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    Brexit, il discorso della regina Elisabetta: “Priorità assicurare l’uscita il 31 ottobre”

    La Regina Elisabetta Credit: Twitter Westminster

    Il governo britannico di Boris Johnson ribadisce l'intenzione di attuare la Brexit a fine ottobre

    Di Veronica Di Benedetto Montaccini
    Pubblicato il 14 Ott. 2019 alle 13:25 Aggiornato il 14 Ott. 2019 alle 13:32

    Brexit, il discorso della regina Elisabetta

    Sulla Brexit arriva il discorso della Regina, che oggi 14 ottobre ha letto a Westminster il programma del governo sui tempi d’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea: “Il governo vuole uscire dall’Ue il 31/10”, ha detto.

    Il governo britannico di Boris Johnson, dunque, ribadisce solennemente l’intenzione di attuare la Brexit “il 31 ottobre” in apertura del Queen’s Speech. Nel contempo è stato indicato l’obiettivo d’un nuovo accordo di “partnership” con Bruxelles, ma anche di metter “fine alla libertà di movimento”. Fra le leggi del programma dei prossimi mesi, confermata dunque l’intenzione d’introdurre dal 2021 un sistema a punti all’australiana per consentire gli ingressi di nuovi immigrati nel Regno sulla base della capacità.

    Fra le leggi del programma dei prossimi mesi, è stata confermata dunque l’intenzione d’introdurre dal 2021 un sistema a punti all’australiana per consentire gli ingressi di nuovi immigrati nel Regno sulla base della capacità.

    I lavori in corso per la Brexit

    Il discorso di Elisabetta II al Parlamento britannico è il primo del governo Johnson. Secondo l’esecutivo ne verranno 22 progetti di legge, tra cui alcuni che introdurranno misure per consentire al Regno Unito di “cogliere le opportunità che la Brexit presenta”.

    Tra le proposte della regina anche una legge sull’immigrazione con un sistema a punti, la riforma del sistema ferroviario, un nuovo organo di controllo del servizio sanitario nazionale e una legge per ridurre l’inquinamento (Bbc).

    A soli 18 giorni dalla data prevista per la Brexit il capo negoziatore dell’Ue Michel Barnier spiega che “c’è ancora molto lavoro da fare” prima di arrivare a un accordo. Tuttavia, ha descritto come “costruttivi” i negoziati del fine settimana tra Ue e Gran Bretagna nella speranza di arrivare ad un’intesa entro il Consiglio europeo di giovedì 17 ottobre.

    Le mosse di Johnson

    Durante il fine settimana scorso, però, Johnson ha proposto alcuni cambiamenti che sono piaciuti all’Unione Europea, anche se per ora sono stati considerati insufficienti. Johnson ha parlato per esempio della possibilità che l’Irlanda del Nord rimanga nel territorio doganale del Regno Unito, ma che imponga allo stesso tempo i dazi dell’Unione Europea ai suoi confini esterni: cosa che in poche parole la renderebbe un territorio soggetto a due regimi doganali diversi, un caso piuttosto unico al mondo.

    I diplomatici europei, ha scritto Politico, continuano a proporre al Regno Unito di far rimanere l’Irlanda del Nord nell’unione doganale ma hanno espresso moderato ottimismo, anche se la distanza tra le parti è ancora molta e i tempi per un accordo così complesso stringono: difficilmente si riuscirà ad arrivare al 31 ottobre, data fissata per Brexit, con un accordo.

    Sabato ci sarà una sessione straordinaria del Parlamento britannico, che in caso di accordo verrà usata per discutere e approvare la nuova intesa su Brexit; se invece entro sabato non sarà stato trovato alcun accordo, il governo britannico dovrà chiedere all’Unione Europea di rimandare Brexit, perché così prevede una legge approvata dal Parlamento a inizio settembre.

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