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    Europa, ascolta i tuoi cittadini

    Credit: Change.org
    Di Paula Peters
    Pubblicato il 15 Mag. 2019 alle 19:02 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:27

    Molta della nostra vita la trascorriamo online. Paghiamo le bollette, ci intratteniamo, parliamo con gli amici, troviamo persino l’amore della nostra vita (se siamo fortunati) grazie ad internet.

    Hai bisogno di qualcosa in particolare? Sicuramente c’è una App che può aiutarti. Non sorprende dunque che nel 2012 la Commissione Europea abbia lanciato uno strumento online per il coinvolgimento attivo dei cittadini dell’Unione Europea.

    L’ICE, abbreviazione di Iniziativa dei Cittadini Europei, avrebbe dovuto consentire a ognuno di chiedere alla Commissione di proporre nuove leggi europee. In teoria, questa è una bella idea, ma – per essere realizzata – almeno sette cittadini maggiorenni residenti in almeno sette diversi stati membri dell’Unione devono riuscire a raccogliere un milione di firme.

    Organizzare i cittadini su questa scala richiede risorse straordinarie: è un compito quasi impossibile. Gli ostacoli alla realizzazione di una ICE di successo sono enormi e insuperabili per tutti, tranne che per quei gruppi della società civile che sono già ben organizzati.

    Le difficoltà insite nei meccanismi dello strumento potrebbero addirittura far pensare che l’ICE sia stata specificamente progettata per ostacolare la partecipazione dei cittadini a livello europeo. Questa iniziativa, nata con le migliori intenzioni, non è riuscita a mobilitare i cittadini in difesa di questioni che stanno loro a cuore, dato che solo il 2 per cento dell’intera popolazione europea ha finora partecipato anche solo ad una di queste raccolte firme. E nessuna di esse, in tutto questo tempo, ha mai condotto a una sola proposta legislativa.

    Eppure, è altrettanto chiaro che i cittadini di tutto il continente desiderano essere coinvolti nell’elaborazione di decisioni che interessano direttamente le loro vite, e per farlo si rivolgono agli strumenti online.

    Questo è un fenomeno che io conosco bene, essendo la responsabile in Europa della più grande piattaforma al mondo per il cambiamento sociale, Change.org.

    Infatti, dal momento del nostro lancio nel 2012, lo stesso anno dell’ICE, oltre 70 milioni di europei hanno firmato petizioni sulla nostra piattaforma, con oltre 14mila nuove petizioni create ogni mese, milioni di firme raccolte e cinque vittorie registrate al giorno.

    L’attività in corso su Change.org dimostra che i cittadini hanno voglia di partecipare. E sembra proprio che questo desiderio si traduca direttamente nelle loro intenzioni di voto: il mese scorso abbiamo chiesto a oltre 135mila utenti di Change.org in Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia quale fosse la loro propensione al voto.

    Il risultato: l’84 per cento degli intervistati afferma di voler andare a votare alle prossime elezioni europee. Il dato per l’Italia è in linea con questa media.

    Gli intervistati hanno risposto anche su quali fossero le priorità da affrontare a livello europeo nei prossimi 5 anni. La risposta è stata chiara: i cittadini vogliono un’Europa più verde e più equa.

    In Italia come negli altri paesi, circa 3 persone su 4 vogliono che la protezione dell’ambiente sia collocata al primo posto dell’agenda del nuovo Parlamento e della nuova Commissione Europea, seguita dalla realizzazione di un sistema economico e fiscale più giusto ed equo e, nel caso specifico dell’Italia, dalla creazione di nuovi posti di lavoro.

    A meno di due settimane dal voto, è arrivato il momento che le Istituzioni Europee e la politica inizino ad ascoltare davvero i cittadini. Proprio in questi giorni, stiamo raccogliendo le risposte di partiti e candidati alle richieste di oltre 1 milione di italiani che si sono uniti al movimento change.org/lamiavoceconta per le Europee.

    Alcuni dei nostri utenti stanno incontrando i loro rappresentanti per discutere di ambiente, economia, lavoro e diritti delle donne e per chiedere impegni solidi e concreti ai loro futuri eletti. Nei prossimi giorni pubblicheremo i primi risultati di questo confronto.

    Ci auguriamo che sempre più persone, dalla società civile alla politica, possano unirsi a questo importante momento di partecipazione democratica. Perché, come ha dichiarato uno degli intervistati durante la consultazione, “l’Unione Europea è la migliore idea che abbiamo avuto in molto tempo. Ma deve servire le persone, e tutti devono contribuire affinché questo accada”.

    È tempo che le Istituzioni europee abbraccino seriamente la partecipazione civica. In realtà non è così difficile, gli strumenti digitali ci sono e sono pronti. Lo sono anche i cittadini. E l’Europa, lo è?

    * L’autrice è Responsabile di Change.org in Europa
    Leggi l'articolo originale su TPI.it
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