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    Il discorso di Trump al mondo musulmano

    Nel suo primo giorno di trasferta a Riad, il presidente americano e re Salman hanno sottoscritto un accordo sulla vendita di armi del valore di 110 miliardi di dollari

    Di TPI
    Pubblicato il 21 Mag. 2017 alle 14:32 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:26

    Nel suo secondo giorno di visita ufficiale in Arabia Saudita, il presidente americano Donald Trump ha pronunciato il tanto atteso discorso al mondo musulmano. L’intervento di Trump da Riad ha avuto luogo nel pomeriggio.

    In una delle frasi contenute nell’atteso discorso emerge l’invito seguente: “Opporsi all’estremismo islamico e ai gruppi del terrore islamico che ad esso si ispirano”.

    E continua così: “Questa non è una lotta tra le diverse fedi, sette o civiltà. Questa è una lotta tra criminali barbarici che cercano di annullare la vita umana e le persone di tutte le religioni che cercano di proteggerla. Questa è una lotta tra il bene e il male”, si legge ancora negli estratti diffusi dalla Casa Bianca. 

    “Dobbiamo restare uniti contro l’uccisione di musulmani innocenti, l’oppressione delle donne, la persecuzione degli ebrei e il massacro dei cristiani. I leader religiosi devono lanciare un messaggio chiaro – ha proseguito Trump – La barbarie non vi porterà nessuna gloria, la pietà al male non vi porterà nessuna dignità. Se scegliete la via del terrore la vostra vita sarà vuota, la vostra vita sarà breve a la vostra anima sarà condannata”.

    Trump ha pronunciato il suo discorso davanti a cinquanta leader musulmani. A dominare è stato pertanto l’appello all’unità nella lotta al terrorismo, e l’invito ai paesi musulmani a combatterlo con determinazione al loro interno, dando la caccia ai miliziani jihadisti e contribuendo a frenare il flusso di ritorno dei foreign fighter in America e in Europa. 

    Il presidente americano ha preso la parola alle 16.35 (ora italiana). Sono stati diversi i temi trattati nel lungo discorso da Trump durato più di mezz’ora. Qui riportiamo i passaggi cruciali: 

    “Oggi inizierà un nuovo capitolo che poterà dei benefici prolungati a tutti i nostri cittadini e tante benedizioni sia al vostro popolo, sia al mio. Sono qui per diffondere un messaggio di amicizia. Per questo ho scelto di fare un viaggio nel cuore della nazione custode dei siti più sacri dell’Islam. Siamo qui per la ricerca della pace e prometto che l’America non imporrà il suo modello di vita, ma solo di cooperazione”, ha esordito il presidente americano ripetendo svariate volte la parola “amicizia e cooperazione”.

    “La nostra – ha sottolineato Trump – è una visione di pace e di prosperità. Il nostro scopo è una coalizione di nazioni impegnate nell’estirpare il terrorismo. Questo summit unico nella storia delle nostre nazioni, rappresenta il simbolo della nostra determinazione condivisa”. 

    Nel lungo discorso, il presidente americano ha citato più volte termini come pace, sicurezza, amicizia fra i popoli e nuovo spirito di ottimismo. “A questo proposito – ha sottolineato Trump – c’è una notizia che voglio condividere con voi, ossia la firma di uno storico accordo con il regno saudita di 400 miliardi di dollari da investire per la creazione di posti di lavoro e nuove opportunità sia in America che in Arabia Saudita”.

    E sulla lotta al terrorismo, Trump è stato piuttosto chiaro: “Non siamo qui per dire agli altri come devono essere, cosa devono fare, o come devono pregare. Ma siamo qui per dire ai paesi musulmani di unirsi nella lotta al terrorismo. I giovani musulmani devono crescere senza l’iodio, e dovranno essere loro gli artefici di una nuova era di prosperità, ha ribadito Trump. “I terroristi non venerano Dio, ma venerano solo la morte. Questa non è una guerra tra diverse fedi, ma una guerra contro criminali barbari, che uccidono le persone innocenti. Si tratta di una battaglia fra il bene e il male”. 

    “Dove è possibile cercheremo riforme graduali e non interventi immediati. L’America cerca la pace e i paesi musulmani devono assumersi una parte della responsabilità in questa lotta. Il primo compito in questo sforzo congiunto è negare un porto sicuro a questi soldati del male”. 

    Sulla lotta all’Isis, Trump ha invocato il taglio dei finanziamenti, citando la firma di un accordo con membri del consiglio di cooperazione dei paesi del Golfo. Non sono mancate le stoccate contro il gruppo estremista Hezbollah in Libano, che il presidente ha definito “terroristico” e soprattutto contro l’Iran. A tal proposito, Trump ha accusato il governo di Teheran di sostenere il regime siriano di Assad e ha invocato contro l’Iran il taglio dei finanziamenti prospettando un futuro isolato per il paese. “Prego che un giorno il popolo iraniano riesca ad avere il governo che merita”, ha concluso il presidente. 

    In vista della visita in Israele in programma per lunedì 22 maggio, Trump ha poi dichiarato che la pace fra israeliani e palestinesi sia possibile”. 

    Il discorso dovrebbe servire a Trump per ricucire i rapporti con il mondo musulmano, alla luce di un gran numero di osservazioni giudicate islamofobiche durante la campagna elettorale, e soprattutto alla luce del divieto per i musulmani (di sette paesi mediorientali) di mettere piede negli Stati Uniti, da lui stesso imposto. 

    Intanto, la prima giornata di visita dell’inquilino della Casa Bianca nel regno saudita si è concluso con la firma di una serie di accordi commerciali del valore di 110 miliardi di dollari. Si tratta del più grande affare sulla vendita di armi mai realizzato nella storia degli Stati Uniti, secondo la Casa Bianca. 

    Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha giustificato questo accordo come necessario per contrastare l’influenza “maligna” dell’Iran, rivale dell’Arabia Saudita per il controllo dell’intera regione. 

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