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    In Messico trovate le prove di un incendio in cui sono state bruciate 17 persone

    La polizia sostiene che i corpi possano appartenere ad alcuni dei 43 studenti scomparsi nel settembre 2014 a Iguala dopo aver partecipato a una manifestazione di protesta

    Di TPI
    Pubblicato il 2 Apr. 2016 alle 19:06 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:09

    Le indagini della polizia messicana su una discarica della città di Iguala, nel sud del Messico, hanno individuato le prove di un incendio in cui sono state
    bruciate almeno 17 persone, e le autorità sostengono che i corpi possano
    appartenere ad alcuni dei 43 studenti scomparsi 
    il 26 settembre 2014 nello stato meridionale di Guerrero.

    Da allora non è ancora arrivata una risposta
    chiara dalle autorità sul destino dei ragazzi che furono fatti sparire
    dopo aver partecipato a una manifestazione di protesta, in uno dei casi che da allora è divenuto emblematico della grave situazione del rispetto dei diritti umani in Messico.

    Nel corso degli ultimi mesi le ricerche per i 43 studenti scomparsi hanno portato alla scoperta di 60 fosse comuni nel solo stato di Guerrero.

    Ora arriva la conferma, secondo i rappresentanti della
    procura del paese, che “ci sono prove sufficienti per affermare che vi è
    stato un evento di incendio controllato di grandi dimensioni nella discarica di
    Cocula”.

    Il tutto nonostante un team di esperti internazionali inviato dalla
    Commissione interamericana per i diritti umani abbia già fatto presente che gli
    studenti non avrebbero potuto essere bruciati a Cocula come il governo ha dichiarato,
    e nonostante le famiglie abbiano fortemente respinto le indagini ufficiali.

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