Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Esteri
  • Home » Esteri

    L’Iran conferma l’uccisione dell’ayatollah Khamenei. Trump: “La nuova leadership è pronta al dialogo e anch’io”. Teheran: “Disposti a seri sforzi per la de-escalation”. Ma continuano gli attacchi nella regione

    Manifestazione organizzata l’11 febbraio 2026 a Teheran per celebrare il 47esimo anniversario della Rivoluzione islamica in Iran. Nella foto i manifestanti in piedi su una bandiera statunitense mentre tengono in mano un ritratto della Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF
    Di Redazione TPI
    Pubblicato il 1 Mar. 2026 alle 07:30 Aggiornato il 1 Mar. 2026 alle 18:00

    Diretta live della guerra di Usa e Israele contro l’Iran oggi, domenica 1 marzo

    Alle prime ore di ieri, sabato 28 febbraio 2026, Israele e Stati Uniti hanno lanciato congiuntamente un attacco preventivo contro l’Iran, scatenando una nuova guerra in Medio Oriente. Lo Stato ebraico ha denominato l’operazione “Ruggito del Leone”, mentre gli Usa l’hanno chiamata “Epic Fury”. Un pioggia di missili, bombe e droni israeliani e statunitensi si è abbattuta su almeno 24 delle 31 province della Repubblica islamica: provocando oltre 200 morti e quasi 750 feriti. Tra le vittime figura anche la Guida Suprema della Rivoluzione, l’ayatollah Ali Khamenei, la cui morte, annunciata prima dal premier israeliano Benjamin Netanyahu e poi dal presidente Usa Donald Trump, è stata confermata nella notte dalla tv di stato iraniana, che ha annunciato 40 giorni di lutto pubblico. Con la sua scomparsa, ha esultato il figlio del defunto Scià Reza Pahlavi, la Repubblica islamica dell’Iran torna “nella pattumiera della storia”. Intanto Trump e Netanyahu hanno esortato il popolo iraniano a ribellarsi al regime di Teheran. La rappresaglia dell’Iran è scattata immediatamente: con missili e droni lanciati contro le basi statunitensi in Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Kuwait. Sirene d’allarme hanno risuonato anche in Israele, dove una donna è rimasta uccisa negli attacchi iraniani. Un’altra vittima e sette feriti si sono registrati anche all’aeroporto di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, dove sono stati colpiti anche il porto e l’hotel Burj Al Arab a Dubai. Preso di mira anche l’aeroporto internazionale di Manama, in Bahrein. Di seguito le ultime notizie di oggi, domenica 1 marzo 2026, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran.

     

    DIRETTA

    Ore 18,00 – Iran, il ministro degli Esteri Araghchi al suo omologo dell’Oman al-Busaidi: “Pronti a seri sforzi per la de-escalation” L’Iran è aperto a “seri sforzi per la de-escalation” nella regione con Israele e gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, al suo omologo dell’Oma, Badr bin Hamad al-Busaidi. Gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha detto Araghchi secondo una nota diramata dal ministero degli Esteri dell’Oman, sono la “causa di crescente tensione e panico nella regione”.

    Ore 17,45 – Trump: “Teheran pronta a trattare e anch’io” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la nuova leadership dell’Iran è pronta a negoziare e che anche la Casa bianca è disposta al dialogo. “Vogliono parlare, e io ho accettato, quindi parlerò con loro. Avrebbero dovuto farlo prima. Avrebbero dovuto darci prima ciò che era molto pratico e facile dare. Hanno aspettato troppo a lungo”, ha dichiarato Trump in un’intervista telefonica concessa oggi dal suo club a Mar-a-Lago, in Florida, alla rivista statunitense The Atlantic il giorno dopo l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei a Teheran. Il presidente Usa non ha voluto rivelare le tempistiche ma ha osservato che alcuni dei leader iraniani coinvolti nei negoziati delle ultime settimane non sono più in vita. “La maggior parte di quelle persone non c’è più. È stato un grande colpo”, ha detto Trump. “Avrebbero potuto raggiungere un accordo. Avrebbero dovuto farlo prima. Hanno giocato troppo astutamente”, ha aggiunto, dicendosi fiducioso nella possibilità di una rivolta interna che rovesci il regime iraniano. “Succederà. Lo state vedendo, e credo che accadrà. Molte persone sono estremamente felici lì, a Los Angeles e in molti altri posti”, ha detto Trump riferendosi alle celebrazioni a favore di un cambio di regime in diverse grandi città statunitensi e ai video della folla che a Teheran festeggia la notizia della morte di Khamenei. “La gente là sta gridando di gioia per le strade, ma allo stesso tempo ci sono molte bombe che cadono”, ha riconosciuto il presidente Usa. “La gente lo voleva da 47 anni. Hanno ucciso persone per 47 anni, e ora la situazione si è ribaltata”.

    Ore 17,30 – Israele: Idf richiamano in servizio altri 100mila riservisti – Le forze armate di Israele (Idf) hanno mobilitato 100mila riservisti nel quadro della guerra in corso con l’Iran insieme agli Stati Uniti. Lo hanno comunicato oggi le Idf in una nota, secondo cui tale numero va ad aggiungersi ai 50mila riservisti già richiamati in servizio. Israele ha rafforzato le proprie truppe schierate ai confini con Siria e Libano e sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania. Il  solo Comando del Fronte Interno, hanno fatto sapere le Idf, ha mobilitato 20mila riservisti. Rafforzate anche l’Aeronautica militare, la Marina militare e la Direzione dell’intelligence. Le Idf “prepareranno e forniranno ai riservisti tutti i mezzi logistici necessari per operare nelle migliori condizioni”.

    Ore 17,10 – Usa, Trump: “Sta andando tutto bene. Abbiamo ucciso 48 comandanti iraniani in un colpo solo. Le operazioni sono in anticipo sulla tabella di marcia” – “Le cose stanno andando bene” contro l’Iran, un confronto in cui gli Stati Uniti stanno “ottenendo” un “successo incredibile”. Parola del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che in un’intervista all’emittente Fox News ha dichiarato: Sappiamo quanti obiettivi rimangono in Iran, le cose stanno andando bene e il successo che stiamo ottenendo è incredibile”. Le operazioni, ha aggiunto l’inquilino della Casa bianca, “stanno procedendo positivamente”, lasciando intendere che Washington ha ancora diversi obiettivi da perseguire in Iran. “Almeno 48 comandanti iraniani sono stati uccisi in un colpo solo e le cose si stanno muovendo rapidamente”, ha detto il presidente Usa, che all’emittente Cnbc ha rivelato: “Le operazioni militari in Iran sono in anticipo rispetto al previsto”.

    Ore 17,00 – Iran: 43 agenti uccisi al confine con l’Iraq in un raid Usa-Israele – Almeno 43 membri delle forze di sicurezza iraniane sono stati uccisi in un attacco al quartier generale di un reggimento di frontiera nella città di Mehran, nell’ovest dell’Iran al confine con l’Iraq. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Mehr, secondo cui l’attacco è stato “accompagnato da diversi bombardamenti” e “ha causato la morte di 43 membri del personale di sicurezza, la maggior parte dei quali guardie di frontiera”, danneggiando “gravemente anche parti di edifici vicini”. “Secondo i primi resoconti, questo atto ostile è stato compiuto da agenti degli Stati Uniti e del regime sionista”, riferisce l’agenzia di stampa iraniana, riferendosi a Israele.

    Ore 16,30 – Usa, media: “Portaerei Usa Abraham Lincoln non è stata colpita da missili iraniani” – La portaerei statunitense USS Abraham Lincoln non è stata colpita da un attacco aereo iraniano. La smentita arriva da un funzionario statunitense citato dall’emittente qatarina al-Jazeera, secondo cui l’attacco iraniano non ha “avuto effetti sulla portaerei,” che continua le sue operazioni nel Mar Arabico. In precedenza le Guardie Rivoluzionarie iraniane avevano annunciato di aver colpito la portaerei statunitense con quattro missili balistici. Ma il funzionario citato da al-Jazeera ha affermato che nessun missile ha raggiunto la nave.

    Ore 16,15 – Usa: 3 soldati uccisi e 5 feriti nelle operazioni contro l’Iran – Almeno 3 soldati statunitensi sono rimasti uccisi e “cinque sono stati gravemente feriti” durante le operazioni militari contro l’Iran. Lo ha confermato sui social il Comando centrale delle forze armate degli Stati Uniti (Centcom). “Alle 9:30 del 1° marzo, tre militari americani sono stati uccisi in azione e cinque sono rimasti gravemente feriti durante l’Operazione Epic Fury. Diversi altri hanno riportato lievi ferite da schegge e commozioni cerebrali e sono in cura”, si legge nel comunicato.

    Ore 16,00 – Iraq: uccisi 4 miliziani di un gruppo filo-iraniano in un raid aereo nella provincia di Diyala – Quattro combattenti delle Forze di Mobilitazione Popolare, una formazione filo-iraniana integrata nell’esercito regolare di Baghdad, sono rimasti uccisi e altri altri otto sono stati feriti in un attacco aereo nel centro dell’Iraq. Lo riferisce l’agenzia di stampa francese Afp che cita in proposito fonti di sicurezza irachene, secondo cui le vittime “sono state uccise in un attacco aereo contro la loro base” nella provincia centrale di Diyala, e altri otto sono stati feriti.

    Ore 15,45 – Arabia Saudita: intercettati missili iraniani lanciati contro l’aeroporto di Riad e la base Prince Sultan – Un imprecisato numero di missili iraniani diretti contro l’aeroporto internazionale di Riad e la base aerea Prince Sultan della capitale saudita sono stati intercettati dalla contraerea del regno arabo. Lo riporta l’agenzia di stampa francese Afp, che cita una fonte anonima a conoscenza degli eventi.

    Ore 15,30 – Iran, media: “Portaerei Usa Abraham Lincoln colpita da 4 missili delle Guardie rivoluzionarie” – Le Guardie della Rivoluzione in Iran affermano di aver attaccato la portaerei USS Abraham Lincoln, che incrocia nel Golfo persico da fine gennaio. “La portaerei statunitense Abraham Lincoln è stata colpita da quattro missili balistici”, si legge in una nota delle Guardie della Rivoluzione divulgata dai media locali, secondo cui “la terra e il mare diventeranno sempre più il cimitero degli aggressori terroristici”. La USS Abraham Lincoln è operativa nel Mar Arabico dalla fine di gennaio. Non vi è stata alcuna conferma immediata dei danni o delle vittime da parte dell’esercito statunitense.

    Ore 15,15 – Iran, il ministro degli Esteri Araghchi: “Nessuna intenzione di chiudere lo Stretto di Hormuz in questa fase” – “In questa fase” l’Iran “non ha alcuna intenzione di chiudere lo Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato in un’intervista concessa oggi all’emittente qatarina al-Jazeera il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui Teheran non ha in programma di fare nulla “che possa interrompere la navigazione al suo interno in questa fase”.

    Ore 15,10 – Israele: sale a 9 morti il bilancio delle vittime dell’attacco iraniano a Beit Shemesh – È salito a 9 morti il bilancio delle vittime dell’attacco missilistico lanciato oggi dall’Iran sulla località di Beit Shemesh, nel centro di Israele. Lo riferisce il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom. La maggior parte delle persone uccise, ha dichiarato alla stampa il capo della polizia del distretto di Gerusalemme vice commissario Avshalom Peled, si era rifugiata in un bunker antiaereo pubblico.

    Ore 15,00 – Iran, il presidente Pezeshkian: “Continueremo a colpire i nostri nemici” – L’Iran “continuerà a seguire le orme” di Khamenei e “a colpire duramente e a distruggere le basi militari dei nostri nemici”. Lo ha annunciato oggi il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una dichiarazione video registrata e trasmessa dalla tv di stato. “Il consiglio direttivo ad interim ha iniziato i suoi lavori continueremo con tutte le nostre forze lungo il percorso tracciato dall’Imam Khomeini”, ha affermato Pezeshkian. L’esercito della Repubblica islamica, ha aggiunto, “distruggerà con la forza le basi nemiche”.

    Ore 14,50 – Il ministro della Difesa Guido Crosetto torna in Italia con un volo militare – Il ministro della Difesa Guido Crosetto sta “rientrando in Italia” con un volo militare. Lo ha annunciato oggi sui social l’esponente di Fratelli d’Italia. “Rientrerò come ovvio da solo, per evitare l’esposizione ad ulteriori pericoli ad altri che viaggiando con me in condizioni attuali possono essere messi a rischio”, ha scritto il ministro sui social. “Lo farò ovviamente con un aereo militare, e lascerò qui la mia famiglia (che comprende la scelta), dopo essermi sincerato che per loro, come per gli altri cittadini italiani e stranieri, non ci siano rischi rilevanti se non quelli di nefasta casualità”, ha aggiunto. “Rientrerò utilizzando un volo militare ma dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo (per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato, in modo tale da togliere anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di Stato”.

    Ore 14,45 – Golfo, Ukmto: “Situazione marittima instabile” ma lo Stretto di Hormuz è formalmente aperto – La sicurezza marittima nel “Golfo Persico, nel Golfo dell’Oman, nel Mar Arabico settentrionale e nello Stretto di Hormuz” resta instabile, a causa delle “importanti attività militari” in corso nella regione nel quadro del conflitto tra Israele e Usa contro l’Iran. Lo riferisce il Centro operativo marittimo del Regno Unito (UKMTO), secondo cui tali attività militari aumentano la minaccia per la navigazione commerciale. “La presenza e l’attività militare sono significative in tutta la regione”, si legge in una nota diramata sui social. “I marinai devono essere consapevoli del rischio crescente di errori di valutazione o di identificazione, in particolare nelle vicinanze di unità militari e altre installazioni e infrastrutture marittime sensibili”, prosegue il comunicato. “Le segnalazioni relative alla chiusura dello Stretto di Hormuz continuano a circolare tramite segnalazioni open source e comunicazioni VHF. Nessuna chiusura ufficiale dello Stretto di Hormuz è stata formalmente comunicata al settore marittimo attraverso i canali di sicurezza riconosciuti”, precisa il Centro britannico, secondo cui “le comunicazioni VHF che indicano restrizioni al transito non costituiscono una sospensione legalmente riconosciuta ai sensi del diritto marittimo internazionale”. L’UKMTO ha inperòoltre sottolineato come sussistano minacce anche oltre lo Stretto di Hormuz, ad esempio in aree come lo stretto di Bab el-Mandeb, tra la Penisola arabica e il Corno d’Africa, dove le tensioni restano “elevate”.

    Ore 14,35 – Israele: sale a 8 morti il bilancio delle vittime dell’attacco iraniano a Beit Shemesh – È salito a 8 morti e 28 feriti il bilancio delle vittime dell’attacco missilistico lanciato oggi dall’Iran sulla località di Beit Shemesh, nel centro di Israele. Lo riferisce il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom, secondo cui due feriti versano in gravi condizioni.

    Ore 14,30 – Kuwait: un morto e 32 feriti negli attacchi iraniani – Una persona è stata uccisa e altre 32 sono rimaste ferite negli attacchi aerei lanciati dall’Iran sul Kuwait. Lo riferisce in una nota diramata dal ministero della Salute dell’Emirato.

    Ore 14,15 – Israele: sale a 6 morti il bilancio delle vittime dell’attacco iraniano a Beit Shemesh – È salito a 6 morti il bilancio delle vittime dell’attacco missilistico lanciato oggi dall’Iran sulla località di Beit Shemesh, nel centro di Israele. Lo riferisce il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom.

    Ore 14,00 – Emirati Arabi Uniti: 3 morti e 58 feriti negli attacchi lanciati dall’Iran – Almeno 3 persone sono state uccise e 58 sono rimaste ferite negli attacchi aerei lanciati dall’Iran contro gli Emirati Arabi Uniti. Lo riferisce il ministero della Difesa emiratino in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale Wam.

    Ore 13,45 – Israele: 4 morti e 20 feriti in un attacco missilistico iraniano – Quattro persone sono state uccise e altre 20 sono rimaste ferite oggi a Beit Shemesh, nel centro di Israele, a seguito di un attacco missilistico lanciato dall’Iran. Lo riferisce il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom, secondo cui due feriti versano in gravi condizioni. Le forze armate di Israele (Idf) ha inviato sul posto squadre di ricerca e soccorso e personale medico, insieme a un elicottero, per aiutare a evacuare i feriti.

    Ore 12,50 – Israele, il ministro della Difesa Katz: “Continueremo i raid in Iran finché necessario” – Gli attacchi di Israele contro l’Iran “continueranno finché sarà necessario” e non si fermeranno “prima che gli obiettivi siano raggiunti”. Parola del ministro della Difesa israeliano Israel Katz che, secondo una nota diramata dal suo ufficio, durante un briefing di valutazione tenuto oggi con il capo di stato maggiore delle forze armate (Idf), tenente generale Eyal Zamir, insieme ai vertici dell’esercito e ad altri funzionari della difesa, ha definito l’uccisione della Guida suprema della Rivoluzione islamica in Iran, ayatollah Ali Khamenei, “un punto di svolta”. “Tutti noi speriamo che questo porti al risultato che desideriamo, che il popolo iraniano riesca a rovesciare questo regime per sé, per noi e per il mondo intero”, ha affermato Katz.

    Ore 12,30 – Israele: altra ondata di attacchi iraniani, nessun ferito – Una nuova ondata di attacchi missilistici lanciati dall’Iran ha investito nel primo pomeriggio le zone centrali di Israele, senza provocare né vittime né feriti. La notizia è stata confermata sui social dal servizio di soccorso israeliano Magen David Adom, che afferma di non aver ricevuto segnalazioni di feriti nell’ultima ondata di attacchi iraniani contro lo Stato ebraico. In precedenza le forze armate israeliane (Idf) avevano attivato le sirene di allarme a Tel Aviv, Gerusalemme e in Cisgiordania.

    Ore 12,15 – Bahrein: Hotel Crowne Plaza a Manama colpito da missili iraniani, ci sono feriti. Ambasciata Usa: “State alla larga dagli hotel della capitale” – Il Crowne Plaza Hotel di Manama, in Bahrein, è stato colpito oggi da un attacco missilistico condotto dall’Iran, provocando un imprecisato numero di feriti. La notizia è stata confermata in una nota del ministero degli Interni del regno dall’agenzia di stampa ufficiale locale Bna, secondo cui l’attacco non ha provocato “morti”. Per questo motivo però l’ambasciata degli Stati Uniti in Bahrein ha invitato tutti i cittadini statunitensi a stare alla larga dagli alberghi della capitale del regno. “L’Ambasciata degli Stati Uniti in Bahrein sta monitorando le segnalazioni confermate secondo cui il Crowne Plaza Hotel di Manama è stato colpito il 1° marzo 2026, provocando alcuni feriti. Informiamo i cittadini statunitensi in Bahrein che gli hotel potrebbero essere un obiettivo di futuri attacchi e li incoraggiamo a evitare gli hotel di Manama”, si legge in una nota diramata dalla rappresentanza diplomatica Usa sui social.

    Ore 12,00 – Pakistan: sale a 10 morti e 31 feriti il bilancio delle proteste anti-Usa a Karachi – È salito ad almeno 10 morti e 31 feriti il bilancio delle vittime delle proteste andate in scena oggi a Karachi, in Pakistan, dove centinaia di persone hanno tentato di assaltare il consolato degli Stati Uniti dopo la notizia della morte dell’ayatollah Ali Khamenei nella guerra in corso da ieri tra Usa e Israele contro l’Iran. La notizia è stata confermata al portale locale Dawn da Mohammad Sabir Memon, direttore esecutivo del centro traumatologico dell’ospedale civile di Karachi, dove le autorità hanno trasferito le vittime. In precedenza, il portavoce del servizio di soccorso della Edhi Foundation, Muhammad Amin, aveva rivelato che la maggior parte dei morti e dei feriti presenta ferite da arma da fuoco. Non sono state divulgate ulteriori informazioni in merito ma le autorità erano intervenute per disperdere la folla intorno alla rappresentanza diplomatica statunitense. “Stiamo monitorando le segnalazioni di manifestazioni in corso presso i Consolati Generali degli Stati Uniti a Karachi e Lahore, nonché ulteriori manifestazioni presso l’Ambasciata degli Stati Uniti a Islamabad e il Consolato Generale di Peshawar”, si legge in una nota diramata sui social dall’ambasciata Usa nel Paese. “Consigliamo ai cittadini statunitensi in Pakistan di monitorare le notizie locali e di adottare buone pratiche di sicurezza personale, tra cui prestare attenzione all’ambiente circostante, evitare grandi assembramenti e assicurarsi che la propria registrazione sia aggiornata”.

    Ore 11,45 – Libano, il segretario di Hezbollah Naim Qassem: “Adempiremo al nostro dovere di affrontare l’aggressione degli Usa e di Israele” – Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha espresso le proprie condoglianze per la morte della Guida Suprema della Rivoluzione islamica in Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un raid israelo-statunitense condotto ieri a Teheran, affermando che il movimento sciita islamico libanese “farà la sua parte per contrastare l’aggressione” contro la Repubblica islamica. “Esprimiamo le nostre condoglianze alla nazione islamica, ai popoli liberi del mondo e al grande popolo iraniano, per il sublime e benedetto martirio del nostro leader e maestro, l’Imam Seyyed Ali Khamenei, che ha guidato la lotta e la resistenza contro i tiranni e gli oppressori americani e israeliani, nemici della religione e dell’umanità, ottenendo così la vittoria suprema e il massimo onore, avendo concluso la sua nobile e benedetta vita con la distinzione del martirio”, si legge in una nota diramata dal movimento sui social. “Adempiremo al nostro dovere di affrontare l’aggressione, fiduciosi nell’aiuto e nel sostegno di Dio (…) E qualunque siano i sacrifici, non abbandoneremo il campo dell’onore, della resistenza e del confronto con la tirannia americana e il criminale sionista per difendere la nostra terra, la nostra dignità e le nostre scelte indipendenti”.

    Ore 11,30 – Russia, Putin esprime condoglianze per la morte di un “eminente statista” come Khamenei e accusa: “omicidio cinico che viola le leggi internazionali”. – Il presidente della Russia, Vladimir Putin, ha inviato un messaggio di condoglianze al suo omologo dell’Iran, Masoud Pezeshkian, a seguito dell’uccisione della Guida Suprema della Rivoluzione islamica, Ali Khamenei, morto negli attacchi condotti ieri da Usa e Israele a Teheran, definendo l’86enne “un eminente statista, che ha dato un enorme contributo personale allo sviluppo delle relazioni amichevoli russo-iraniane, portandole al livello di un partenariato strategico globale”. Le condoglianze di Putin sono stare rilanciate dall’agenzia russa Ria Novosti, secondo cui il leader del Cremlino ha anche accusato gli Usa e Israele di aver commesso un “cinico omicidio che viola tutti gli standard di umana moralità e le leggi internazionali”.

    Ore 11,15 – Iran: ayatollah Alireza Arafi nominato nel Comitato che sostituirà provvisoriamente Khamenei – L’ayatollah Alireza Arafi è stato nominato membro del Comitato direttivo incaricato di assumere temporaneamente le funzioni di Guida suprema della Rivoluzione islamica in Iran, a seguito dell’assassinio di Ali Khamenei avvenuto ieri durante l’attacco israelo-americano a Teheran. Lo riporta l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Isna, secondo cui, in conformità con la Costituzione iraniana, questo consiglio ad interim, composto dal presidente della Repubblica Masoud Pezeshkian, dal capo della magistratura, Gholam-Hossein Mohseni-Eje’i, e da un giurista del Consiglio delle Guardie Rivoluzionarie, garantisce la continuità delle funzioni della Guida Suprema fino alla nomina di un successore. Nato nel 1959 nella città di Maybod, nella provincia di Yazd, e figlio di Mohammad Ibrahim al-Arafi, amico dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, è attualmente membro del Consiglio dei Guardiani e dell’Assemblea degli Esperti ed è stato presidente dell’Università Internazionale Al-Mustafa e leader della preghiera del venerdì nella città santa di Qom.

    Ore 11,10 – L’Iran ha lanciato due missili contro Cipro – Due missili sono stati lanciati dall’Iran contro l’isola di Cipro. La notizia è stata confermata dal segretario alla Difesa britannico John Healey all’emittente Sky News. “Non crediamo che mirassero a Cipro, ma è comunque un esempio di come ci sia una minaccia molto reale e crescente da parte di un regime che sta colpendo ampiamente la regione, e questo ci impone di agire”, ha affermato Healey, secondo cui altri attacchi iraniani sono caduti ieri a poche centinaia di metri dalle truppe britanniche schierate in Bahrein.

    Ore 11,00 – Bahrein: intercettata una nuova ondata di missili e droni lanciati dall’Iran – Una nuova ondata di “missili balistici e droni” lanciata dall’Iran verso il Bahrein è stata intercettata dalle difese aeree del regno oggi sopra l’isola. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale Bna, che cita in proposito il Centro nazionale per le comunicazioni del Bahrein, secondo cui “alcune schegge” sono cadute “in diverse aree” del Paese, senza fornire ulteriori dettagli.

    Ore 10,55 – Iran, il capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale Ali Larijani minaccia: “Colpiremo usa e Israele con una forza mai vista prima” – Ali Larijani, capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran, ha promesso di colpire gli Stati Uniti e Israele con “una forza mai vista prima” dopo gli attacchi condotti da Usa e Stato ebraico contro la Repubblica islamica, in cui è rimasto ucciso anche la Guida suprema della Rivoluzione, l’ayatollah Ali Khamenei. “IERI L’IRAN HA LANCIATO MISSILI CONTRO GLI STATI UNITI E ISRAELE, E HANNO FATTO MALE. OGGI LI COLPIRÀ CON UNA FORZA CHE NON HANNO MAI SPERATO PRIMA”, ha scritto oggi Larijani in un post sui social.

    Ore 10,45 – Iran, il presidente Pezeshkian: “Abbiamo il legittimo diritto e riteniamo un dovere vendicare Khamenei” – Il presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, ha definito oggi una “dichiarazione di guerra contro i musulmani” l’uccisione della Guida Suprema della Rivoluzione islamica, l’ayatollah Ali Khamenei, morto durante gli attacchi condotti ieri a Teheran da Stati Uniti e Israele. “L’assassinio della massima autorità politica della Repubblica islamica dell’Iran e di un importante leader dello sciismo mondiale (…) è percepita come un’aperta dichiarazione di guerra contro i musulmani, e in particolare contro gli sciiti, in tutto il mondo”, ha detto oggi Pezeshkian in una dichiarazione trasmessa dalla tv di stato iraniana. Vendicare l’uccisione di Khamenei, ha aggiunto Pezeshkian, è un diritto e un obbligo per Teheran. “La Repubblica islamica dell’Iran ritiene che chiedere giustizia ed esigere una punizione dai colpevoli e da coloro che hanno ordinato questo crimine storico sia un suo dovere e un suo legittimo diritto, e dedicherà tutte le sue forze all’adempimento di questa grande responsabilità e obbligo”, ha detto il presidente iraniano, esprimendo le proprie condoglianze per la morte di Khamenei.

    Ore 10,30 – Arabia Saudita: esplosioni nella zona est della capitale Riad – Una serie di di esplosioni sono state udite nella zona orientale capitale dell’Arabia Saudita, Riad. Lo riferisce un corrispondente in loco dell’agenzia di stampa francese Afp, secondo cui nell’area sono stati uditi “diversi forti scoppi” ed è stato visto “levarsi del fumo”.

    Ore 10,10 – Israele: il gabinetto di sicurezza del governo si riunirà in serata – Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu convocherà il suo gabinetto di sicurezza questa sera alle 21,00 ora locale (le 20,00 in Italia). Lo ha riferito l’ufficio di uno dei ministri al quotidiano locale online The Times of Israel, nel secondo giorno dell’attacco israelo-americano all’Iran.

    Ore 10,05 – Iran: ucciso il capo dell’intelligence della polizia Rezaian – Il comandante dell’Organizzazione di intelligence del Comando di polizia della Repubblica islamica dell’Iran (Faraja), Gholam Reza Rezaian è morto a seguito degli attacchi condotti ieri da Usa e Israele. La notizia è stata confermata dalle agenzie di stampa iraniane Tasnim e Fars, che non hanno fornito ulteriori informazioni sulle circostanze del decesso.

    Ore 10,00 – Oman: attaccata una petroliera al largo di Musandam, 4 feriti – La petroliera Skylight, battente bandiera di Palau, è stata attaccata a circa cinque miglia nautiche al largo del porto di Musandam, in Oman, provocando il ferimento di quattro persone e obbligando all’evacuazione l’intero equipaggio. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale omanita Ona, citando il Centro per la sicurezza marittima dell’Emirato. Non è ancora chiara la dinamica dell’attacco né se sia stato lanciato dall’Iran. In mattinata due droni hanno attaccato il porto di Duqm, in Oman, ferendo un lavoratore straniero dello scalo.

    Ore 9,50 – Iran: esplosioni a Teheran. Blackout di Internet in corso da 24 ore – Una serie di “terribili esplosioni” causate da attacchi missilistici e aerei sono stati uditi oggi a Teheran, capitale dell’Iran, in particolare nelle zone di Seyyed Khandan e Qasr, nonché in piazza Vanak e via Motahari. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, dopo l’annuncio di nuovi attacchi aerei nel “cuore della capitale” da parte di Israele. Intanto oggi continua il blackout di Internet in tutto l’Iran, che secondo il gruppo di monitoraggio digitale NetBlocks ha superato le 24 ore, con la connettività nazionale ferma all’1% dei livelli normali. “La misura limita l’impegno civico in un momento chiave per il futuro del Paese, dopo l’uccisione dell’ayatollah Khamenei durante gli attacchi aerei statunitensi e israeliani”, denuncia l’ong.

    Ore 9,35 – Iran: Israele lancia nuovi attacchi aerei a Teheran – Le forze armate di Israele (Idf) hanno lanciato nuovi attacchi aerei contro obiettivi militari nella capitale dell’Iran, Teheran. “L’Aeronautica Militare, sotto la direzione della Direzione dell’Intelligence, ha ora lanciato una vasta ondata di attacchi contro obiettivi del regime terroristico iraniano nel cuore di Teheran”, si legge in una nota diramata oggi sui social dall’Idf. “Nelle ultime 24 ore, l’Aeronautica Militare ha condotto attacchi su vasta scala per stabilire la superiorità aerea e aprirsi la strada verso Teheran”.

    Ore 9,30 – Pakistan: sale a 8 morti e 20 feriti il bilancio delle proteste anti-Usa a Karachi – È salito ad almeno 8 morti e 20 feriti il bilancio delle vittime delle proteste andate in scena oggi a Karachi, in Pakistan, dove centinaia di persone hanno tentato di assaltare il consolato degli Stati Uniti dopo la notizia della morte dell’ayatollah Ali Khamenei nella guerra in corso da ieri tra Usa e Israele contro l’Iran. La notizia è stata confermata dal servizio di soccorso pakistano Edhi e confermata al portale locale Dawn dalla polizia locale. “Abbiamo trasportato almeno otto cadaveri negli ospedali civili di Karachi, mentre altri 20 sono rimasti feriti al consolato”, ha affermato Muhammad Amin, portavoce del servizio di soccorso della Edhi Foundation, aggiungendo che la maggior parte delle vittime presentava ferite da arma da fuoco. Non sono state divulgate ulteriori informazioni in merito ma le autorità erano intervenute per disperdere la folla intorno alla rappresentanza diplomatica statunitense.

    Ore 9,25 – Aiea: domani riunione straordinaria a Vienna sull’Iran – L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) terrà domani a Vienna, in Austria, una riunione straordinaria su richiesta della Russia a seguito degli attacchi militari degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Questa sessione speciale del Consiglio dei governatori dell’agenzia, si legge in una nota diramata nella notte dall’ente Onu, affronterà “questioni relative agli attacchi militari degli Stati Uniti e di Israele contro il territorio della Repubblica islamica dell’Iran”.

    Ore 9,15 – Oman: attacco con droni al porto di Duqm, un ferito – Almeno una persona è rimasta ferita in un attacco con droni condotto oggi contro il porto di Duqm, in Oman. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale omanita Ona, citando una fonte delle forze di sicurezza locali, secondo cui l’attacco contro lo scalo commerciale è stato condotto con almeno due droni. Uno di questi ha colpito l’alloggio di un lavoratore straniero mentre i detriti dell’altro sono caduti vicino ad alcuni serbatoi di carburante, senza però causare danni materiali. Da parte sua, il governo dell’emirato ha condannato tali attacchi e “sta adottando tutte le misure necessarie per affrontare qualsiasi minaccia alla sicurezza del Paese e dei suoi residenti”.

    Ore 9,00 – Pakistan: centinaia di manifestanti provano ad assaltare il consolato Usa di Karachi, 6 morti – Almeno 6 persone sono state uccise e diverse altre sono rimaste ferite oggi a Karachi, in Pakistan, dove centinaia di manifestanti hanno tentato di assaltare il consolato degli Stati Uniti dopo la notizia della morte dell’ayatollah Ali Khamenei nella guerra in corso da ieri tra Usa e Israele contro l’Iran. La notizia è stata confermata dal servizio di soccorso pakistano Edhi e confermata al portale locale Dawn dalla polizia locale, secondo cui i corpi delle vittime sono stati trasferiti al Civil Hospital Karachi. Non sono state divulgate ulteriori informazioni in merito ma le autorità erano intervenute per disperdere la folla intorno alla rappresentanza diplomatica statunitense.

    Ore 8,45 – Emirati Arabi Uniti: lanciati 137 missili e 209 droni dall’Iran. Il ministro Crosetto bloccato ancora con la famiglia a Dubai – L’Iran ha lanciato 137 missili e 209 droni contro gli Emirati Arabi Uniti, dove a Dubai resta bloccato con la famiglia anche il nostro ministro della Difesa, Guido Crosetto. In una nota diramata questa mattina il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha fatto sapere che nella giornata di ieri l’Iran ha lanciato 137 missili e 209 droni contro il Paese, dove almeno una persona è rimasta uccisa e altre sette sono state ferite presso l’aeroporto di Abu Dhabi. Anche l’aeroporto di Dubai, il più trafficato al mondo per traffico internazionale, è stato colpito. Qui resta bloccato da ieri, insieme alla sua famiglia, anche il nostro ministro della Difesa, Guido Crosetto, partito il giorno prima da Roma con un volo civile per andare a riprendere i propri cari.

    Ore 8,30 – Israele: nuova ondata di attacchi iraniani, nessun ferito – Una nuova ondata di attacchi missilistici lanciati dall’Iran ha investito questa mattina Israele, senza provocare né vittime né feriti. La notizia è stata confermata sui social dal servizio di soccorso israeliano Magen David Adom, che afferma di non aver ricevuto segnalazioni di feriti nell’ultima ondata di attacchi iraniani. In precedenza le forze armate di Israele (Idf) avevano attivato le sirene di allarme in diverse zone dello Stato ebraico a seguito del rilevamento dei missili lanciati dall’Iran. In un’altra nota la polizia israeliana ha fatto sapere di aver ricevuto segnalazioni di frammenti di missili e razzi intercettori caduti nell’area di Gerusalemme, mentre i vigili del fuoco e le squadre di soccorso stanno intervenendo per una fuga di gas causata dalla caduta di schegge in Cisgiordania. Intanto, il Comando del Fronte Interno dell’Idf ha annunciato che i civili nelle aree in cui erano state attivate le sirene possono lasciare i rifugi antiaerei, ma non devono allontanarsene.

    Ore 8,15 – Qatar: intercettato un missile iraniano su Doha, nessun ferito – Un missile lanciato dall’Iran è stato intercettato dalle difese aeree a Doha, capitale del Qatar, dove le schegge del razzo hanno provocato un piccolo incendio senza però causare vittime né feriti. Le fiamme, secondo una nota diramata sui social dal ministero degli Interni dell’Emirato, hanno lambito la zona industriale di Doha dopo l’intercettazione di un missile iraniano sulla città. “Non sono stati segnalati feriti dopo l’incidente”, si legge nel comunicato del ministero.

    Ore 8,00 – Iran: uccisi anche il ministro della Difesa Nasirzadeh e il capo di stato maggiore dell’esercito Mousavi – Il capo di stato maggiore dell’esercito iraniano Abdul Rahim Mousavi, e il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh sono rimasti uccisi negli attacchi condotti ieri da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Lo riferisce oggi l’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, secondo cui anche altri comandanti delle forze armate sono morti nei raid ma “i loro nomi saranno annunciati in seguito”.

    Ore 7,45 – Iraq: esplosione e fumo nei pressi dell’aeroporto di Erbil che ospita truppe Usa – Forti esplosioni sono state udite questa mattina nei pressi dell’aeroporto di Erbil, che ospita le truppe della coalizione anti-jihadista guidata dagli Stati Uniti nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Lo riferisce un corrispondente in loco dell’agenzia di stampa francese Afp, secondo cui una colonna di denso fumo nero si è levata dall’area dell’aeroporto, dove ieri le forze della coalizione guidata dagli Stati Uniti hanno abbattuto diversi missili e droni carichi di esplosivo lanciati dall’Iran.

    Ore 7,30 – Iran: Guardiani della Rivoluzione promettono “l’offensiva più feroce nella storia” contro Usa e Israele dopo l’uccisione di Khamenei. Trump: “Lasciate perdere o colpiremo ancora” –  L’ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema della Rivoluzione islamica in Iran da 36 anni, è rimasto ucciso ieri a seguito degli attacchi di Israele e degli Stati Uniti su Teheran, motivo per cui le Guardie Rivoluzionarie hanno già promesso “l’offensiva più feroce nella storia” contro lo Stato ebraico e gli Usa, una dichiarazione che ha scatenato la rabbia del presidente Usa Donald Trump: “Lasciate perdere o colpiremo ancora”. La televisione di Stato iraniana ha dato l’annuncio nella notte, senza menzionare esplicitamente gli attacchi né specificare le circostanze della morte dell’86enne, già rivendicata poche ore prima dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal premier israeliano Benjamin Netanyahu,  annunciando però 40 giorni di lutto. “Con il martirio della Guida suprema, il suo cammino e la sua missione non andranno persi o dimenticati; al contrario, saranno perseguiti con maggiore vigore e zelo”, ha dichiarato un presentatore della tv di Stato iraniana. Nell’attacco però, secondo l’agenzia di stampa locale Fars,  sono stati uccisi anche la figlia, il genero e la nipote di Khamenei, oltre a una delle sue nuore. Le Guardie Rivoluzionarie hanno condannato in una nota “gli atti criminali e terroristici commessi dai governi malvagi degli Stati Uniti e del regime sionista (Israele, ndr)”, promettendo che “la mano vendicativa della nazione iraniana non la lascerà andare finché non avrà inflitto agli assassini dell’Imam della Ummah una punizione severa e decisiva di cui si pentiranno”. In un messaggio diramata alle prime ore di oggi su Telegram hanno poi annunciato che l’operazione offensiva sarebbe iniziata “da un momento all’altro”. Una dichiarazione che ha scatenato la rabbia del presidente Usa Donald Trump: “L’Iran ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto abbia mai fatto prima. È MEGLIO CHE NON LO FACCIANO, PERÒ, PERCHÉ SE LO FACESSERO, LI COLPIREMMO CON UNA FORZA MAI VISTA PRIMA!”. Tra le vittime eccellenti degli attacchi condotti ieri da Israele e Usa figurano anche il comandante delle Guardie Rivoluzionarie, Mohammad Pakpour, che aveva assunto il comando a giugno durante la cosiddetta “Guerra dei 12 giorni”; e di Ali Shamkhani, stretto consigliere di Khamenei e capo del Consiglio di difesa nazionale, entrambi sono stati definiti “martiri” dall’organo di propaganda della magistratura locale Mizan. Sul fronte istituzionale, come annunciato dal consigliere Mohammad Mokhber alla televisione di Stato, la transizione sarà affidata a un triumvirato composto dal presidente Massoud Pezeshkian, dal capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei e da un rappresentante del Consiglio dei guardiani.

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version