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    Caro euroscettico, vuoi davvero distruggere questa Europa?

    La lettera aperta di Massimiliano Fanni Canelles, presidente di Auxilia Onlus e direttore del mensile SocialNews, a tutti gli antieuropeisti

    Di Massimiliano Fanni Canelles
    Pubblicato il 16 Mar. 2017 alle 16:32 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:16

    Ho deciso di scrivere una lettera aperta. Mi rivolgo ai popoli dell’Europa intera, al popolo dell’Unione europea e, in particolare modo, agli euroscettici. Vi stupirà, forse, ma sento l’esigenza di parlare a chi contesta il modo in cui l’Unione europea è tenuta insieme e in cui governa sui territori.

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    Facciamo finta, per un istante soltanto, di essere tutti parte di un unicum, dotato di un solo governo, di vivere in un’Europa veramente unita. Immaginiamo che esista un organismo composto di stati confederati, guidati da un’unica politica, sia per quanto riguarda le problematiche interne che i rapporti con gli stati esteri. Come valutereste, in quel caso, un’ingerenza nei propri affari da parte di altri governi intenti a distruggere il vostro? Lo considerereste forse spionaggio, addirittura tradimento? Come verrebbero valutate le azioni e posizioni di personaggi finalizzate a distruggere le amministrazioni vigenti? Tentativi di colpo di stato? Perché, nel caso non ve ne foste resi conto, questo sta avvenendo in Europa in questo momento.

    Oggi l’Unione europea è, di fatto, un’unione economica e politica, unica nel suo genere. Quella che era nata come una comunità economica si è evoluta, con il tempo, in un’organizzazione attiva in molti settori, dal clima all’ambiente, dalla salute alle relazioni esterne, e dalla sicurezza alla giustizia e all’immigrazione. L’Unione europea si fonda sul principio dello stato di diritto: tutti i suoi poteri riposano cioè su trattati liberamente e democraticamente sottoscritti dai paesi membri. L’Ue è, inoltre, governata secondo il principio della democrazia rappresentativa, grazie a cui i cittadini eleggono in maniera diretta gli europarlamentari e per cui gli stati membri hanno spazio e opportunità di agire nel Consiglio europeo e nel Consiglio dell’Ue.

    Come se non bastasse, caro antieuropeista, nel 2012, l’Ue ha vinto il premio Nobel per la pace per aver contribuito alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani in Europa che per secoli è stata teatro guerre fratricide e terribili massacri.

    Grazie alla moneta unica e all’abolizione dei controlli alle frontiere tra i paesi membri, i cittadini possono oggi circolare liberamente in quasi tutto il continente. Il mercato unico o mercato “interno”, che permette la libera circolazione di beni, servizi e capitali, è il principale motore economico dell’Ue nonché ciò che la fa grande di fronte a potenze come gli Stati Uniti, la Russia o la Cina.

    Bene, sappiate che gli Usa di Trump e la Russia di Putin temono la nostra Unione europea, sia perché è il loro principale competitor in ambito commerciale in Asia e in ambito geopolitico in Medio Oriente, sia per la forza economica del suo complesso e il livello di benessere in cui noi viviamo.

    Sì, vi do una notizia sconcertante, viviamo nel benessere: negli Usa ci sono zone in cui le condizioni di vita sono paragonabili a quelle dei paesi in via di sviluppo, l’istruzione e la salute sono “cose per soli ricchi”. La Russia, invece, è governata solo apparentemente in modo democratico, ma in realtà c’è un dittatore che ha messo a tacere ogni opposizione e la popolazione teme di potersi esprimere liberamente. Paradossalmente, Vladimir Putin fa proseliti più facilmente all’estero che in terra natia.

    Vogliamo parlare di alcune zone dell’Asia dove le malattie causate dall’inquinamento dell’aria e dell’acqua hanno causato un calo della speranza di vita alla nascita? Oppure potremmo scegliere di vivere nei paesi arabi dove le donne hanno pochi diritti. Aspettate, c’è anche l’Africa: provate a scegliere uno stato e poi confrontiamo la loro qualità di vita con la nostra. Magari potremmo vivere nella Repubblica Democratica del Congo dove i bambini sono relegati fino alla morte nelle fosse di tallio e cobalto per estrarre i superconduttori che servono alla nostra industria supertecnologica e per produrre i nostri smartphone.

    C’è, infine, l’America Latina, evoluta ma pericolosa. Pensiamo al Messico dove per evitare le aggressioni delle baby bande del narcotraffico è rischioso uscire la sera ed è meglio recintare di mura impenetrabili le proprie abitazioni. Pensiamo all’Argentina da cui è partito il movimento femminista Ni una menos per dire basta ad ogni forma di violenza contro le donne.

    Di fatto, se escludiamo il Canada di Justin Trudeau e l’Australia non esistono luoghi al mondo dove si vive meglio che in Europa.

    Ma siamo veramente sotto attacco di una nuova forma di Cyber Guerra Fredda 2.0? Donald Trump ha usato parole dure. “Non penso che l’Ue sia troppo importante per gli Stati Uniti”, aveva detto il presidente, rimarcando poi come la Brexit fosse stata una: “Grande cosa, e altri paesi seguiranno”. Il Cremlino, dal canto suo, sta letteralmente finanziando partiti euroscettici.

    A tal proposito, a Strasburgo è stata approvata una risoluzione del Parlamento Europeo che denuncia questa ingerenza distruttiva. Il rapporto del PE continua sottolineando che la pressione della propaganda russa cresce e “cerca di distorcere la verità, incutere paura, provocare dubbi e dividere l’Ue”. “Da dieci anni il Cremlino sta influenzando il dibattito pubblico europeo e adesso i temi che gli sono cari sono diventati mainstream”, spiega a TPI Alina Polyakova, esperta di movimenti e partiti di estrema destra in Europa ed editorialista di The New York Times e Wall Street Journal.

    In tutto questo anche il terrorismo islamico fa la sua parte, inculcando insicurezza e terrore, volutamente o meno. Di fatto, è al servizio di chi vuole conquistare e distruggere l’Unione europea. Sì, perché questi personaggi, conquistatori, traditori od opportunisti, hanno individuato un punto debole della democrazia: è possibile destituire i governi manipolando le masse con tutti i mezzi a disposizione, socialmedia compresi.

    Torniamo a noi, cari euroscettici a cui l’Europa sembra non piacere proprio per niente. Veramente volete distruggere tutto questo e far vivere i vostri figli come nei Paesi di cui vi ho parlato?

    L’Unione europea non è scevra di errori. Troppa burocrazia, troppi sprechi, troppa distanza tra il potere politico e i cittadini (l’elezione diretta dei leader forse riparerebbe questo problema). C’è ancora chi, compresa Angela Merkel, mira a sviluppare un’Europa a due velocità e non sono sicuro che questa sia la strada migliore. Anzi, i paesi più deboli dell’est sono stati penalizzati, mentre i più forti, come la Germania appunto, ne hanno approfittato per imporre le regole a loro più favorevoli, si veda alla voce austerity.

    Ma, nonostante tutto, nell’ultimo difficile decennio siamo stati protetti da strumenti come il Fondo europeo di stabilità finanziaria (Fesf o Efsf) efficace per far fronte alla grande recessione che negli Usa si è molto più sentita che da noi. Gli stati membri più deboli dell’Eurozona ne hanno beneficiato più volte.

    Penso che ora il popolo europeo debba prendere posizione e difendere il nostro Stato dall’attacco della Russia, degli Usa e del fondamentalismo islamista. Se ancora non lo avete capito, siamo in guerra e i nemici sono tutti quelli che vogliono distruggere il nostro grande ed unito Paese. Non importa se sono nati in seno all’Europa, o se sono infiltrati, o potenze concorrenti al nostro potere sociale ed economico.

    È tempo di difenderci, è tempo di unirci ancor di più.

    La lettera di Massimiliano Fanni Canelles è stata pubblicata originariamente su SocialNews con il titolo: Un nuovo tipo di guerra fredda: è tempo di difendere l’Europa

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