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    Svolta in Israele, Bennett: “Governo di unità nazionale con Lapid”. L’ira di Netanyahu: “Israeliani ingannati”

    Di Marta Vigneri
    Pubblicato il 30 Mag. 2021 alle 19:45 Aggiornato il 3 Giu. 2021 alle 08:07

    “Vi annuncio che farò un governo di unità nazionale con Lapid, per far uscire Israele dalla voragine”. Lo ha detto il leader del partito israeliano di destra Yamina Naftali Bennett. “Con Lapid ci sono diversità ma siano intenzionati a trovare l’unità. Lapid è molto maturato”, ha aggiunto il leader di destra durante una conferenza stampa che si è tenuta oggi, domenica 30 maggio.

    “Intendo agire con tutte le mie forze per formare un governo unitario con Lapid. Quattro tornate elettorali – ha spiegato Bennett – hanno indebolito il Paese. Si tratta di una crisi politica senza eguali nel mondo. Stiamo smontando l’edificio dello Stato e rischia di crollare tutto”.

    Bennett ha poi attaccato Netanyahu: “Chi dice che c’è un governo di destra a portata di mano, si sbaglia. Non c’è. Non esiste un governo di destra di Netanyahu. Chi lo dice mente. Anche stamane c’è stato un altro tentativo, ma non c’era la maggioranza. Netanyahu intende trascinare tutto il campo nazionalista verso la propria Masada personale”, ha aggiunto Bennett riferendosi all’appello avanzato dall’attuale premier.

    Quello con Lapid, ha concluso il leader di Yamina, “non solo non è un governo di sinistra come dice Netanyahu, ma sarà anzi più spostato a destra di quello attuale. Non faremo ritiri e non consegneremo territori“.

    “Bennet imbroglia gli israeliani”, ha replicato il premier. Il leader del Likud ha reagito duramente, denunciando “la frode del secolo” e sostenendo di aver fatto un’offerta “incredibile” al tecno-colono, impedendo la creazione di un “pericoloso governo di sinistra”. Ma Bennett “è interessato solo a sé stesso”, ha dichiarato Bibi.

    Israele non è tuttavia ancora fuori dalle paludi politiche, dopo essere passato per quattro elezioni in due anni: i negoziatori di Yesh Atid e Yamina hanno fatto sapere che si incontreranno di nuovo per cercare di arrivare a un accordo entro mercoledì 2 giugno, quando scadrà il mandato dato a Lapid dal presidente Reuven Rivlin per formare un esecutivo. Resta da vedere quanti deputati di Yamina seguiranno Bennett.

    Il pallottoliere della Knesset vede in ballo i 17 deputati di Yesh Atid, 8 di Blu e Bianco, 7 ciascuno per laburisti e Yisrael Beiteinu, 6 a testa per New Hope e Meretz; Yamina ha conquistato sette seggi alle ultime elezioni di marzo, cruciali ma non sufficienti. Resterebbe necessario il sostegno esterno degli islamisti conservatori di Ra’am (4) ed eventualmente della Lista congiunta araba (6 seggi).

    L’incarico di formare un nuovo governo è stato dato al capo del principale partito di opposizione Yesh Atid, l’ex giornalista televisivo Yair Lapid, dopo che a inizio maggio era scaduto il termine dato a Netanyahu per provare a formare un governo. Lapid ha tempo di provarci fino al 2 giugno.

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