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    Salvini vuole “ripensare” il reddito di cittadinanza: “Se non crea lavoro, è un problema”

    Le dichiarazioni del leader della Lega

    Di Maria Teresa Camarda
    Pubblicato il 12 Ago. 2019 alle 09:59 Aggiornato il 12 Ago. 2019 alle 13:21

    Salvini sul reddito di cittadinanza: “Se non crea lavoro è un problema”

    Il vicepremier leghista Matteo Salvini vuole ripensare il reddito di cittadinanza. Da Catania, in Sicilia, dove si trova per il suo tour che, di fatto, anticipa la campagna elettorale, il leader del Carroccio annuncia le sue intenzioni in merito a una della misure “bandiera” del Movimento 5 stelle. “Se ci dovessimo rendere conto che invece di creare lavoro, crea lavoro nero e toglie lavoro, sarebbe un problema”, ha detto il ministro dell’Interno.

    La Lega aveva votato, con gli ex alleati del Movimento 5 stelle, a favore del reddito di cittadinanza. E Salvini lo ammette: se il sussidio non crea lavoro, sarebbe un problema e ve lo dice uno che l’ha votato quel provvedimento sperando che servisse a questo”.

    “C’è chi rinuncia al lavoro per il Rdc”

    Salvini ha rivelato di voler ripensare il reddito di cittadinanza dopo aver ascoltato le “voci” dei datori di lavoro. “Approfondiremo una cosa che mi hanno segnalato albergatori, imprenditori e agricoltori: alcune persone che lavoravano per loro la scorsa stagione estiva, quest’anno hanno detto ‘no grazie perché ho il reddito di cittadinanza a cui aggiungo qualche cosa in nero’. Sarebbe un enorme problema”, ha detto il vicepremier.

    “Non so se è qualche caso sporadico – ha aggiunto – però me l’han detto in Calabria e oggi in Sicilia e ieri l’altro in Puglia. Chiederemo di fare tutte le verifiche del caso perché non vorrei che qualcuno pensasse ad una repubblica fondata sulla assistenza. Se però non aiutiamo chi produce a pagare meno tasse, l’assistenza nel giro di due o tre anni esaurisce il pozzo e buonanotte”.

    Cosa succede al Reddito di cittadinanza se il governo cade

    Il M5s difende il reddito di cittadinanza

    Di fronte all’uscita dell’ex alleato, il M5s è salito sulle barricate. “Una cosa deve essere chiara: misure come il Reddito e la Pensione di Cittadinanza e Quota 100 non si toccano”, è scritto in un post su blog ufficiale dei pentastellati.

    “Se e quando questo Governo vedrà la fine – spiegano – nessuno dovrà penalizzare le oltre 900 mila persone che hanno fatto domanda per ricevere un sostegno al reddito o i tanti che dopo una vita di sacrifici vogliono godersi l’agognata pensione”.

    “Davvero politici che vogliono salvaguardare i loro privilegi (e la loro poltrona) pensano così di distruggere quanto di buono fatto finora, andando a colpire ancora una volta i cittadini più deboli? – continua -. In questi mesi abbiamo restituito dignità e speranza a queste persone e alle loro famiglie. Abbiamo diminuito la disoccupazione e portato l’occupazione ai massimi storici. La rivoluzione deve andare avanti e nessuno dovrà provare a fermarla. Abbiamo fatto una promessa di Cambiamento ai cittadini e, seppur con grandi difficoltà, l’abbiamo mantenuta e continueremo ad essere coerenti e a combattere le nostre battaglie con loro”.

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