«Spremere i proprietari di immobili e corteggiare i costruttori». Questa, secondo la rivista britannica The Economist, è la formula adottata da Zohran Mamdani, sindaco socialista democratico di New York, per risolvere la crisi abitativa nella Grande mela. Dopo aver presentato un piano decennale per costruire 200mila appartamenti a prezzi accessibili, anche tramite la ristrutturazione di case popolari, la sua amministrazione ha imposto un blocco degli aumenti degli affitti a canone calmierato, iniziato questo mese, e ha esortato gli inquilini a organizzarsi per tenere assemblee volte a contestare le «truffe sugli affitti».
Anche il programma del partito tedesco Die Linke, che a settembre ha trionfato alle elezioni di Berlino, punta a costruire nuove case a prezzi accessibili, concentrandosi però sull’intervento pubblico piuttosto che sui costruttori privati. Il programma, che ha portato il movimento erede del Partito Socialista Unificato (Sed) della Germania Est, a ottenere più del doppio delle preferenze dei socialdemocratici del Spd, promette di congelare gli affitti per un anno, per poi a limitare gli aumenti all’1 per cento, e a imporre riduzioni ai canoni che superano del 20 per cento la media locale, oltre a frenare gli affitti brevi a scopo turistico nei complessi residenziali e a offrire gli appartamenti che si liberano in centro a coloro che hanno diritto all’edilizia sociale.