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    India, studentesse costrette a spogliarsi per provare di non avere le mestruazioni: “Una tortura”

    Un murale contro la violenza sulle donne in India. Credit: EPA/PIYAL ADHIKARY

    Le 68 studentesse hanno deciso di ribellarsi alle regole sul ciclo mestruale della scuola femminile dove vivono, provocando la reazione del gestore

    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 17 Feb. 2020 alle 09:30 Aggiornato il 18 Feb. 2020 alle 16:01

    India, studentesse costrette a spogliarsi per provare di non avere le mestruazioni

    In India 68 studentesse di un college femminile sono state costrette a spogliarsi e mostrare la propria biancheria intima alle insegnanti per provare di non avere le mestruazioni.

    È accaduto presso lo Shree Sahajanand Girls Institute (SSGI), che si trova nella città di Bhuj, nel distretto di Kachchh del Gujarat, in India. Il college è gestito dalla setta Swaminarayan un gruppo religioso indù ricco e conservatore.

    Il gestore della scuola si era lamentato del fatto che le studentesse stavano violando le regole sulle mestruazioni che avrebbero dovuto seguire. Durante il ciclo mestruale, infatti, le ragazze non hanno accesso al tempio né alla cucina e non possono toccare le altre studentesse. Durante i pasti devono sedere lontane dalle altre, lavarsi da sole i piatti e sedere nell’ultima fila in classe.

    Il fatto che le studentesse stessero violando la regola è emerso perché la scuola tiene un registro dove le alunne segnano il proprio nome quando hanno le mestruazioni, come ha spiegato una studentessa alla Bbc. Ma per due mesi nessuna delle ragazze ha scritto il proprio nome nel registro.

    Le studentesse sono state fatte uscire dalle classi e portate in bagno, dove le insegnanti le hanno obbligate una alla volta a spogliarsi per questa “ispezione”. Le ragazze, che dicono di essere state maltrattate dal gestore e dal dirigente dell’istituto prima di essere costrette a spogliarsi, hanno parlato di una “esperienza molto dolorosa”, pari a una “tortura mentale”, che le ha lasciate “traumatizzate”.

    Il padre di una di loro ha detto che, quando è arrivato a scuola, sua figlia e molte altre studentesse erano andate da lui e avevano iniziato a piangere: “Erano sotto shock”.

    Pochi giorni dopo le ragazze hanno organizzato una protesta nel campus, chiedendo provvedimenti verso chi le aveva umiliate. Il giorno successivo alla manifestazione, la commissione femminile dello Stato di Gujarat ha ordinato un’indagine su questa “pratica vergognosa” e ha chiesto alle ragazze di “farsi avanti e parlare senza timore”.

    La polizia ha presentato una denuncia. Ma la vicepreside dell’istituto Darshana Dholakia continua ad accusare le studentesse, dicendo che hanno violato le regole e che alcune di loro si sono scusate. Ma le ragazze sostengono che le autorità scolastiche stiano facendo pressioni affinché non parlino.

    Tre anni fa nel nord dell’India era accaduto un caso simile, con 70 studentesse costrette a spogliarsi da una sorvegliante dopo che lei aveva trovato del sangue sulla porta di un bagno. Nel paese asiatico le mestruazioni sono un taboo e le donne che hanno il ciclo vengono considerate impure e vengono escluse da eventi sociali o religiosi.

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