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    Non sa a memoria 13 versetti della Bibbia: bambino sepolto vivo sotto la neve

    Ethan, 7 anni, ucciso dal suo tutore legale

    Padre e figlio sono accusati della morte del piccolo Ethan, di 7 anni

    Di Cristiana Mastronicola
    Pubblicato il 4 Feb. 2019 alle 15:35 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:34

    Il piccolo Ethan è morto perché non sapeva 13 versetti della Bibbia. A condannarlo a una fine terribile è stato il tutore legale a cui il bambino di sette anni era stato affidato dal tribunale, insieme ai suoi due fratelli.

    La morte del bambino è avvenuta un anno fa, ma oggi per il suo omicidio sono stati arrestati due adulti e un adolescente. Anche se ha solo 15 anni, Damian Hauschultz è accusato dell’assassinio del bambino. Nel Wisconsin, dove il delitto è stato consumato, i minori accusati di reati gravi come l’omicidio sono sottoposti alla stessa giustizia dei maggiorenni.

    Insieme a Damian, accusato dell’omicidio del piccolo Ethan è anche il padre Timothy, di 48 anni. La madre, Tina McKeever, di 35 anni, non è accusata di omicidio, ma di non aver fatto nulla per prevenire la morte del bambino che aveva in custodia e, anzi, era perfettamente a conoscenza delle sevizie a cui Ethan era costretto.

    Secondo quanto riportano i media statunitensi, Timothy Hauschultz avrebbe ordinato al piccolo, per punizione, di trasportare un grosso ceppo da circa venti chili per due ore al giorno, seguendo un percorso preciso in un’area non lontana da casa. Il 15enne Damian avrebbe avuto il compito di sorvegliare il bambino.

    Mentre Ethan si sforzava di trasportare l’enorme tronco, Damian avrebbe picchiato ripetutamente Ethan circa cento volte, con un bastone o con una cintura. Non pago, il 15enne avrebbe fatto rotolare l’enorme ceppo di legno sull’addome del bambino, sedendosi su di esso e gravando quindi sul corpicino fragile di Ethan. Poi Damian avrebbe ricoperto il bambino con della neve, seppellendolo per venti minuti, senza cappotto né scarpe.

    Da quella neve, Ethan non sarebbe più uscito vivo. Secondo l’autopsia, il bambino sarebbe morto di ipotermia. Il suo corpo, però, portava i segni della tortura: numerose le ferite alla testa, al torace e all’addome, oltre a una frattura alla costola.

    In un interrogatorio, Damian avrebbe dichiarato alla polizia di non aver fatto “nulla che potesse danneggiare Ethan”. Il 15enne ha ammesso di aver colpito Ethan circa cento volte e di aver coperto il corpo di Ethan con la neve. Era convinto, però, che il bambino riuscisse a respirare. Come si legge nei verbali, il ragazzino ha detto che Ethan era coperto nella sua “piccola bara di neve”.

    Damian ha riferito alla polizia che la punizione di Ethan era stata decisa dal padre. Il 15enne ha detto anche Timothy ha voluto punire il bambino perché non sapeva 13 versetti della Bibbia. Per una settimana intera il piccolo avrebbe trasportato il ceppo di legno per due ore al giorno, con Damian a fare da guardiano.

    Timothy avrebbe riferito alla polizia che quella “inflitta” ad Ethan non era una punizione, ma una forma di disciplina. L’uomo ha detto, inoltre, di non trovarsi a casa nel momento in cui il fatto è avvenuto. Damian aveva provato a chiamarlo per dirgli che Ethan non si muoveva. Ora padre e figlio dovranno rispondere davanti alla giustizia dell’omicidio del piccolo.

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