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    La Cia ha torturato i suoi detenuti

    Secondo il Senato americano l'agenzia di spionaggio estero statunitense ha usato tecniche brutali e inefficaci negli interrogatori

    Di Ludovico Tallarita
    Pubblicato il 9 Dic. 2014 alle 18:32 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:28

    “Non potremo mai lasciarti andare, perchè altrimenti il mondo scoprirebbe ciò che ti abbiamo fatto”.

    È la minaccia di un agente della Cia, l’agenzia di spionaggio per l’estero degli Stati Uniti, rivolta a un prigioniero.

    L’utilizzo di tecniche di tortura durante gli interrogatori condotti dalla Cia dopo gli attacchi dell’11 settembre è stato brutale e inefficace. Inoltre, l’agenzia di spionaggio ha mentito alle autorità governative circa l’utilità e i risultati dei suoi comportamenti.

    É quanto dichiara un rapporto ufficiale del Senato americano, reso pubblico oggi 9 dicembre e che rappresenta il culmine di quattro anni di indagini costate 40 milioni di dollari.

    Detenuti privati del sonno per 180 ore, fino a indurre allucinazioni e follia. Uomini tenuti prigionieri senza abiti indosso, scaraventati violentemente contro le pareti delle loro celle.

    Waterboarding prolungato, anche quando la vittima dava chiari segni di aver perso conoscenza, con “bolle di saliva che fuoriescono dalla sua bocca spalancata”.

    Alimentazione e idratazione forzata per via rettale, una tecnica descritta dagli agenti come una maniera sicura per ottenere “il totale controllo sul detenuto”.

    Secondo il Senato americano, sono tutte tecniche utilizzate dalla Cia nel tentativo di indurre i prigionieri a fornire informazioni.

    L’agenzia di spionaggio per l’estero degli Stati Uniti ignorava sistematicamente i parametri che prescrivevano a quali pratiche fosse possibile fare ricorso, e anzi forniva false informazioni al ministero della Difesa, al Senato statunitense e anche alla Casa Bianca per intralciare le indagini in corso.

    Il rapporto pubblicato dal Comitato per l’intelligence del Senato americano, presieduto da Dianne Feinstein, non solo condanna l’utilizzo delle torture da un punto di vista legale, ma ne dimostra l’inefficacia come metodo per ottenere preziose informazioni di intelligence.

    Dopo aver preso in esame numerosi casi durante le indagini, il Senato ha concluso che l’utilizzo di torture durante gli interrogatori portava regolarmente i detenuti a inventare informazioni false.

    Inoltre, secondo Feinstein, nella maggior parte dei casi la CIA non avrebbe realizzato che i prigionieri mentivano, e agiva quindi sulla base di informazioni non veritiere.

    I 13 punti del rapporto del Senato:

    1 – Le tecniche di tortura (definita nel rapporto come enhanced interrogation) durante gli interrogatori non sono un metodo efficace di ottenere informazioni o assicurarsi la cooperazione dei detenuti

    2 – La giustificazione di questi comportamenti da parte della Cia si basa su rivendicazioni di efficacia non accurate

    3 – Gli interrogatori condotti dalla Cia sono stati brutali e decisamente peggiori di quanto rivelato alle autorità

    4 – Le condizioni in cui venivano detenuti i prigionieri erano peggiori di quanto rivelato alle autorità

    5 – La Cia ha ripetutamente fornito informazioni non accurate al ministero della Difesa, impedendo una corretta analisi legale del programma di detenzione e interrogatori

    6 – La Cia ha attivamente evitato o impedito lo scrutinio delle sue attività da parte del Senato

    7 – La Cia ha impedito lo scrutinio delle sue attività da parte della Casa Bianca

    8 – Le operazioni e la gestione dei programmi della Cia hanno complicato e a volte impedito missioni di sicurezza nazionale condotte da altre agenzie del ramo esecutivo del governo

    9 – La Cia ha impedito lo scrutinio da parte dell’Ispettore Generale della Cia

    10 – La Cia ha coordinato la diffusione di informazioni segrete ai media, tra cui informazioni non accurate riguardo l’efficacia del suo operato

    11 – Più di sei mesi dopo aver ricevuto il permesso di detenere prigionieri, la Cia non era preparata all’inizio del programma di detenzione e interrogatori

    12 – La gestione del programma di detenzione e interrogatori, e le operazione condotte al suo interno, sono state profondamente errate durante tutta la sua durata e in particolar modo nel 2002 e nel 2003

    13 – Due psicologi esterni alla Cia hanno ideato le tecniche usate negli interrogatori, giocando un ruolo fondamentale nella gestione del programma di detenzione e interrogatori. Entro il 2005, la Cia aveva già delegato la maggior parte delle operazioni legate al programma a personale esterno all’agenzia

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