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    Usa l’acqua del rubinetto per i lavaggi nasali e muore dopo essere stata infettata dall’ameba mangia-cervello

    Credit: Getty Images

    La donna, 69 anni, soffriva di una grave forma di sinusite. I medici le avevano prescritto dei lavaggi quotidiani con il "neti-pot". Avrebbe dovuto utilizzare acqua sterile e invece ha usato quella infetta del rubinetto

    Di Cristiana Mastronicola
    Pubblicato il 14 Dic. 2018 alle 07:52 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:43

    Ha usato acqua del rubinetto invece di quella sterile per pulire le narici e ha contratto l’infezione di una rara ameba-mangia-cervello. È morta così una donna di 69 anni, affetta da sinusite. Secondo i medici, la donna non avrebbe fatto attenzione al tipo di acqua utilizzata per curarsi e sarebbe così incappata nell’infezione mortale.

    A riportare il caso è stato lInternational Journal of Infectious Diseases. Per la seria sinusite di cui la donna soffriva i medici avevano prescritto dei lavaggi nasali quotidiani con il “neti-pot”, un apposito dispositivo per sciogliere il muco nelle cavità nasali.

    La negligenza le è costata la vita. La donna, infatti, invece di utilizzare acqua sterile o una soluzione fisiologica, ha preferito adoperare un depuratore casalingo. Appena dopo trenta giorni di cura, sul lato destro del naso è comparsa una macchia rossa. Il suo medico curante ha pensato a un problema cutaneo e ha prescritto alla donna un unguento. Nonostante le continue visite dal dermatologo, però, quella macchia continuava a stare lì.

    Al primo sintomo ne è seguito uno più grave: le convulsioni. Dopo questo episodio, la donna è stata sottoposta a una tomografia computerizzata, così i medici hanno scoperto una lesione di 1,5 centimetri al cervello. In un primo momento i dottori hanno pensato a un cancro, ma è stato solo con l’intevento che si è scoperta la verità.

    Una sezione del cervello era come una “poltiglia sanguinolenta”, ha spiegato uno dei medici che ha operato la donna. “C’erano queste amebe dappertutto che mangiavano solo cellule cerebrali”, ha raccontato il neurochirurgo dello Swedish Medical Centeral Charles Cobbs al Seattle Times.

    Non c’era più nulla da fare per la donna. L’organo ormai era compromesso e le speranze di salvezza erano pari a zero. La necrosi emorragica era irreversibile e lo stato di salute della donna è peggiorato giorno dopo giorno. Una volta entrata in coma, i familiari hanno deciso di porre fine alla sua sofferenza interrompendo il supporto vitale.

    Si chiama Balamuthia mandrillaris e si trova nel terreno e nell’acqua dolce. L’infezione prodotta dall’ameba-mangia-cervello è causa di morte quasi al 100 per cento.

     

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