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    Le università migliori del mondo

    Stati Uniti e Regno Unito ai vertici, Italia in fondo, Cina in ascesa. Ecco la classifica dei 400 atenei più importanti del mondo

    Di Laura Lisanti
    Pubblicato il 20 Mar. 2014 alle 03:30 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:46

    L’apertura internazionale, il livello dell’insegnamento, l’incidenza della ricerca, il trasferimento delle conoscenze sono quattro obiettivi d’eccellenza per ogni istituzione universitaria.

    Lo evidenzia la classifica “Times Higher Education World University Rankings 2013-2014”, stilata da “Times Higher Education”. Il sito inglese ogni anno compone la sua graduatoria dei 400 migliori atenei del mondo analizzando 13 indicatori di performance per didattica, ricerca e ricezione di studenti dall’estero attraverso i dati forniti dalla società Thomson Reuters.

    Tra le 400 università in graduatoria, Stati Uniti e Regno Unito quest’anno fanno da padroni, rispettivamente con 8 e 2 atenei nelle prime 10 posizioni. Stabilmente al primo posto da tre anni, il California Institute of Technology si conferma l’ateneo di maggior prestigio. Accanto a esso, sul podio salgono Harvard (seconda posizione) e Oxford (terza posizione), mentre Stanford occupa la quarta posizione. Il Mit, Massachusetts Institute of Technology, arriva in quinta posizione seguito in ordine da Princeton, Cambridge e dall’Università di Berkeley in California. A chiudere questa top 10 ci sono la University of Chicago e l’Imperial College di Londra.

    L’Italia resta indietro. Non c’è nemmeno un ateneo italiano a piazzarsi tra i primi 200. La prima università ad apparire è quella di Trento, 222esima, in ascesa rispetto al 2012. A seguire figurano l’Università di Milano-Bicocca, 235esima, quella di Bologna, 278esima e il Politecnico di Milano che occupa il 292esimo posto. L’Università La Sapienza di Roma si posiziona nella fascia 301-350, mentre ultima in coda al 358esimo posto c’è l’Università di Firenze.

    Il risultato complessivo, sebbene nettamente in favore delle università anglosassoni, mostra anche importanti cambiamenti nella localizzazione dell’educazione universitaria. Gli Stati Uniti da soli sono rappresentati da 77 istituzioni universitarie tra le prime 200 in classifica, il Regno Unito da 17 nella stessa fascia: 3 università stabili rispetto al 2012 e altre 14 in ascesa tra le prime 200. Insieme alle università americane e inglesi, anche il Canada e l’Australia hanno un ruolo di rilievo.

    Tuttavia il dato importante è che molte università appartenenti a Paesi asiatici hanno guadagnato un posto nella graduatoria di quest’anno: alcuni atenei della Cina, dell’India, della Corea del sud e del Giappone appaiono nella classifica già nelle prime 200 posizioni, con la University of Tokyo prima tra le istituzioni accademiche asiatiche, al 23esimo posto. Questo a indicare che lo spostamento verso oriente delle migliori performance accademiche, iniziato pochi anni fa, continuerà in tendenza anche nel prossimo anno.

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