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    Perché migliaia di ucraini stanno protestando a Kiev

    Oleg Pereverzev/NurPhoto AFP

    Migliaia di persone chiedono l'impeachment del presidente Petro Poroshenko per la deportazione dell'oppositore Mikhail Saakashvili

    Di Noemi Valentini
    Pubblicato il 19 Feb. 2018 alle 11:16 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:35

    Domenica 18 febbraio 2018  le strade di Kiev sono state inondate da migliaia di persone che chiedevano l’impeachment per il presidente ucraino Petro Poroshenko, in sostegno dell’ex presidente georgiano Mikhail Saakashvili.

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    La protesta, sfociata in scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, arriva all’apice di una settimana di tensione crescente. Lunedì 12 febbraio 2018 infatti Saakachvili, fiero oppositore di Poroshenko, è stato arrestato in un ristorante di Kiev e deportato in Polonia.

    Il giorno seguente, durante una conferenza stampa a Varsavia, l’ex leader georgiano ha raccontato di essere stato bendato e caricato in tutta fretta prima su un furgone e poi su un elicottero, fino all’aeroporto internazionale di Kiev da cui è stato costretto ad imbarcarsi.

    Le forze dell’ordine ucraine hanno motivato l’azione, che a quanto dichiarano si è svolta nel rispetto delle procedure legali, spiegando che Saakashvili risiedeva in Ucraina illegalmente.

    La cittadinanza ucraina gli era effettivamente stata revocata all’inizio del 2017, dopo essergli stata concessa per permettergli di candidarsi alla carica di governatore di Odessa.

    Saakashvili, presidente georgiano dal 2004 al 2013, divenne governatore mentre era ancora in buoni rapporti col presidente ucraino, di cui è poi diventato uno dei più convinti critici.

    Al momento fronteggia numerose accuse in diversi stati: il suo esilio in Ucraina nasceva dalla sua imputazione per più di un reato in Georgia, tra cui quella di aver illegalmente assolto un poliziotto accusato di omicidio, accuse che stando alle sue dichiarazioni hanno radici unicamente politiche.

    La sua deportazione in Polonia è avvenuta una settimana dopo che una corte di Kiev ha rifiutato il suo appello contro l’estradizione in Georgia, dove lo aspetterebbero tre anni di carcere.

    Kiev lo accusa inoltre di aver tentato di organizzare un colpo di stato insieme agli alleati dell’ex presidente ucraino filo-russo Viktor Yanukovych, cosa che Saakashvili nega categoricamente.

    Nonostante le accuse e le misure prese contro di lui, l’ex governatore ha continuato a sfidare il governo, organizzando frequenti proteste chiedendo che Poroshenko si dimettesse.

    Nel dicembre 2017, per esempio, era stato arrestato mentre minacciava di buttarsi da un tetto lanciando insulti al presidente ucraino.

    Le tensioni tra i due si sono intensificate alla fine del 2016 con le dimissioni di Saakashvili, che aveva accusato l’avversario di rallentare il processo di riforme, annunciando contemporaneamente che avrebbe dato vita a un proprio partito d’opposizione.

    Il video dell’arresto di lunedì 12 febbraio, pubblicato sul profilo Facebook dell’ex presidente georgiano la sera stessa, mostra l’irruzione delle forze dell’ordine nel locale e i vani tentativi di resistenza di Saakashvili.

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