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    La Francia contro Francesca Albanese, la replica della relatrice Onu: “Mai detto ciò di cui mi accusano” | VIDEO

    Credit: AGF

    L'accusa di Parigi non trova riscontro nel video pubblicato su X dalla stessa Francesca Albanese

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 12 Feb. 2026 alle 12:06

    Francesca Albanese replica alla Francia che aveva chiesto le sue dimissioni da relatrice Onu perché, secondo Parigi, avrebbe affermato che Israele “è il nemico comune dell’umanità”. Tuttavia in un video pubblicato dalla stessa relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi sul suo profilo X non vi è traccia della frase incriminata. “Sfido tutti a trovare ciò di cui sono accusata di aver detto: che Israele è il nemico dell’umanità. Non l’ho mai detto” ha dichiarato Francesca Albanese replicando alle accuse di Parigi. “Non è assurdo aver semplicemente esercitato la libertà di espressione, la libertà di parola in un contesto di crimini evidenti e pienamente documentati, sui quali ho la responsabilità e l’obbligo di denunciare?” ha aggiunto Albanese.

    Intervenendo all’Assemblea Nazionale di Parigi, il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, aveva dichiarato: “La Francia condanna senza riserva alcuna le parole oltraggiose e irresponsabili della signora Albanese che prendono di mira non il governo israeliano, di cui è consentito criticare la politica, ma Israele in quanto popolo è in quanto nazione”. Barrot aveva quindi affermato che la Francia chiederà le dimissioni di Albanese il prossimo 23 febbraio al Consiglio dei diritti umani dell’Onu.

    Il riferimento è alle parole pronunciate da Francesca Albanese lo scorso sabato all’Al Jazeera forum. Tuttavia, nel video pubblicato su X da Francesca Albanese non vi è traccia delle parole di cui la relatrice Onu è accusata. “Il mio discorso completo all’AJ Forum della scorsa settimana: il nemico comune dell’umanità è sistema che ha reso possibile il genocidio in Palestina, incluso il capitale finanziario che lo finanzia, gli algoritmi che lo oscurano e le armi che lo rendono possibile” ha scritto Francesca Albanese pubblicando il video del suo intervento sui social.

    Questo il discorso integrale di Francesca Albanese: “Abbiamo trascorso gli ultimi due anni ad assistere alla pianificazione e alla realizzazione di un genocidio. Il genocidio non è finito. Il genocidio come distruzione intenzionale di un gruppo in quanto tale è stato chiaramente svelato. E’ stato nell’aria per anni e ora è davanti ai nostri occhi. È stato difficile raccontare il genocidio e Al Jazeera lo sa meglio di chiunque altro nel mondo dei media a causa di tutte le perdite che ha sofferto come media company, ma nessun altro lo conosce bene come gli stessi palestinesi. I palestinesi continuano a narrare il buio della coscienza che è caduto su di loro. Questa è una sfida, il fatto che invece di fermare Israele, la maggior parte del mondo ha armato, fornito alibi e copertura politica, supporto economico e finanziario. Questa è una sfida”.

    E ancora: “Il fatto che la maggior parte dei media nel mondo occidentale abbia amplificato la narrativa pro-Apartheid e genocida è una sfida. E allo stesso tempo qui c’è anche un’opportunità: perché se il diritto internazionale è stato pugnalato al cuore è anche vero che mai prima d’ora la comunità globale ha visto le sfide che tutti noi affrontiamo. Noi non potevamo controllare grandi quantità di capitali finanziari, algoritmi e armi. Noi ora vediamo che come umanità abbiamo un nemico comune e le libertà, il rispetto delle libertà fondamentali è l’ultimo strumento di pace che abbiamo per riconquistare la nostra libertà. Dobbiamo ribellarci, dobbiamo fare la cosa giusta, tutti noi nella nostra sfera individuale come avvocati, giornalisti, educatori, studenti, semplici cittadini, nelle nostre case, abbiamo tutti un compito e questo compito è cambiare le nostre abitudini nelle cose che scegliamo di comprare, di consumare, di leggere, nel modo in cui ci poniamo di fronte al potere”.

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