Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Esteri
  • Home » Esteri

    Le storie degli eroi di Las Vegas

    La sparatoria durante il concerto dello scorso primo ottobre è stata la più letale della storia degli Usa. Tra il pubblico c'erano molte persone comuni che, dimostrando grande coraggio, sono riuscite a impedire che la terribile strage assumesse dimensioni maggiori

    Di Giuseppe Loris Ienco
    Pubblicato il 5 Ott. 2017 alle 20:07 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 00:35

    Il primo ottobre 2017 almeno 59 persone sono state uccise e 515 sono rimaste ferite a Las Vegas, negli Stati Uniti, dove un uomo ha sparato dal 32esimo piano dell’hotel del Mandalay Bay Casino verso il pubblico durante un concerto di musica country.

    La sparatoria è stata la più letale della storia americana, superando anche quella del giugno 2016 nella discoteca Pulse di Orlando, in Florida, nella quale persero la vita 49 persone. 

    Tra coloro che erano presenti al concerto, in molti hanno rischiato la propria vita per aiutare gli altri.

    Alcuni sono addirittura morti nel tentativo di salvare familiari, amici e sconosciuti dalla follia omicida di Stephen Paddock, l’uomo di 64 anni che è stato identificato come il responsabile dell’eccidio e che si è suicidato prima dell’irruzione della polizia nella stanza di albergo in cui si trovava.

    Queste sono le storie di alcuni degli eroi di Las Vegas che con grande coraggio sono riusciti a impedire che la strage del 1 ottobre assumesse dimensioni ancora maggiori.

    Jonathan Smith, riparatore di fotocopiatrici di Orange County (California), si trovava al concerto per festeggiare il compleanno del fratello. Dopo aver perso di vista i familiari, ha cominciato ad aiutare le persone attorno a lui. Mentre stava prestando soccorso a un gruppo di ragazze, è stato raggiunto da un proiettile che lo ha colpito al collo.

    Sonny Melton, un infermiere del Tennessee, stava festeggiando il primo anniversario di matrimonio con la moglie Heather. Non appena Paddock ha iniziato a sparare contro la folla, Melton ha usato il proprio corpo per fare da scudo alla donna, prima di essere ucciso da un proiettile alla schiena. In un post pubblicato su Facebook, Heather Melton ha scritto: “Ho perso il mio vero amore e cavaliere dall’armatura scintillante. Sonny era l’uomo più gentile e amorevole che io abbia mai conosciuto. Ha sacrificato la sua vita per salvare la mia”.

    Il ventinovenne Taylor Winston si trovava al lato destro del palco quando è iniziata la sparatoria. Dopo essere riuscito ad allontanarsi illeso insieme alla sua amica Jenn Lewis, i due hanno cominciato a caricare i feriti su un furgoncino rimasto incustodito. “Quelle persone dovevano essere tratte in salvo e abbiamo fatto di tutto per recuperarne il più possibile”, ha detto Winston al The Daily Beast. Winston e Lewis sono riusciti a trasportare almeno una ventina di persone in ospedale.

    Carly Krygier si trovava insieme alla figlia quando Paddock ha aperto il fuoco sulla folla. “Ho spinto la bambina a terra e l’ho protetta con il mio corpo”, ha detto la donna ai microfoni della CNN. La piccola, che non ha urlato né pianto, si è dimostrata incredibilmente coraggiosa. Sia la madre che la figlia sono uscite illese dalla strage.

    Mark McCurdy, capitano dei vigili del fuoco, si trovava al concerto di Las Vegas con la moglie Kelly e la sorella Jessi. Quest’ultima, raggiunta dai proiettili, è stata tratta in salvo dal fratello presso un albergo vicino. Dopo aver lasciato la sorella ferita in un luogo sicuro, McCurdy è tornato indietro per prestare soccorso ad altre persone.

     

     

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version