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    Chi sono i candidati che si sfidano al ballottaggio per le presidenziali in Repubblica Ceca

    Alexey Vitvitsky/Sputnik

    Le idee e i programmi di Miloš Zeman, il capo dello Stato uscente, e di Jirí Drahoš, suo principale antagonista

    Di Gianluigi Spinaci
    Pubblicato il 12 Gen. 2018 alle 14:39 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:06

    Il 12 e il 13 gennaio 2018 in Repubblica Ceca si sono tenute le elezioni presidenziali.

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    I principali candidati Miloš Zeman, l’attuale capo dello Stato, e Jiri Drahos hanno rispettato i pronostici della vigilia e hanno entrambi raggiunto il ballottaggio, che si tiene il 26 e 27 gennaio 2018.

    Con queste consultazioni non si deciderà solo chi sarà l’inquilino del Castello di Praga per i prossimi 5 anni, ma anche quale sarà la posizione della Repubblica Ceca in Europa, oltre che il ruolo del paese stretto tra l’Alleanza Atlantica e la solida amicizia con la Russia.

    La scelta dei cittadini cechi darà anche un giudizio sulla politica populista anti migranti di Zeman che vede negli “invasori” il pericolo di un’imminente sharia.

    Il voto a Zeman darebbe nuova linfa all’accordo tra il presidente e il premier Andrej Babis, capo del movimento populista dei “cittadini scontenti”, vincitore delle scorse elezioni politiche, che però non è ancora riuscito a ricevere la fiducia della Camera, seppur fermamente sostenuto dal presidente in carica.

    Il presidente uscente Milos Zeman – Afp photo / Michal Cizek

    L’ex leader socialdemocratico Zeman, è considerato il presidente più filorusso e più filocinese d’Europa.

    Ha avuto accesi scontri con i vertici dell’Unione europea, in particolare per le sue prese di posizione sul tema dei migranti e sull’Islam.

    Incarna alla perfezione l’immagine del “politically incorrect”, usa spesso battute tendenti al volgare, noto bevitore e fumatore, definì la crisi migratoria “una invasione organizzata per distruggere l’Europa, da parte di persone che non possono integrarsi”.

    Il suo sfidante Jiri Drahos, 68 anni, appare di profilo diametralmente opposto.

    Jiri Drahos – Afp photo / Michal Cizek

    Scienziato, professore universitario ed ex presidente della Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca.

    Drahos si presenta come moderato e filoeuropeo, mancando tuttavia di alcuna esperienza in politica.

    Durante la campagna elettorale ha dichiarato di non aver alcuna intenzione di sostenere il premier Babis, secondo uomo più ricco del paese, che si è “macchiato di accuse di frode per 2 milioni di euro ai danni dell’Ue”.

    Drahos si impegna a diventare il garante “dell’autorità morale” e rinsaldare i rapporti con l’Unione europea e con la Nato, contro un presidente che promuove un “clima di volgarità, incompetenza e corruzione”.

    Nel primo turno Zeman si è aggiudicato il 38,6 per cento dei voti.

    Drahos è risultato secondo con il 26,6 per cento.

    Nessun candidato è riuscito a superare la soglia del 50 per cento, pertanto i due principali sfidanti andranno al ballottaggio, in programma il 26 e 27 gennaio.

    Gli ultimi sondaggi parlano di un testa a testa, con i due sfidanti che si aggirano sul 45 per cento dei consensi.

    L’affluenza, che nel primo turno ha raggiunto il 62 per cento degli 8,4 milioni di cittadini cechi aventi diritto di voto, stando alle previsioni potrebbe anche aumentare nel ballottaggio.

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