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    I diritti umani e l’Italia

    La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha bocciato il ricorso dell'Italia sulla procreazione assistita

    Di Michele Teodori
    Pubblicato il 12 Feb. 2013 alle 00:38 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:30

    I diritti umani e l’Italia

    La Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso di non accettare il ricorso con il quale l’Italia ha chiesto il riesame della sentenza con cui la stessa Corte, il 28 agosto dello scorso anno, ha bocciato la legge 40 sulla procreazione assistita.

    La Corte aveva bocciato l’impossibilità per la coppia (fertile) di accedere alla diagnosi preimpianto degli embrioni. La legge impediva a una coppia di avere la certezza che il nascituro fosse sano. Il che è possibile solo con uno screening.

    Con la loro decisione, i giudici hanno reso definitiva la sentenza emessa lo scorso 28 agosto sulla causa Costa-Pavan e hanno di fatto aperto le porte della procreazione medicalmente assistita, nonchè alle diagnosi preimpianto alle coppie affette o portatrici sane di malattie genetiche.

    Una sentenza con cui la Corte ha sancito ”l’incoerenza del sistema legislativo italiano in materia di diagnosi preimpianto”. La legge 40 viola quindi il diritto al rispetto della vita privata e familiare di Rosetta Costa e Walter Pavan, cui lo Stato dovrà versare 15 mila euro per danni morali e 2.500 per le spese legali.

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