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    La Birmania ha bloccato gli aiuti umanitari Onu durante gli scontri con i musulmani rohingya

    Credit: Mohammad Ponir Hossain

    La consegna di cibo, acqua e medicinali è stata interrotta nella parte settentrionale dello stato birmano di Rakhine, dove migliaia di civili si trovano in condizioni disperate

    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 4 Set. 2017 alle 08:47 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:24

    Le autorità birmane hanno bloccato gli aiuti umanitari provenienti da tutte le agenzie delle Nazioni Unite e destinati ai civili nel corso di una campagna militare contro i musulmani rohingya nel nord dello stato birmano di Rakhine.

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    Un’esclusiva del quotidiano britannico The Guardian ha rivelato infatti che le forniture di cibo, acqua e medicinali ai migliaia di civili che si trovano in condizioni difficili all’interno del paese sono state interrotte.

    L’informazione è stata confermata dall’ufficio del coordinatore locale dell’Onu, che ha parlato di “restrizioni del governo sul campo” che hanno reso impossibile proseguire con l’assistenza.

    “L’Onu è in stretto contatto con le autorità per assicurare che le operazioni umanitarie possano riprendere il più presto possibile”, ha aggiunto. Gli aiuti sono stati forniti invece in altre parti dello stato di Rakhine.

    Gli scontri tra le forze di sicurezza e i rohingya sono iniziati il 25 agosto, quando alcuni combattenti appartenenti alla minoranza musulmana hanno attaccato 30 avamposti militari tra stazioni della polizia e basi di frontiera in Birmania.

    I combattimenti sono continuati per oltre 24 ore. Alla fine oltre 100 persone, la maggior parte militanti rohingya, sono rimaste uccise negli scontri con le forze di sicurezza birmane.

    Da quel giorno i villaggi rohingya sono soggetti a spedizioni punitive e uccisioni di massa da parte delle forze dell’ordine.

    Le condizioni degli esuli rohingya in molti casi sono precarie, a causa di malattie respiratorie, infezioni, malnutrizione. Le strutture sanitarie al confine sono insufficienti per affrontare l’afflusso di migliaia di profughi.

    Le Nazioni Unite ritengono che il governo della Birmania stia compiendo una pulizia etnica ai danni della minoranza, e lo accusano di crimini contro l’umanità.

    Le autorità birmane affermano invece che i musulmani rohingya siano pericolosi “terroristi estremisti”.

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