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    La nuova edilizia sociale cilena: case costruite per metà

    Le mezze unità abitative possono essere completate a piacimento dei residenti, questa l'innovativa idea dell'architetto Alejandro Aravena

    Di TPI
    Pubblicato il 18 Giu. 2016 alle 15:26 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 11:04

    Dopo che nel 2010 un terremoto e uno tsunami hanno distrutto buona parte di Constitución, nel sud del Cile, l’architetto Alejandro Aravena ha deciso di sviluppare un nuovo concetto di edilizia sociale.

    Sono state costruite 9mila case-a-metà, mezze unità abitative che ciascuna famiglia può decidere come (e quando, magari per gradi) completare.

    Ognuna di queste case parte da una superficie di 57 metri quadri che può essere allargata fino a 85 metri quadri.

    L’idea di Aravena permette di coniugare l’edilizia sociale, nella quale i residenti non hanno alcuna voce in capitolo, con l’autonomia e in qualche modo la creatività costruttiva tipica delle baraccopoli.

    Oltre a creare un’abitazione che rispecchi le esigenze di ciascun nucleo familiare, questa sorta di edilizia sociale 2.0 permette ai proprietari delle case di veder aumentare il valore del proprio immobile.

    Il video del Guardian:

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