La Knesset, il parlamento di Israele, ha approvato in lettura preliminare un disegno di legge che prevede lo scioglimento dell’assemblea. Se nelle prossime settimane il testo riceverà il via libera definitivo, nello Stato ebraico si terranno elezioni anticipate rispetto alla scadenza naturale della legislatura, fissata per il prossimo 27 ottobre.
Nel mattino di oggi, mercoledì 20 maggio, il disegno di legge è passato in prima lettura all’unanimità: tutti i 110 parlamentari presenti in aula hanno votato a favore. Affinché lo scioglimento della Knesset diventi effettivo, occorrono altre tre approvazioni.
È stata la coalizione che sostiene il governo a presentare il testo, dopo che i partiti ultraortodossi hanno accusato il primo ministro Benjamin Netanyahu di non aver mantenuto la promessa di approvare una legge che esentasse la loro comunità dal servizio militare obbligatorio.
In Israele i sondaggi stimano l’attuale coalizione di maggioranza lontana dalla possibilità di essere confermata alla guida del Paese. Il consenso del premier Netanyahu è ai minimi storici a causa dei suoi problemi giudiziari e delle sue campagne militari all’estero. Tuttavia, non è scontato che, dopo le elezioni, i partiti di opposizione riescano a formare una coalizione.
Qualora la Knesset approvasse in via definitiva il suo scioglimento, i membri della stessa assemblea dovranno concordare una data per il voto anticipato. Gli analisti politici israeliani ritengono che si potrebbe andare alle urne nella prima metà di settembre, ma non si esclude una convocazione in ottobre, più vicina alla scadenza naturale della legislatura.
Il principale sfidante di Netanyahu dovrebbe essere il nazional-conservatore Naftali Bennett, suo ex collaboratore e già primo ministro tra 2021 e 2022, che ha unito le forze con il capo dell’opposizione di centrosinistra Yair Lapid per formare l’alleanza “Insieme”. Un altro contendente in crescita nei sondaggi è l’ex capo militare e ministro centrista Gadi Eizenkot.
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