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    Cosa sta succedendo a Londra

    Due uomini hanno aggredito e ucciso una persona a colpi di machete. Ora il Regno Unito teme la matrice terroristica

    Di Nicolas Lozito
    Pubblicato il 23 Mag. 2013 alle 15:40 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:48

    Alle 14.20 di mercoledì 22 maggio, nel quartiere del sud-est londinese Woolwich, due uomini ne hanno aggredito un altro, uccidendolo a colpi di machete. Secondo il premieri inglese David Cameron ci sono “forti segnali” che si sia trattato di un atto terroristico. La polizia sta effettuando le indagini. Ecco cosa sta succedendo a Londra.

    24/5 ore 10.45 – Nella giornata di ieri e nella notte sono emerse nuove informazioni sull’omicidio a Woolwich di mercoledì pomeriggio.

    Innanzitutto l’identità della vittima. Lee Rigby, 25enne di Manchester, tamburino della banda, che ha servito l’Esercito in «Afghanistan, Germania e Cipro» come dichiarato dal suo stesso Comandante.

    Molte notizie poi sono accavallate per quanto riguarda origine e identità degli aggressori. Michael Adebolajo e Michael Adebowale il loro nome, 28 e 22 anni, entrambi di Londra ma di quartieri diversi. Fonti interne al governo hanno confermato alla stampa che i servizi segreti britannici già conoscevano i loro nomi già da 8 anni, sembrerebbe, e questo ovviamente ha fatto piovere molte critiche sui mancati controlli. Speculazioni mediatiche hanno attribuito loro origini nigeriane e un passato da cristiani poi convertiti all’Islam. Le forze di polizia e di intelligence però stanno ancora indagando e non hanno dichiarato nulla di completo, per ora.

    Nel frattempo il Daily Mirror ha pubblicato in esclusiva il video di una telecamera di sicurezza che mostra gli agenti di polizia arrivare sul luogo del delitto e sparare ai due aggressori. Si sentono otto esplosioni durante l’azione. Una commissione atta a rivedere le azioni della polizia ha visionato il filmato ha specificato che due poliziotti hanno sparato con la pistola mentre un terzo ha usato un Taser e che l’azione ha rispettato le regole di ingaggio tipiche della polizia.

    Sentito dalla BBC, Richard Barrett –ex MI-6 (l’intelligence britannica)– ha descritto come “enormemente difficile” la possibilità di fermare in anticipo atti del genere. «Quando una persona che esprime visioni radicali, che entra in gruppi radicali, si trasforma in un violento estremista? – si è chiesto – Trovare i segnali è enormemente difficile».

    23/5 ore 18.15 – Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha appena ufficializzato il nome della vittima. Si tratta di Lee Rigby, 25 anni, originario di Manchester. Batterista della banda, apparteneva al 2° Battaglione del Reggimento Reale dei Fucilieri. La foto, rilasciata anche questa del Ministero, è qui.

    23/5 ore 16.00 – Ha parlato di nuovo il primo ministro Cameron da Downing Street, in una conferenza stampa organizzata al termine della riunione del comitato di sicurezza nazionale. «Quello che è accaduto ieri ci ha disgustato tutti», ma «oggi i nostri pensieri vanno alla vittima e alla sua famiglia. Abbiamo perso un soldato coraggioso».

    Ci sono “ancora dei limiti” a quello che Cameron può dire ai cittadini e alla stampa, ma alcune cose sono “molto chiare”: «Primo, questo paese sarà fermamente risoluto nel contrastare l’estremismo e il terrore. Non ci arrenderemo mai al terrore o al terrorismo in nessuna delle loro forme. Secondo, tutte le comunità del Regno Unito sono state colpite da questo attacco. Non è solo stato un attacco alla Gran Bretagna e al nostro stile di vita inglese, ma è stato anche un attacco all’Islam e alle comunità musulmane che danno così tanto a questo Paese. Non c’è nulla nell’Islam che giustifichi questo atto».

    Il premier ha poi concluso spiegando che “uno dei migliori modi per sconfiggere il terrorismo è quello di vivere le nostre vite normali. Questo è quello che dobbiamo fare oggi”. Gli ha risposto a distanza il leader dell’opposizione Labour, Ed Miliband, dichiarando che «siamo una nazione unita, non divisa. Chiunque provi a dividerci non ce la farà».

    In mattinata poi, c’è stata una perquisizione di una casa a Saxilby, nel Linconshire (a quasi 200km da Woolwich), e secondo alcune fonti l’abitazione sarebbe connessa all’omicidio di ieri. Secondo altre fonti, riportate anche dalla BBC, si conoscerebbe già l’identità di uno dei due presunti aggressori e il nome sta circolando. Fonti anonime governative affermano ai media che l’uomo era già noto alle forze dell’ordine per precedenti crimini. Ancora nulla è stato confermato ufficialmente dalle autorità. 

    La scena del delitto, che è stata visitata anche da Cameron e dal sindaco di Londra Boris Johnson, è stata cinturata ed è continuamente sottoposta a indagini e analisi.

    23/5 ore 12.10 – La polizia ha confermato che la vittima era un soldato. Il nome non è stato ancora rivelato, in attesa di un ufficiale riconoscimento.

    23/5 ore 10.00 – Ancora molti dubbi e poche conferme sull’uccisione di una persona a colpi di machete e coltelli avvenuta ieri pomeriggio a Woolwich, Londra, per mano di due aggressori. Nella notte, infatti, si sono accumulate le versioni e le testimonianze, ma nessun ufficio del governo o delle forze dell’ordine ha rivelato nuovi particolari sulla vicenda.Nonostante ciò, alcune fonti anonime interne al governo avrebbero confermato l’identità della vittima, che sarebbe un membro delle forze armate. Nessuna dichiarazione ufficiale è ancora arrivata. Altri dettagli, foto e video macabri sulla e della scena sono stati descritti dai numerosi testimoni oculari e riportati sulla stampa. Si conferma la ferocia dell’atto, iniziato con l’arrivo in auto dei due –che avrebbero investito o colpito la vittima– e la successiva aggressione con coltelli e altre lame. I due poi sono stati visti intenti a discutere con i passanti, apparire in video e foto e incitarsi a vicenda con frasi legate alla religione islamica. La polizia è arrivata circa venti minuti dopo e li ha trovati lì. Dopo averli feriti sparandogli li hanno fermati e portati in due diversi ospedali.

    Alle nove ora locale di ieri sera, inoltre, nei pressi della scena del delitto si è tenuta una manifestazione improvvisata della English Defence League, un movimento nato tra i gruppi hooligan inglesi in dichiarato contrasto con il fondamentalismo islamico. La manifestazione è partita all’annuncio del leader della EDL, Tommy Robinson, che ha chiesto su Twitter che «si scendesse in strada». Ci sono stati dei momenti di tensione tra i manifestanti e le forze dell’ordine, con scontri e schermaglie che sono stati poi contenuti.

    Oggi in mattinata è attesa la riunione del Cobra, il comitato di sicurezza nazionale, che verrà presieduta dal Primo Ministro Cameron, di ritorno nella notte da Parigi. È aperta la pista della matrice terroristica, da subito paventata da Cameron e il suo gabinetto; ma niente è ancora escluso. Quando si concluderà si potranno aggiornare i dettagli. La polizia, inoltre, nelle prossime ore rilascerà alla stampa il nome della vittima.

    22/05 ore 21.30 – Questo pomeriggio, alle 14.20, nel quartiere del sud-est londinese Woolwich due uomini ne hanno aggredito un altro, uccidendolo a colpi di machete. Non c’è ancora null’altro di accertato sull’accaduto. Stando però alle parole del primo ministro inglese David Cameron, che ha appena parlato da Parigi durante una conferenza stampa, ci sono “forti segnali” che si sia trattato di un atto terroristico.

    Uno dei due aggressori è apparso davanti a una telecamera poco dopo l’accaduto con ancora in mano il machete e ha espresso queste parole: “Giuriamo sull’onnipotente Allah che non ci fermeremo mai nel combattervi. Chiedo scusa a quelle donne che hanno dovuto assistere oggi, ma nella nostra terra le donne devono guardare le stesse cose. Voi non sarete mai sicuro. Sbarazzatevi del vostro governo, a loro non interessa nulla di voi”. Il video è stato poi mandato in diretta dalla Itn ed è stato anche caricato online. Testimoni oculari sentiti da tv e stampa locale hanno riportato anche altri dettagli: gli aggressori sarebbero arrivati in auto e dopo l’aggressione avrebbero incitato la folla a documentare la scena, parlando con più persone nella zona.

    I due aggressori sono stati poi fermati dalla polizia,  e ora sono stati trasportati in due ospedali londinesi dopo essere stati feriti dai colpi di arma da fuoco delle forze dell’ordine, come confermato dalla stessa polizia. Uno dei due, riporta la Bbc, è in condizioni gravi.

    Nessuna fonte ufficiale ha ancora confermato l’identità della vittima, ma secondo i media che stanno seguendo la vicenda, si potrebbe trattare di un militare.

    David Cameron tornerà in serata a Londra e domani mattina si terrà l’incontro del comitato per le emergenze legate alla sicurezza nazionale, il cosiddetto Cobra, come dichiarato nel pomeriggio dal segretario di Stato per gli Affari Interni, Theresa May.

    Nella serata si sono susseguite diverse dichiarazioni ufficiali sull’accaduto: il Muslim Council of Britain ha condannato l’atto ‘barbarico’ specificando che “non ha nessun fondamento nei dettami dell’Islam”. Il sindaco di Londra, Boris Johnson, ha parlato di un “atto di violenza malato e imperdonabile” e che se fosse confermata la matrice terroristica “i londinesi sapranno reagire e continuare nelle loro vite”.

    Ha parlato di nuovo anche il ministro May, dopo aver presieduto l’incontro serale del comitato Cobra: «È stato un atto barbarico, ma ci sono forti indicazioni che si sia trattato di un atto terroristico. Un attacco che ha colpito tutti i cittadini del Regno Unito». Ha poi aggiunto che la sicurezza all’interno e intorno a Londra è stata rafforzata. Ha concluso sottolineando che atti del genere «non finiranno impuniti». Nessuna conferma, né smentita, è invece arrivata sull’origine degli aggressori o sull’identità della vittima.

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