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    Un confronto tra Le Pen e Macron, punto per punto

    Cosa pensa Le Pen sull'immigrazione? Qual è la visione di Macron sull'Europa? I due candidati al ballottaggio non potrebbero essere più distanti. Ecco un confronto

    Di Laura Melissari
    Pubblicato il 24 Apr. 2017 alle 17:00 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:19

    Emmanuel Macron e Marine Le Pen hanno superato il primo turno delle presidenziali francesi, accedendo al ballottaggio, previsto per il prossimo 7 maggio. Sono due candidati dal background e dalle visioni politiche estremamente distanti. 

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    Europeista l’uno, fortemente euroscettica l’altra, candidato dell’establishment il primo, anti-sistema e populista la seconda.

    Ecco un confronto tra i due candidati, sui temi più caldi della campagna elettorale: 

    EUROPA 

    Le Pen: Se verrà eletta, la candidata del Front National ha promesso che rinegozierà lo status della Francia come membro dell’Ue. Tra gli obiettivi di Marine Le Pen vi è l’uscita dall’euro, tramite un referendum, oltre che l’abbandono della legislazione dell’Ue e dell’area di libero scambio.

    Se queste richieste non verranno prese in considerazione, l’ipotesi Frexit si farà strada. Le Pen ha inoltre promesso che si dimetterà se le sue proposte di uscita dall’euro dovessero essere bocciate dall’elettorato. 

    Macron: Per quanto riguarda l’Europa, Macron, ex banchiere ed ex ministro dell’Economia del secondo governo del socialista Valls, potrebbe non essere più lontano da Le Pen.

    Per Macron, la Francia deve rimanere al centro dell’Europa e lavorare in stretta alleanza con gli altri stati membri. 

    È convinto che un’integrazione più stretta tra i paesi che condividono l’euro andrà a beneficio dell’Unione europea nel suo complesso e ha sostenuto la riforma dell’unione monetaria. Macron è un sostenitore del libero scambio e si è espresso a favore del Ceta, l’accordo di libero scambio tra Ue e Canada.

    Secondo il candidato di En Marche!, l’Europa non deve sacrificare i suoi standard sulla sicurezza, la protezione sociale e l’ambiente. Macron si è detto contrario anche al ripristino delle frontiere in Europa e desidera una maggiore integrazione all’interno del blocco commerciale.

    IMMIGRAZIONE 

    Le Pen: La candidata del Front National ha dichiarato che intraprenderà misure volte a garantire che i cittadini stranieri siano monitorati dai servizi di intelligence per poi essere espulsi dal paese.

    La limitazione dell’immigrazione è uno dei capisaldi del programma politico di Le Pen, insieme al ripristino delle frontiere e al ritiro dall’accordo di Schengen. Le Pen ha fissato il tetto di immigrati da accogliere nel paese a un massimo di 10mila persone l’anno, specificando che ai migranti venga limitato l’accesso ai servizi pubblici. Se eletta, proporrà una legge restrittiva nei confronti dei migranti irregolari e renderà ancora più rigoroso il processo per l’ottenimento della cittadinanza francese.

    Macron: Per il candidato indipendente, l’accoglimento delle richieste di asilo è una priorità, da affrontare entro i primi sei mesi all’Eliseo. La Francia deve essere un luogo dove i rifugiati sono i benvenuti, ha detto Macron che è contrario a chiudere le frontiere.

    Nonostante si sia dichiarato a favore di controlli più severi sull’immigrazione, ha spesso elogiato il ruolo della cancelliera tedesca Angela Merkel nella crisi dei migranti e sostiene che la Francia debba fare di più. Secondo Macron la Francia deve lavorare a stretto contatto con l’Europa per risolvere la crisi dei migranti. 

    SICUREZZA

    Le Pen: La candidata di estrema destra non ha mai fatto mistero della sua posizione critica nei confronti della Nato e vuole portare la Francia fuori dal comando militare integrato.

    Ha promesso di aumentare la spesa in materia di difesa e vuole procedere con l’assunzione di 15mila nuovi agenti di polizia. Per aumentare la sicurezza nel paese vuole espellere tutti i criminali stranieri dal paese. 

    Dopo l’attacco terroristico sugli Champs Elysees di Parigi, Le Pen ha chiesto la chiusura di tutte le moschee islamiche in Francia e la reintroduzione delle frontiere francesi. Combattere contro il terrorismo di matrice islamica è un altro dei capisaldi di Le Pen.  

    Macron: Dopo gli attacchi terroristici, il candidato centrista ha cercato di esprimersi a favore della sicurezza senza intaccare la libertà dei cittadini. 

    Macron si è pronunciato a favore di un aumento delle spese della difesa. 

    “Siamo stati attaccati al cuore della nostra nazione, siamo sotto minaccia, voglio assicurarmi che siamo protetti, non dobbiamo vivere nella paura e non dobbiamo cadere nella loro trappola. Non è il momento di dubitare dell’Ue”, ha dichiarato dopo l’attacco sugli Champs Elysees. 

    ECONOMIA

    Le Pen: La candidata del Front National sta cercando di ridurre le imposte sul reddito per i lavoratori più poveri, semplificare le norme fiscali e combattere l’evasione fiscale.

    Ha promesso una nuova tassa sulle società che assumono immigrati, per incoraggiarli a preferire lavoratori francesi. Ha inoltre intenzione di abbassare l’età pensionabile a 60 anni, incoraggiando le aziende a prendere più persone in organico, ad esempio tagliando le imposte sui salari per le imprese.

    Le Pen sostiene una visione di Francia economicamente indipendente e una nuova valuta, il “nuovo franco”, per dare maggiore spinta all’economia francese.

    Ha anche promesso un piano di reindustrializzazione, per promuovere l’attività industriale francese e la cooperazione con lo stato.

    Macron: Il candidato di En Marche! ha promesso di ridurre gradualmente le imposte sulle società dal 33 al 25 per cento. Vuole inoltre ridurre le tasse per la maggior parte dei cittadini francesi e riformare la tassa sulla ricchezza.

    Si è impegnato a contenere la spesa pubblica in 60 miliardi di euro all’anno, in parte rendendo più efficiente il governo. Ha detto che taglierà fino a 120.000 impiegati statali, non rimpiazzando quelli che vanno in pensione.

    Macron vuole trasformare radicalmente l’economia francese, impegnandosi a spendere 50 miliardi di euro per cinque anni in materia di formazione, energia e ambiente, trasporto, salute e agricoltura.

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