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    Afghanistan, attacco dell’Isis all’aeroporto di Kabul dopo il rientro del vice presidente: 16 morti

    Un pickup trasporta i feriti dell'esplosione all'aeroporto di Kabul. Credit: NOORULLAH SHIRZADA

    Il vice presidente afghano Abdul Rashid Dostum è rientrato in patria dopo oltre un anno di auto-esilio in Turchia. Una folla si era radunata all'ingresso dell'aeroporto per festeggiare il suo ritorno

    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 22 Lug. 2018 alle 20:25 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:43
    Afghanistan attentato aeroporto

    Un attacco dell’Isis ha colpito l’aeroporto internazionale di Kabul, provocando la morte di almeno 16 persone e il ferimento di altre 60, poco dopo l’arrivo nello scalo della capitale afghana del vice presidente Abdul Rashid Dostum, rientrato in patria dopo oltre un anno di auto-esilio in Turchia.

    Secondo i media locali, si è trattato di un kamikaze che si è fatto esplodere fuori dall’ingresso principale, dove si era radunata una folla per festeggiare il ritorno del vice presidente.

    Tra le vittime, ci sono anche un bambino e membri delle forze di sicurezza. Dostum ha fatto sapere di aver sentito l’esplosione subito dopo aver lasciato lo scalo e ha augurato pronta guarigione alle persone ferite.

    Il convoglio dell’ex signore della guerra uzbeko e attuale vice presidente dell’Afghanistan era partito da pochi minuti quando il kamikaze si è fatto saltare in aria. Dostum, vestito all’occidentale, si è diretto al Sedarat Palace di Kabul dove è stata organizzata una cerimonia di benvenuto per lui.

    Chi è  Abdul Rashid Dostum

    Abdul Rashid Dostum è un generale e politico afghano di origine uzbeka, vicepresidente della Repubblica Islamica dell’Afghanistan dal 2014.

    Aveva lasciato l’Afghanistan nel maggio 2017 dopo essere stato accusato di aver organizzato lo stupro e la tortura di un rivale politico, l’ex governatore della provincia di Jowzjan Ahmad Ishchi, delitto per il quale sono state condannate sette sue guardie del corpo.

    Dostum ha spiegato che la sua permanenza all’estero è stata dovuta a problemi di salute. Sostiene che negli ultimi 14 mesi si è sottoposto a delle cure e i medici gli hanno chiesto ripetutamente di restare in Turchia.

    Nelle scorse settimane il nord del paese, sua tradizionale roccaforte, è stato scosso da violenti proteste. Migliaia di sostenitori sono scesi in strada in diverse province, attaccando uffici governativi ed elettorali e chiedendo il rilascio del leader locale Nezamuddin Qaisari e il ritorno dello stesso Dostum.

    Il rientro del vicepresidente non ha placato del tutto gli animi, con i manifestanti che continuano a mantenere un atteggiamento bellicoso.

    Secondo gli osservatori, il presidente Ashraf Ghani, di etnia pashtun, ha dato il via libera al ritorno in patria di Dostum per stabilizzare il nord e assicurarsi il sostegno degli uzbeki in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno.

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