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    Come hanno votato gli americani

    Gli opinion poll di Reuters/Ipsos evidenziano la distribuzione del voto delle presidenziali secondo i differenti indicatori demografici

    Di TPI
    Pubblicato il 10 Nov. 2016 alle 17:12 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:24

    La vittoria a sorpresa di Donald Trump è arrivata al termine di una campagna elettorale segnata da un utilizzo poco ortodosso dei social media, da una presenza televisiva costante al di là degli spot elettorali e un’abilità incredibile a contornarsi di controversie che hanno fatto parlare di lui, senza tuttavia scalfirlo nelle preferenza dell’elettorato.

    “Un candidato imperfetto con un messaggio quasi perfetto: credo che in molti esperti non abbiano compreso questo”, ha commentato Ford O’Connell, un membro dello staff della campagna elettorale di Trump. Perfetto almeno per raggiungere quella parte dell’elettorato necessaria a portarlo alla Casa Bianca.

    Secondo gli opinion poll rilasciati da Reuters/Ipsos all’indomani del voto, sei americani su 10 sostengono di essere contrari alla direzione verso cui sta andando la nazione. Il 58 per cento sostiene di non identificarsi con quello che gli Stati Uniti sono diventati e il 75 per cento ha dichiarato di volere una nazione guidata da un leader forte che ridia agli Stati Uniti il benessere del passato.

    A portare Trump alla Casa Bianca è stata soprattutto la classe media bianca che vive nelle aree rurali. Il 56 per cento degli elettori bianchi ha votato per Trump, mentre Clinton ha ottenuto solo il 39 per cento tra questi elettori.

    Ecco, in base agli opinion poll di Reuters/Ipsos, come si è diviso il voto degli americani per categorie di elettori. In rosso, gli elettori di Trump e in blu quelli di Hillary Clinton: 

    Aree rurali/aree metropolitane

    Trump è riuscito a sfondare tra l’elettorato delle aree rurali tradizionalmente repubblicane, dove ha ottenuto il 62 per cento dei voti, ma anche a conquistare gli operai delusi per come è gestito il sistema manifatturiero, spaventati dai mutamenti demografici e dall’immigrazione.

    Trump ha lavorato sulle divisioni: la ‘rust bell’, gli stati industriali (siderurgia e automobili) del Midwest contro la ‘sun bell’, gli stati della California e Arizona (informatica, new economy). Basti pensare che per la prima volta dal 1988 il candidato repubblicano è riuscito ad aggiudicarsi lo stato della Pennsylvania grazie al voto degli operai.

    Nelle aree metropolitane, invece, ha vinto leggermente Hillary Clinton con il 59 per cento, un vantaggio che tuttavia si è rivelato insufficiente per garantirgli la vittoria negli stati in bilico.

    Titolo di studio

    Hillary Clinton contava di guadagnare il sostegno delle classi più educate, tuttavia c’è stato un sostanziale pareggio tra gli elettori con una laurea, mentre tra coloro che hanno almeno un diploma di scuola superiore il 51 per cento degli elettori ha scelto Donald Trump.

    Insomma, il sostegno delle classi più educate ad Hillary Clinton non c’è stato, se non in misura ridotta e marginale, mentre nel partito repubblicano abbiamo assistito a un cambiamento epocale per un partito in passato associato con l’establishment.

    Obama invece nel 2012 ottenne consensi trasversali tra le classi sociali ed ebbe un consenso superiore del 2 per cento rispetto a Romney tra gli elettori che non avevano la licenza media superiore.

    Under 30

    Gli elettori di età compresa tra i 18 ei 29 anni favoriscono Clinton rispetto a Trump (57 per cento contro 32 per cento), secondo una media degli ultimi due sondaggi nazionali del Washington Post e ABC News. Tra gli elettori con più di 45 anni, invece, il 53 per cento ha scelto Donald Trump. Ma entrambi i candidati polarizzano i giovani americani, così come il resto della popolazione. Il 72 per cento aveva dichiarato di avere una visione negativa di Trump, mentre il 49 per cento ha detto lo stesso di Clinton.

    La stragrande maggioranza (il 68 per cento) afferma di essere insoddisfatta della scelta tra Clinton e Trump: secondo loro nessuno dei due presidenti ha la giusta percezione delle loro esigenze, quindi l’astensione, in attesa dei dati definitivi sull’affluenza potrebbe essere stato un fattore determinante che ha impedito a Hillary di conquistare abbastanza voti tra i giovani per vincere.

    Donne

    Hillary Clinton ha ottenuto il voto delle donne, ma con un margine inferiore a quello che aveva permesso ad Obama di sconfiggere Romney nel 2012: Hillary ha ottenuto il 49 per cento del voto femminile contro il 47 per cento di Trump. Tra le donne con età compresa tra 18 e 34 anni, il 55 per cento ha votato Clinton e il 38 per cento Trump. Nel 2012, il 62 per cento votò Obama e il 36 per cento Romney.

    Nonostante alcuni sondaggi avessero predetto un crollo disastroso delle preferenze di Trump tra l’elettorato femminile, questo non è accaduto. Tra le elettrici del partito repubblicano, la fedeltà di partito ha prevalso sull’irritazione per i comportamenti di Trump. Inoltre, le frange più conservatrici dell’elettorato femminile repubblicano, contrarie a Trump, si sono astenute impedendo a Hillary il sorpasso.

    Reddito

    Le classi sociali più povere (sotto i 30mila dollari all’anno), hanno votato per Hillary Clinton, ma anche in questo caso in misura insufficiente per garantirgli l’accesso alla Casa Bianca. Tra gli elettori con un reddito di 50mila dollari fino ai ricchi con più di 250mila dollari all’anno, è sempre passato in vantaggio Donald Trump. 

    Minoranze (afroamericani, ispanici, asiatici)

    Secondo le rilevazioni Reuters/Ipsos, la popolazione ispanica (in crescita negli Usa: sono il 17,6 per cento degli abitanti, rispetto al 12 per cento del 2012) ha votato in massa a favore di Hilary Clinton (66 per cento Clinton, contro il 28 per cento di Trump).

    Il supporto tra gli asiatici, invece, è stato del 65 per cento, mentre tra gli afroamericani è arrivato all’89 per cento. Obama ottenne nel 2012 il 90 per cento tra gli afroamericani, il 70 per cento tra gli ispanici e il 67 per cento tra gli asiatici. Le percentuali leggermente inferiori di Clinton non le hanno consentito di contrastare il successo tra l’elettorato bianco e anziano del candidato repubblicano.

    Elettorato evangelico bianco

    Sono state smentite le previsioni di quanti sostenevano che Trump avesse perso l’appoggio a causa delle polemiche sulla sua condotta sessuale di questo bacino elettorale fondamentale per i repubblicani. Così non è stato: il 76 per cento degli evangelici ha votato Trump (percentuale simile a quanti votarono nel 2012 il mormone Romney) e solo il 20 per cento Clinton.

    * Il sondaggio Reuters/Ipsos è stato fatto su un campione di 45mila elettori suddivisi in base ai vari indicatori demografici.

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