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    Il governo britannico è pronto a ogni evenienza nei negoziati sulla Brexit

    Credit: Afp

    La prima ministra britannica ha chiesto al proprio partito e al paese di restare unito di fronte alla sfida dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea

    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 4 Ott. 2017 alle 00:01 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:51

    Parlando al congresso di Manchester del partito conservatore, la prima ministra britannica Theresa May ha detto che il governo di Londra è pronto a qualsiasi eventualità nei negoziati sulla Brexit con Bruxelles, aprendo di fatto la porta alla possibilità di un mancato accordo con l’Unione europea.

    Il 3 ottobre infatti il parlamento europeo aveva adottato una risoluzione in cui si parlava di “progressi insufficienti” nel negoziato. Questa dichiarazione della prima ministra conferma quindi che anche Londra si stia preparando alla possibilità di non riuscire a concludere con successo le trattative con l’Unione.

    Le parole di Theresa May sono arrivate dal congresso dei conservatori che si è tenuto oggi, 4 ottobre, a Manchester, dove si è discusso, in particolare, della posizione del governo sulla Brexit in vista della nuova tornata negoziale con Bruxelles della prossima settimana e dei temi più importanti per il partito.

    All’appuntamento erano presenti tutti i più importanti ministri del governo britannico, come il responsabile degli Esteri Boris Johnson e la ministra dell’Interno, Amber Rudd.

    Il discorso

    Theresa May ha esordito scusandosi con la platea dei politici e ministri presenti a Manchester per il risultato deludente delle elezioni di giugno 2017. Il partito però non deve “mollare” ha detto, ma guardare al futuro. La prima ministra ha poi proceduto ad affrontare i temi più cari al dibattito pubblico britannico, in particolare la Brexit.

    L’uscita del Regno Unito dall’Unione resta un tema fondamentale per l’agenda della prima ministra e non è in alcun modo in discussione. La Brexit significa rendere il Regno Unito davvero “globale”, l’uscita di Londra dall’Unione, secondo la May, aprirà il paese al resto del mondo.

    Theresa May ha sottolineato come, nonostante qualcuno trovi frustranti le trattative con Bruxelles, il suo governo è convinto di poter raggiungere un accordo favorevole al Regno Unito e che possa funzionare per entrambe le parti.

    Londra vuole un accordo con l’Unione europea, ma la premier ha fatto capire come lo scenario di un mancato accordo sia possibile e che in questo caso il suo governo non si farà trovare impreparato.

    “I cittadini dell’Unione europea sono i benvenuti nel Regno Unito”, ha detto la prima ministra, toccando poi un tema caro a Bruxelles. Theresa May ha poi sottolineato l’importanza dell’unità del paese in vista dei negoziati per la Brexit, dicendosi contraria a un nuovo referendum per l’indipendenza della Scozia.

    Sui temi economici internazionali invece, la premier ha voluto chiarire come il libero mercato non possa essere messo in discussione. “Un mercato libero e aperto è stato il fattore principale per il progresso della libertà in Europa e nel mondo e per il miglioramento degli standard di vita di centinaia di milioni di persone”.

    Su questo tema la prima ministra ha duramente contestato il partito laburista, sostenendo come i conservatori abbiano dovuto lottare per far uscire il paese dalla recessione del 2010 causata delle politiche sbagliate della sinistra.

    La prima ministra ha criticato in particolare Jeremy Corbyn, il segretario dei laburisti che aveva chiesto alla May di rassegnare le proprie dimissioni, accusandolo di assumere come modello economico il Venezuela di Nicholas Maduro e mettendo in guardia l’elettorato dagli “esperimenti falliti del passato”.

    La premier ha poi accusato il politico laburista di non fare nulla contro “l’antisemitismo, la misoginia e l’odio”.

    Theresa May si è poi rivolta al proprio movimento e ha detto che il partito conservatore deve restare unito per proporre al paese una forte agenda sui temi cari all’elettorato.

    Il diritto alla casa è uno degli argomenti principali da affrontare, secondo la prima ministra May. “Dobbiamo risolvere i problemi che abbiamo con il nostro mercato immobiliare” ha detto la prima ministra, promettendo un nuovo programma di abitazioni popolari del valore di almeno 9 miliardi di sterline.

    “La sinistra non ha il monopolio della compassione”, ha aggiunto Theresa May. Il dovere del partito conservatore, secondo la prima ministra, è quello di “spazzare via ogni ingiustizia”.

    Theresa May ha così promesso di investire nel sistema scolastico britannico, in particolare costruendo 100 nuove scuole ogni anno, e nel sistema sanitario del paese, definito come la “vera essenza della solidarietà”.

    “Quando ne ho avuto bisogno era lì per me”, ha detto la prima ministra May parlando del sistema sanitario pubblico britannico, riferendosi alla diagnosi del suo diabete di tipo 1. “Incrementeremo i fondi per la sanità ogni anno, in questa legislatura”.

    Theresa May ha poi anche promesso di rivedere le tasse scolastiche e universitarie e si è impegnata a un taglio dei prezzi dell’energia, intervenendo per correggere le distorsioni del mercato e imponendo dei tetti di spesa massimi per famiglie e imprese.

    La prima ministra ha poi ricordato le tragedie che hanno colpito il paese nell’ultimo anno, come l’attentato terroristico di Manchester e l’incendio alla Grenfell Tower a Londra.

    Theresa May ha infatti voluto lanciare una preghiera per le giovani vittime dell’attacco alla Manchester Arena e per tutti i morti causati dagli attentati terroristici che hanno colpito il Regno Unito.

    Per quanto riguarda l’incendio di Londra, la prima ministra ha promesso che “sarà fatta giustizia” e che mai più accadrà una tragedia del genere. “Sono qui per questo”, ha detto Theresa May.

    In conclusione del suo discorso, la prima ministra ha ricordato come affrontare le sfide del futuro appartenga alla “storia del nostro partito” e del nostro paese. “Rinnoviamo insieme il sogno britannico”, ha infine chiesto Theresa May alla platea di Manchester.

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