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    Una moschea su misura per un sultano

    Il faraonico progetto del presidente turco Erdogan a Istanbul ha suscitato numerose polemiche perché la moschea sorgerà su un sito naturale protetto della città

    Di TPI
    Pubblicato il 27 Lug. 2016 alle 15:03 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:39

    A Istanbul è in corso la costruzione della
    moschea più grande dalla nascita della repubblica turca. È
     l’ultimo ambizioso e
    faraonico progetto voluto dal presidente turco Recep Tayyp Erdogan al tempo in
    cui era primo ministro.

    Ma la costruzione ha suscitato numerose polemiche
    perché il luogo dove il progetto si sta realizzando, la collina di Camlica, nella parte asiatica
    della città, è un sito naturale protetto.

    Sarà in grado di accogliere più di 60mila
    fedeli. Venerdì primo luglio si è tenuta la prima preghiera nel cortile
    dell’edificio che copre una superficie di 15mila metri quadri, perché la
    costruzione non è stata ancora completata e sarà ultimata nei prossimi mesi.

    I lavori della moschea sono iniziati nel
    2013 e il complesso, dove sorgeranno anche una madrasa – ovvero una scuola coranica -, una
    biblioteca, un museo di arte islamica e varie aule per conferenze, sono iniziati
    nel 2013 e personalmente seguiti dallo stesso Erdogan, e i suoi minareti alti
    103 metri rivaleggeranno niente meno che con La Mecca.

    Ma i piani del presidente turco hanno
    attirato le polemiche non solo da parte dei laici, che non sentivano il bisogno
    del costoso progetto in una città già ricchissima di luoghi di culto, ma anche
    degli ambientalisti per l’enorme impatto ambientale. La collina di Camlica è
    una delle poche zone non cementificate della città, e in una Istanbul
    congestionata dal traffico e dove mancano zone verdi, a molti non è sembrata
    una grande idea.

    L’obiettivo di Erdogan è che la Turchia
    entri nel centesimo anniversario della nascita della repubblica tra le dieci
    economie più ricche al mondo, e per celebrare i successi della nazione ha
    avviato la costruzione di una serie di ambiziose infrastrutture e progetti
    faraonici.

    A giugno ha inaugurato uno dei quattro
    ponti sospesi più lunghi al mondo, un progetto costato otto miliardi di euro. Due
    anni fa era stato criticato per la costruzione di un faraonico palazzo
    presidenziale, più adatto a un sovrano che a un politico democraticamente
    eletto.

    Il video dei lavori in corso a Istanbul:



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