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    Arrestato al Cairo uno studente egiziano dell’università di Vienna: stessa dinamica di Patrick Zaki

    Credti: twitter
    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 14 Feb. 2021 alle 18:27

    Ahmed Samir Santawy, studente egiziano dell’università di Vienna è stato arrestato al Cairo il primo febbraio scorso. Il 29enne, come riporta Amnesty International, è uno studioso di diritti delle donne e in particolare di diritti riproduttivi in Egitto, aveva iniziato a frequentare l’Università centrale europea nella sede di Budapest (Ungheria) nel settembre 2019. Ogni volta che era tornato nel suo paese, era stato interrogato all’arrivo e alla partenza sulle ragioni dei suoi viaggi all’estero e sulla natura dei suoi studi.

    Dopo Patrick Zaki – in detenzione preventiva ormai da oltre un anno – un altro studente europeo viene arrestato appena mette piede in Egitto. Un nuovo caso, gli stessi addebiti: unione ad un gruppo terroristico e diffusione di notizie e informazioni false e pericolose per lo Stato.

    Sempre secondo il resoconto di Amnesty, il 23 gennaio un gruppo di agenti di polizia e uomini in borghese aveva fatto irruzione senza mandato di perquisizione nella casa di Santawy, assente; avevano sequestrato il registratore delle immagini della telecamera a circuito chiuso dell’abitazione e lasciato disposizioni, senza fornire ulteriori dettagli, affinché egli si recasse presso gli uffici dell’Agenzia per la sicurezza nazionale (i servizi segreti civili).

    Il 30 gennaio Santawy si è presentato a una stazione di polizia di Nuova Cairo ma gli è stato detto di tornare il giorno dopo. Lo ha fatto e il 1° febbraio è stato arrestato. Il 3 febbraio è stato trasferito in un’altra stazione di polizia della zona. Il giorno dopo è stato portato in un luogo sconosciuto fino al 6 febbraio, quando è comparso negli uffici della Procura suprema per la sicurezza dello stato (la procura antiterrorismo). Dal 1° al 6 febbraio le autorità hanno rifiutato di fornire informazioni sul detenuto sia ai suoi familiari che agli avvocati.

    Continua, implacabile, la strategia tesa a mettere a tacere qualsiasi voce considerata in dissenso rispetto al regime, con particolare forza nei confronti degli studenti, sia stranieri in Egitto che egiziani all’estero.“I nostri legali hanno potuto vedere Ahmed Samir, anche se per pochi minuti, durante l’udienza di convalida oggi – spiega al Fatto Quotidiano Mohamed Abdelsalam, il direttore della ong Afte, con cui lo stesso Santawy in passato ha collaborato – Era spaventato e soprattutto aveva il volto tumefatto. In questi giorni lo hanno percosso, ma non sappiamo se oltre alle botte abbia subìto anche delle torture”.

    L’avvocato di Santawy ha chiesto che il suo cliente potesse essere visitato da un medico forense per accertare le ferite riportate durante gli interrogatori nelle stazioni di polizia, ma la richiesta è stata negata.

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