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    Khashoggi, inizia il processo per l’omicidio del giornalista saudita

    Credit: AFP

    Il procuratore generale che si occupa del caso ha chiesto la pena di morte per 5 degli 11 imputati

    Di Futura D'Aprile
    Pubblicato il 3 Gen. 2019 alle 13:42 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:22

    Il 3 gennaio 2019 si è aperto a Riad il processo per l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, ucciso il 2 ottobre nel consolato saudita di Istanbul.

    Al banco degli  imputati 11 uomini sospettati di fare parte di quello che è stato ribattezzato come lo “squadrone della morte”, ossia il gruppo che il 2 ottobre si è recato per meno di 24 ore in Turchia e che le telecamere hanno ripreso mentre entravano ed uscivano dal consolato saudita di Istanbul.

    In un primo comunicato rilasciato poco dopo l’inizio del processo, il procuratore generale ha chiesto la pena di morte per 5 degli accusati e ha anche invitato gli inquirenti turchi a inviare a Riad le prove da loro raccolte nel corso delle indagini.

    Il governo di Ankara aveva invece chiesto che gli 11 sospettati venissero estradati in Turchia per essere processati, ma il regno non ha accettato la richiesta di Erdogan.

    L’omicidio

    Riad ha più volte cambiato versione sulla morte del giornalista Khashoggi e solo a novembre ha ammesso che l’omicidio è stato condotto da ufficiali dei servizi segreti, che hanno però agito senza il consenso della casa reale.

    Il team era stato inviato in Turchia per interrogare il giornalista e convincerlo a tornare in patria: l’interrogatorio però sarebbe finito male.

    Intanto, dopo tre mesi, rimane il mistero sul corpo di Khashoggi: l’ipotesi che sembra reggere maggiormente è quella che il corpo sia stato smembrato e trasportato fuori dal consolato grazie ad alcune borse.

    Quelle stesse valigette sarebbero poi passate nelle mani di un collaboratore locale.

    Chi era Jamal Khashoggi

    Ex consigliere del governo saudita, Khashoggi aveva deciso di autoesiliarsi negli Stati Uniti nel 2017 per timore di un possibile arresto, dopo aver criticato alcune decisioni del principe ereditario saudita, nonché ministro della Difesa, Mohammed bin Salman.

    Il giornalista aveva anche espresso diverse critiche sull’intervento militare di Riad in Yemen.

    Khasoggi aveva più volte denunciato intimidazioni, arresti e attacchi subiti da giornalisti, intellettuali e leader religiosi non allineati con la casa reale saudita.

    Ex redattore del quotidiano Al-Watan e di un canale di notizie tv saudita, Khashoggi ha anche partecipato ai programmi della Bbc sull’Arabia Saudita e sul Medio Oriente.

    Il giornalista è anche noto per la sua relazione con il giovane Osama Bin Laden, con il quale ha viaggiato molto in Afghanistan negli anni Ottanta durante l’occupazione sovietica.

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