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    Malala dona 50mila dollari a Gaza

    Il premio Nobel per la pace Malala Yousafzai ha donato 50mila dollari per la ricostruzione di 65 scuole delle Nazioni Unite a Gaza

    Di Redazione TPI
    Pubblicato il 29 Ott. 2014 alle 19:04 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 09:04

    La vincitrice del premio Nobel per la pace nel 2014, Malala Yousafzai, ha donato 50mila dollari per ricostruire 65 scuole delle Nazioni Unite a Gaza, distrutte nell’ultimo conflitto avvenuto nella Striscia.

    L’annuncio è avvenuto oggi a Marienfred, in Svezia, a margine della premiazione con cui Malala ha ricevuto il World’s Children Prize. È la prima persona a vincere nello stesso anno il premio Nobel e il World’s Children Prize.

    Malala ha detto che devolverà i 50mila dollari ricevuti in occasione del premio all’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente.

    “Più della metà della popolazione di Gaza ha meno di 18 anni. I giovani palestinesi vogliono e si meritano un’istruzione di qualità, e la speranza insieme a una reale opportunità per costruirsi un futuro”, ha dichiarato Malala.

    Pierre Krähenbühl, il commissario generale dell’Unrwa, ha detto che l’organizzazione è profondamente toccata dal gesto di Malala che “solleverà il morale di 250mila studenti dell’Unrwa a Gaza e di oltre 9mila insegnanti”.

    La donazione di Malala è in linea con quello che è sempre stato l’impegno dell’attivista pakistana di 17 anni. Lo scorso 10 ottobre Malala ha vinto il premio Nobel per la pace insieme all’attivista indiano per i diritti dei bambini Kailash Satyarthi, per “la loro lotta contro la repressione dei bambini e dei giovani, e a favore del diritto di tutti i bambini all’istruzione”.

    Da sapere su Malala

    Nell’ottobre del 2012 Malala, che al tempo aveva 15 anni, venne aggredita dai Taliban nella valle dello Swat, un distretto amministrativo della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, nel nord del Pakistan.

    Al momento dell’aggressione, Malala era sul bus che la riportava a casa da scuola. Le spararono diversi colpi d’arma da fuoco alla testa e alla spalla dopo che la sua campagna per garantire l’istruzione ai bambini del Pakistan aveva fatto arrabbiare i Taliban, contrari all’attivismo di Malala.

    La regione in cui vive Malala è sotto controllo dei Taliban dal 2007, quando hanno chiuso le scuole e imposto la legge islamica. Dopo l’aggressione talebana nel 2012, Malala, è stata curata a Peshawar, in Pakistan, e successivamente a Londra.

    La giovane ragazza, oggi 17enne, è diventata un simbolo per la pace tanto da essere accreditata con la candidatura al premio Nobel per la pace da parte del laburista norvegese. Inoltre, ha vinto il premio Sakharov per la libertà di pensiero, consegnatole dal parlamento europeo nel 2013 (Nelson Mandela lo vinse nel primo anno in cui venne istituito il premio, nel 1988). All’età di 11 anni, Malala cominciò a scrivere un blog sotto lo pseudonimo di Gul Makai sul sito della Bbc, raccontando la sua vita sotto il dominio dei Taliban.

    Successivamente al suo intervento alle Nazioni Unite del 12 luglio 2013, nel giorno del suo 16esimo compleanno, un comandante dei Taliban le aveva scritto una lettera in risposta. In quella occasione al palazzo di vetro di New York, Malala incoraggiò i leader dei governi di tutto il mondo a impegnarsi nella difesa dei diritti delle donne.

    Qui il video dell’intervento di Malala alle Nazioni Unite del 12 luglio 2013, nel giorno del suo 16esimo compleanno. Questo discorso ha provocato la risposta di un comandante dei Taliban, che ha indirizzato a Malala una lettera.

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