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    Il discorso di Hollande dopo gli attentati di Parigi

    Il presidente francese François Hollande ha tenuto un discorso al parlamento lunedì 16 novembre, tre giorni dopo gli attacchi a Parigi. Ecco cosa ha detto

    Di Antonella Gugliersi
    Pubblicato il 16 Nov. 2015 alle 13:30 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:31

    Il presidente francese François Hollande ha tenuto un discorso al parlamento in seduta comune – Senato e Assemblea Nazionale – lunedì 16 novembre 2015, in seguito agli attacchi di Parigi. Ecco i punti principali del suo discorso:

    – “La Francia è in guerra”

    – “La Repubblica distruggerà il terrorismo”

    – Hollande chiede una modifica della Costituzione per rendere più efficace la lotta al terrorismo

    – Verranno creati 5mila nuovi posti di lavoro all’interno dei corpi della polizia e non ci saranno tagli alla spesa militare fino al 2019

    – “Colpiamo i terroristi in Iraq per garantire al nostro Paese di rinascere”

    – Questo comporterà un aumento della spesa pubblica, che però è necessario perché la sicurezza è più importante delle regole del budget europeo

    – “La Siria è diventata la fabbrica del terrorismo più grande che il mondo abbia finora conosciuto”

    – “In Siria cerchiamo una soluzione politica perché Assad non può risolvere la situazione… Non dobbiamo contenere questa minaccia, dobbiamo distruggerla”.

    – “La Francia intensificherà i raid aerei in Siria, che è il luogo da dove sono stati pianificati gli attentati di Parigi”

    – Hollande ha proposto di estendere lo stato d’emergenza proclamato a livello nazionale per altri tre mesi

    – Le vittime degli attentati di Parigi provenivano da 19 nazioni diverse

    – Hollande incontrerà presto Obama e Putin

    Il discorso completo del presidente francese Hollande al Congrès des Parliamentaires 

    La Francia è in guerra. Gli attacchi di venerdì sono degli atti di guerra e costituiscono un’aggressione contro il nostro Paese, contro i nostri valori, contro le nostre virtù, contro la nostra libertà.

    (…)

    I terroristi credono che il popolo libero possa essere impressionato dall’orrore

    (…)

    Ma la Repubblica francese non si ferma.

    Siamo in una guerra di civiltà, siamo in una guerra contro i terroristi jihadisti che minacciano il mondo intero, non soltanto la Francia.

    Quello che dobbiamo fare per affrontare questa grande situazione non si può quantificare. Ovviamente dobbiamo andare avanti in questo periodo così difficile, così pesante, per il quale i nostri cittadini hanno sofferto. Chiedo a tutti i nostri compatrioti di dare prova della nostra virtù.

    Oggi il nostro Paese è in cordoglio, pensiamo alle persone che sono state uccise nelle strade di Parigi e nella banlieue, pensiamo alle loro famiglie che conoscono il dolore, pensiamo alle centinaia di giovani, ragazzi e ragazze, che son stati traumatizzati dagli attacchi. Alcuni stanno ancora combattendo per le loro vite.

    (…)

    Voglio rendere omaggio alle forze dell’ordine che si sono impegnate per assicurare la sicurezza del nostro Paese (…) il coraggio di questi poliziotti che hanno fatto il possibile per liberare gli ostaggi del Bataclan. Senza il loro intervento molti più ostaggi sarebbero probabilmente stati uccisi.

    (…)

    La Francia intera è stata colpita sotto diversi punti: cultura, sport, libertà.

    (…)

    Le vittime sono di 19 nazionalità.

    Da ieri sera ho ricevuto tantissimi messaggi di solidarietà. Ho visto tantissime bandiere francesi in tutto il mondo. La Francia è una luce per l’umanità e quando succedono eventi di questo tipo il mondo si unisce.

    (…)

    Gli atti sono stati pianificati in Siria, organizzati in Belgio. Questi attentati hanno un obiettivo ben preciso, ovvero seminare la paura per bloccare la nostra lotta al terrorismo. Siamo di fronte a un’organizzazione che ha delle capacità militari e risorse finanziarie.

    Dall’inizio dell’anno quest’organizzazione si è sposata a Parigi, in Tunisia, in Egitto, in Libano, in Arabia Saudita, in Turchia, in Libia e ogni giorno compie massacri.

    (…)

    Parlo ai nostri alleati americani che hanno contribuito a quest’operazione: continueremo questa collaborazione proprio per combattere il terrorismo. La portaerei Charles De Gaulle partirà giovedì verso il Mediterraneo orientale. Aumenteremo le capacità militari.

    Le persone che hanno fatto gli attentati devono sapere che la risposta della Francia sarà immediata.

    (…)

    Quindi è fondamentale andare avanti. Noi colpiamo i terroristi in Iraq proprio per garantire a questo Paese di rinascere. In Siria cerchiamo una soluzione politica perché Assad non può risolvere la situazione. (…)

    Non dobbiamo semplicemente contenere questa minaccia, dobbiamo distruggerla.

    (…)

    La Siria è diventata la più grande fabbrica di terroristi riconosciuta in tutto il mondo e la comunità internazionale ha constatato tutto questo.

    Dobbiamo combattere come Francia, (…) bisogna anche unire tutti i Paesi che possono essere in grado di combattere quest’organizzazione, dobbiamo creare una coalizione internazionale. Incontrerò in questi giorni i presidenti Putin e Obama per discuterne.

    (…)

    La Francia parla a tutti, dobbiamo unirci in Europa.

    (…)

    Non si tratta solo di dare protezione alle frontiere, la Francia è la prima con la Germania, sono i due Paesi che si stanno confrontando sulla questione dei rifugiati.

    L’Europa non controlla le frontiere esterne.

    (…)

    Le idee che aiuteranno la Francia ad andare avanti sono il controllo delle frontiere e l’avere un piano che garantisca il blocco dei terroristi in Europa.

    (…)

    Sul nostro suolo ci sono degli individui che vogliono portare avanti la radicalizzazione, bisogna combatterli in Siria e in Iraq perché creano delle piccole isole nelle quali queste persone si formano. Dobbiamo combattere questi atti terroristici.

    Sappiamo quello che è accaduto, i dettagli, che cos’è quest’organizzazione e che cosa sta preparando. Chiediamo di difenderci all’interno dei nostri confini.

    (…)

    Dobbiamo controllare tutto il territorio.

    Se l’Europa non è in grado di controllare i suoi confini esterni, dovrebbero essere ristabiliti i confini nazionali.

    Questo porterebbe allo smantellamento dell’Unione europea.

    (…)

    La democrazia ha la capacità di reagire, bisogna resistere all’oppressione. In base a questi principi dobbiamo garantire la sicurezza dei cittadini.

    (…)

    Bisogna stilare un decreto legge per fare in modo che nei prossimi tre mesi venga garantito lo stato d’urgenza. La legge dello stato d’urgenza dev’essere conforme (…) è degli anni 50, dobbiamo modificarla.

    (…)

    Le perquisizioni servono per sventare futuri atti terroristici.

    (…)

    Vi invito a votare questa legge. Dobbiamo agire con urgenza. Dobbiamo modificare la nostra Costituzione, dobbiamo lottare contro i terroristi di guerra.

    Dobbiamo adattare le nostre funzioni, le nostre leggi alla situazione attuale.

    Siamo in guerra.

    Ma questa guerra ha un nuovo avversario e quindi abbiamo bisogno di un regime costituzionale che sia in grado di gestire la situazione attuale.

    Dobbiamo modificare l’articolo 36 della Costituzione francese, dobbiamo garantire e sostenere lo stato d’urgenza.

    È fondamentale avere le condizioni all’interno delle quali agire. Le consultazioni iniziate nel 2007 devono esser riprese.

    (…)

    Ci sono persone della nostra stessa cittadinanza che potrebbero esser state coinvolte.

    La conformità di questa proposta è fondamentale, è fondamentale anche un impegno internazionale.

    (…)

    Noi cercheremo di fare il possibile per modificare la Costituzione affinché atti terroristici di questo tipo non avvengano mai più.

    (…)

    Chiedo al primo ministro di preparare questa revisione con voi nel più breve tempo possibile.

    (…)

    Ho allungato ed esteso lo stato d’urgenza per 3 mesi, (…) è fondamentale andare avanti e risolvere questa questione.

    (…)

    Le pene saranno irrigidite davanti alla violenza del terrorismo. Dev’essere legittimato l’uso della violenza da parte delle forze armate. (…) Saranno leggi anti terrorismo che ci aiuteranno a rafforzare il nostro sistema.

    Sono cosciente del fatto che dovremo aumentare ancor di più tutti i mezzi a nostra disposizione.

    Se siamo in guerra non dobbiamo semplicemente usare testi di qualche anno fa.

    (…)

    Ho chiesto l’aumento a 10mila delle forze di polizia, ciò ci aiuterà ad affrontare meglio la situazione. Ci permetterà di rafforzare le forze di sicurezza interne.

    Dovrà essere possibile controllare le frontiere, verranno stanziate mille persone in più alle dogane, avverrà il controllo delle frontiere francesi.

    Ho scartato la possibilità di diminuire la presenza dell’esercito, l’esercito è fondamentale.

    Ci saranno delle modifiche (…) il patto di sicurezza verrà portato nel patto di stabilità.

    (…)

    Chi ha attaccato questo Paese non l’avrà vinta, non ci impediranno di vivere come abbiamo deciso di vivere, pienamente, liberamente. Avrete dimostrazione di questo.

    (…)

    Alle persone che sono rimaste ferite ma che hanno tutto il diritto di dire che dobbiamo continuare a lavorare, a uscire, a vivere, a influenzare il mondo.

    Ecco perche tutti i grandi eventi saranno mantenuti e rappresenteranno momenti di speranza e solidarietà.

    (…)

    Noi sradicheremo il terrorismo

    (…)

    La Francia va avanti. Il terrorismo non la distruggerà, la Repubblica distruggerà il terrorismo.

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