari).

    Il quotidiano Politico propone l’ipotesi di un accordo che garantirebbe ai Popolari sia la presidenza del Parlamento Europeo,  sia quella del Consiglio Europeo, la seconda carica più ambita dopo la presidenza della Commissione.

    Nomine Ue | Procedura di infrazione

    “La procedura di infrazione non è un argomento di oggi”. Così il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker risponde a chi chiede se martedì sarà lanciata la procedura per debito eccessivo all’Italia, arrivando al vertice dei leader dell’Ue sulle nomine per i top job.

    Nomine Ue | Le trattative

    Le trattative inizieranno in serata e potrebbero prolungarsi fino a notte fonda, come già capitato durante altre riunioni simili.

    La deadline per decidere sarà mercoledì 3 luglio, quando il Parlamento Europeo dovrà nominare il proprio nuovo presidente, tra le più importante delle cariche.

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